All'ombra dell'ultimo sole - Tieffe Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Francesco Mattana Martedì, 11 Giugno 2013 

Dal 28 maggio al 16 giugno. Fortunato il pescatore, che si sollazza all'ombra dell'ultimo sole. Noialtri, qui a Milano, si combatte invece con continui rovesci temporaleschi. Più che De Andrè, sembra il Battisti di Una giornata uggiosa. Però il teatro, per fortuna, è un'altra cosa: si evade per due ore dal contingente e ci si immerge nell'atmosfera rarefatta del palcoscenico. Tanto più in uno spettacolo dedicato al bardo di Genova. I luoghi che lo hanno ispirato sono una terra di mezzo tra stupore e ironia, tra disperazione e ebbrezza, tra il mare del capoluogo ligure e le montagne che la chiudono ad arco. Questo è De Andrè: colonna sonora delle nostre vite, menestrello che da oltre un decennio ha sì lasciato il soggiorno terreno, ma avendo cura che tutti i suoi fans (lui avrebbe preferito senz'altro il termine ammiratori) conservassero ciascuno, nell'intimo dei propri cuori, un ricordo bello delle sue poesie in musica. E quando i suoi seguaci si mettono di buzzo buono fanno le cose in grande. Lo dimostra la pièce in cartellone al Menotti in questi giorni, All'ombra dell'ultimo sole.

 

 

 

TieffeTeatro/AstiTeatro presentano
ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE
parole e musica per Fabrizio De André
di Massimo Cotto
con Enrico Ballardini, Roberta Lidia De Stefano, Daniele Gaggianesi, Francesca Gemma, Vanessa Korn, Silvia Giulia Mendola, Giuseppe Palasciano, Valeria Perdonò, Carlo Roncaglia, Francesco Visconti, Fabio Zulli
arrangiamenti e direzione musicale Alessandro Nidi
regia Emilio Russo
con il patrocinio morale della Fondazione De André Onlus

 

 

C'è ancora tempo fino al 16 giugno per godersi questo musical così particolare, lontano anni luce da quel grado zero della creatività che prende il nome di Karaoke - si riaffaccia la bella stagione, tenersi a debita distanza da quei baretti sul mare che t'appioppano a tradimento questo ameno passatempo giapponese. Il bar c'è anche in questo spettacolo, ma è tutta un'altra cosa. Un locale la cui insegna recita “Sulla cattiva strada” è una sicurezza: puoi star certo che i benpensanti se ne terranno alla larga.
Poi soprattutto è interessante la fauna umana che lo popola: ragazzi che si nutrono di Contestazione; lo sentono nell'aria il profumo del cambiamento e si insinua in ogni fibra del loro corpo. Questi 'Cuccioli del Maggio' non lo sapevano, ma ora possiamo dirlo a ragion veduta: avevano un grande avvenire davanti a sé. Tanto è vero che nel 2013 le loro scorribande, i loro sogni piegati ma mai spezzati, riempiono ogni sera la sala del Tieffe. Hanno il volto, l'intelligenza e la sensibilità di un gruppo di attori che si stanno facendo le ossa, tournée dopo tournée: Enrico Ballardini, Roberta Lidia De Stefano, Daniele Gaggianesi, Francesca Gemma, Vanessa Korn, Silvia Giulia Mendola, Giuseppe Palasciano, Valeria Perdonò, Carlo Roncaglia, Fabio Zulli - e Nadio Marenco alla fisarmonica. Abbiamo dimenticato qualcuno? Certo che no.
Per Francesco Visconti c'è una menzione a parte: anagraficamente il più maturo della compagnia, oltre ad avere quella bella voce calda che tutti ci ha rapito, ce lo immaginiamo anche in veste di dispensatore di saggi consigli dietro le quinte. I giovani virgulti che con lui dividono la scena sono sì brillanti promesse col sacro fuoco della recitazione dentro le vene, ma essendo ragazzi hanno bisogno di incoraggiamenti: lì interviene Cafiero, il brigadiere che ne ha viste tante, a strigliarli per benino finché non si piantano bene in zucca che il teatro è vita, e per niente al mondo dovranno abbandonare il mestiere più bello del mondo.
Torniamo al Bardo, al suo universo costellato di personaggi borderline. Peccatori, certo, ma ammantati di una grazia tutta loro. Del resto, se Gesù si accostò alla peccatrice Maria Maddalena, a maggior ragione De Andrè - che santo non era, ma soprattutto non voleva esserlo - a buon diritto poteva trarre ispirazione da costoro. Storie sbagliate, certo, ma la vita si sa è una ruota che gira. E allora volta la carta: c'è sempre un luogo da cui ricominciare, un Hotel Supramonte in cui provare a ricostruire dentro di sé un 'ordine discreto'.
Sbalestrati e sbaragliati, cammina cammina questi uomini e queste donne incrociano una mulattiera di mare: una creuza, insomma, in cui finalmente liberi possono intonare con voce soffusa e anda e e anda e e e anda e o e anda e e anda e e e anda e o. Una smisurata preghiera, la loro, che poco ha a che vedere con le grida dei Muezzin: il religioso parla affacciandosi dall'alto del minareto; loro invece parlano, vivono e si arrabattano sulla strada. Non c'è giudice al mondo che possa graziare questi derelitti: ci ha già pensato Faber, coi suoi intramontabili versi, a condonare le loro colpe. Tutti innocenti, grazie a lui. Anime salve.

 

 

Tieffe Teatro Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 16 alle 19
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21 - mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17

 



Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web: www.tieffeteatro.it

 

 

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