Alla Ricerca della Romanità perduta…e ritrovata! - Teatro Della Cometa (Roma)

Scritto da  Venerdì, 12 Ottobre 2012 

Alla ricerca della romanità

Attori della nuova leva della scuola romana salgono sul palco per riportare alla luce la romanità perduta: quella del secolo scorso, consacrata alla tradizione teatrale e cinematografica da attori del calibro di Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Nino Manfredi, e quella dei secoli più addietro consacrata alla storia da personaggi che hanno reso immortale, quindi “Eterna”, questa città.

 

ALLA RICERCA DELLA ROMANITA’ PERDUTA…E RITROVATA!
con Antonella Alessandro, Michela Andreozzi, Jonis Bascir, Fabrizio Giannini, Max Paiella, Andrea Perroni, Fabrizio Sabatucci, Francesco Venditti

 

Lo spettacolo, andato in scena in quel gioiello di teatro che è il Della Cometa, ha avuto come protagonista la tradizione romana, quella “romanità” intesa come un modo di essere, un modo di pensare, un modo di comportarsi. E’ la cultura del “lo faccio dopo”, la tradizione di concludere un discorso sempre con una battuta, l’intenzione professata di non prendersi mai troppo sul serio, l’ironia, il disincanto. La romanità come stato d’animo.
Giovani talenti che, con rispettoso approccio quasi a sfiorare una composta forma di devozione, ricordano la preziosa eredità dei grandi artisti della Roma passata. Francesco Venditti, Michela Andreozzi, Antonella Alessandro, Jonis Bascir, Andrea Perroni, e Fabrizio Sabatucci - che è anche curatore del progetto - si avvicendano sul palco nella lettura di sonetti e poesie della migliore tradizione romana.
Il clima si scalda con le atmosfere, quasi da avanspettacolo, dell’intervento di Michela Andreozzi. In un monologo interpretato con delicatezza e simpatia ci riporta alla mente tutto ciò che abbiamo perduto a causa del cambiamento sociale, dell’avvento dei social network, dell’avanzamento inarrestabile della tecnologia e ricorda insieme al pubblico, in un gradevolissimo “come eravamo”, abitudini e costumi di qualche anno fa, quando era d’uso che i bambini andassero a letto dopo Carosello. In una elencazione fitta e arricchita dagli interventi del pubblico, preceduta ogni volta da un “ho fatto appena in tempo a…” declina tutto ciò che è stato e non è più. Il pubblico risponde e alimenta in un crescendo di “ho fatto appena in tempo a…” modi, abitudini e consuetudini ormai perse.
Ricordarle crea empatia, e affiora, tra il pubblico, quel senso di appartenenza tipico del “romano”, che non si lascia sfuggire l’occasione per intervenire, con quell’enfasi mista a disincanto che lo contraddistingue, ad arricchire l’elencazione di usi persi, ma non dimenticati.
La discrezione dolce e graziosa della Andreozzi riesce a calmare gli animi e a ripristinare quell’atmosfera suggestiva e nostalgica che permane con l’intervento, davvero poetico, di Francesco Venditti.
Davanti al suo leggio narra della romanità nell’accezione colorita del suo linguaggio e dei suoi stati d’animo. Nostalgia, poesia, riferimenti alla sua vita personale… e anche un velo di commozione concludono l’intervento di un Venditti davvero coinvolto nella performance.
E’ la volta dei riferimenti alla storia: Max Paiella si esibisce in un esilarante Nerone “moderno”, rivisto e rivisitato strizzando l’occhio alla modernità e alla realtà politica. Un accenno pungente alla Roma dei Papi e al dogma dell’infallibilità del Papa con la sua comicità genuina, divertito e divertente soprattutto nell’imitazione satirica del primo cittadino di Roma, Alemanno.
Jonis Bascir omaggia Aldo Fabrizi rievocando, in una performance decisa che mette in luce il suo talento vocale, un pezzo classico del varietà, “Lulù”.
E’ il momento di Andrea Perroni, che accende l’atmosfera del teatro: partecipazione del pubblico e risate incontrollate con le sue esilaranti imitazioni dei cantautori nostrani, pezzi  musicalmente apprezzabili che scaldano la platea. Nella doppia veste del cantautore di turno, interrotto dal “coatto” romano che protesta e dissente in quel suo tipico modo di fare sornione ed esplicito, Perroni dà prova delle sue qualità canore, musicali e di imitatore.
Intensissima Antonella Alessandro nel pezzo dedicato ad Anna Magnani. Davanti a un leggio racconta la sua storia di bambina, vissuta con la nonna e poi in un collegio, del rapporto complicato con la madre che era andata a vivere lontano, dell’amore per Roberto Rossellini che la lasciò per una “svedese”. Aneddoti di vita, cinema, gli incontri con registi famosi. Poesia, incanto, dolore, ironia: tutto questo è emerso nel racconto di vita di Anna Magnani, donna con una forza straordinaria e artista sensibile, ironica e soprattutto “autoironica” nel famoso racconto, che la Alessandro restituisce con il disincanto necessario, in cui esortava la sua truccatrice a non coprirle le rughe perché “ci ho messo una vita a farmele venire”.
Fabrizio Giannini, nel ruolo variegato di narratore/presentatore/cantante, si destreggia abilmente tra il palco, la galleria, il proscenio e la platea intervallando le sue apparizioni tra un esecuzione e l’altra. Trovata scenica che dà il senso di accoglimento in un ideale abbraccio. Trascinante nell’interpretazione del pezzo, celeberrimo, “Tanto pe’ cantà”, nella rievocazione di un grande Nino Manfredi, grandissimo artista romano d’adozione.
Con il sottofondo delle melodie più caratteristiche della tradizione romana, le canzoni di Gabriella Ferri, si va verso la conclusione dello spettacolo al motto condiviso di “Roma non è mai nata, perché Roma…c’è sempre stata!”. E così anche la “romanità”, protagonista indiscussa dello spettacolo il cui messaggio è proprio il voler rievocare e ritrovare lo spirito di una tradizione, ben contraddistinta, insuperabile e immortale.
Si replica lunedì 15 ottobre. Agli amanti della tradizione romana, delle sue atmosfere, delle sue melodie, dello spirito vero e immediato che fa della “romanità” un tratto distintivo e riconoscibile, che anima e dà connotazione all’universo romano, il consiglio di non perdere la possibilità di godere della seconda serata di questo spettacolo, ideato e promosso dall’Associazione Culturale Formi4, che sarà ulteriormente arricchito dalla partecipazione di altri attori.
Ottima l’organizzazione (all’ingresso molti spettatori in lista di attesa), e giusti e sentiti i ringraziamenti che nel finale Sabatucci rivolge in primis agli attori, poi ai tecnici, agli organizzatori, all’ufficio stampa. L’ingresso è gratuito.

 

Teatro della Cometa – via del Teatro Marcello 4, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6784380
Orario spettacoli: lunedì 8 e 15 ottobre, ore 21
Biglietti: ingresso gratuito

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Cristina Orazi
Sul web:
www.teatrodellacometa.it

 

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