Altamente volatile - Teatro Studio Eleonora Duse (Roma)

Scritto da  Domenica, 22 Febbraio 2015 

"Altamente volatile" è una favola nera che racconta a ritmo di commedia la caccia spietata e paradossale ad un capro espiatorio, anarchico e epicureo, colpevole solo di voler godersi la vita, da parte di una umanità sempre meno umana. In dieci brevi quadri il racconto attraversa le buffe e amareggiate esistenze di una trentina di personaggi, distanti nel tempo e nello spazio, disposti a tutto pur di restare avvinghiati al loro sogno di vita. E finendo inevitabilmente per odiare chi di un sogno di vita non sa che farsene.

 

Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico presenta
Saggio del III anno del Corso di Recitazione A.A. 2014/2015
ALTAMENTE VOLATILE
di Armando Pirozzi
regia di Massimiliano Civica
con Federico Benvenuto, Luigi Biava, Edoardo Coen, Lavinia Carpentieri, Verdiana Costanzo, Elena Crucianelli, Ilenia D’Avenia, Niccolò Doglio, Bianca Friscelli, Stefano Guerrieri, Cecilia Guzzardi, Francesco Iaia, Errico Liguori, Flavia Mancinelli, Alen Marin, Diletta Masetti, Giacomo Mattia, Elisabetta Mirra, Antonio Orlando, Cristina Pelliccia, Xhuljo Petushi, Carola Ripani, Francesco Russo , Giulia Trippetta, Andrea Vico
impianto scenico Bruno Buonincontri
costumi Daniela Salernitano
luci Sergio Ciattaglia

 

Definire la messa in scena di "Altamente volatile" solamente un saggio è una bestemmia. I saggi accademici che spesso si vedono in giro non sono caratterizzati da una qualità particolarmente eccelsa. Si limitano a portare in scena un testo non inedito, lavorandoci il giusto. L’attore viene posto nelle condizioni di condurre un'indagine sul personaggio piuttosto approssimativa, o se approfondita penalizzata da una messa in scena e da una regia non propriamente incisive. Ciò da un certo punto di vista è comprensibile, dal momento che parliamo di saggi accademici, ciononostante sarebbe apprezzabile se alcune scuole rischiassero maggiormente con spettacoli meno evidentemente scolastici. La Silvio d’Amico, al di là della sua illustre storia e dei mezzi di cui dispone, con questo spettacolo non può essere certo tacciata di non aver rischiato.

"Altamente volatile", come anticipato poc’anzi, non è un saggio accademico bensì una pièce teatrale vera e propria, in cui il lavoro di drammaturgia e regia non è semplicemente artigianato teatrale ma arte con la A maiuscola. Il testo di Armando Pirozzi è coraggioso, compie delle scelte inconsuete. Sa giocarsi bene le carte di una comicità surreale e spesso demenziale. E’ imprevedibile, senza scendere a patti col già sentito. Ha delle trovate filosofiche, perfino poetiche, raccontate con un tono fiabesco e paradossale che ci ha ricordato un bellissimo spettacolo visto nella precedente stagione: "La storia di mezzo" di Gabriele Mazzucco. Anche in questo caso si ricorre al paradosso e a un testo bizzarro per mostrare le paure dell’uomo e la sua incapacità di affrontarle senza soccombere.

L’ottima regia di Massimiliano Civica punta su una messa in scena affidata totalmente al corpo dell’attore, alla sua voce, alla sua espressività, portata in qualche caso all’esasperazione. Molto coinvolgenti i rocamboleschi travestimenti degli attori che da tonte e crudeli boy scout si trasformano repentinamente in svitati condomini di una palazzina borghese, impauriti da un uccello epicureo, reo di appartenere ad una specie anomala di volatili e perciò lapalissiano emblema del temuto diverso. Civica concede molto alla parodia e si diverte a prendersi gioco degli stereotipi, da quello della femme fatale a quello del politico pro-iphone. Tali stereotipi vengono però talvolta anche stravolti. Nel duello Diavolo - Dio non si comprende pienamente se sia più svitato il padre eterno o il demonio. I costumi da lottatori manga, comunque, ci inducono a credere che in tale diatriba abbiano vinto entrambi con un pareggio. Incuriosisce l'inserimento di una strana cantilena sul governo ladro che parzialmente stride con il resto della messa in scena; recitata all’unisono dagli attori, simile a una preghiera, possiede un non so che di inquietante, rammentando quasi il canto di una veglia funebre.

Gli allievi del III anno del Corso di Recitazione dell' Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico dimostrano grande entusiasmo ed intensità, superando a pieni voti la sfida di doversi cimentare con un testo comico: ciascuno nella propria scena polarizza l'attenzione dello spettatore, sfoderando spiccato carattere ed un’ottima padronanza dei propri mezzi attoriali. Qualcuno in particolare comunica l’impressione di aver fatto talmente proprio il suo personaggio da assoggettarlo alla sua personalità con una maestria che solo i fuoriclasse possono permettersi. Un progetto dunque davvero interessante ed originale, che meriterebbe assolutamente di essere ospitato anche su altri palcoscenici teatrali e non solo nelle vesti di saggio accademico.

 

Teatro Studio “Eleonora Duse” - via Vittoria 6, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 366/6815543 (attivo dal 9 febbraio ore 10.30-13.00 e 14.00-16.00)
Orario spettacoli: da lunedì 16 a sabato 21 febbraio ore 20, domenica 22 febbraio ore 17

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Ufficio stampa Margherita Fusi
Sul web: www.accademiasilviodamico.it

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