Albania casa mia - Teatro Argot Studio (Roma)

Scritto da  Sabato, 05 Dicembre 2015 

Dall'1 al 13 dicembre il Teatro Argot diventa una terra di mezzo tra Italia e Albania, tra futuro e passato, tra padre e figlio, grazie ad "Albania casa mia", scritto e interpretato da Aleksandros Memetaj e diretto da Giampiero Rappa.

 

Argot Produzioni presenta
ALBANIA CASA MIA
di e con Aleksandros Memetaj
regia Giampiero Rappa
aiuto regia Alberto Basaluzzo
foto e grafica Manuela Giusto

 

Il 25 febbraio 1991, il regime comunista albanese aprì, dopo 45 anni, le frontiere del Paese all'emigrazione dei propri cittadini. I porti di Valona e Durazzo prima, e le coste della Puglia poi, furono presi d'assalto da una marea umana alla ricerca di un futuro. Erano gli anni in cui l'Italia era vista in parabola come un paradiso, un paradiso per di più facilmente raggiungibile. Iniziò l'epoca dei massicci sbarchi su pescherecci malandati, su gommoni pieni fino all'inverosimile di corpi e speranza (oggi la tendenza sembra essersi invertita, ma questa è un'altra storia). Col tempo, cominciò a circolare questo slogan, "Albania casa mia": non un'espressione di nostalgia per il proprio Paese, ma un invito, neanche troppo sottile, a tornarsene a casa da parte di quegli italiani che questa invasione non riuscivano a tollerarla.

Albania casa mia si presenta allo spettatore nudo, dotato del minimo essenziale per sopravvivere - un attore, una piccola pedana e qualche faro - proprio come uno di quei profughi (anche laureati, com'è il caso di una delle figure presentate nello spettacolo) giunti in Italia dotati solo di un passaporto falso procuratogli dai famigerati kosovari e, forse, di una valigia. Esattamente come accade oggi con il martellamento di notizie sugli sbarchi a Lampedusa, anche allora era facile fermarsi a guardare nel suo insieme la massa, dimenticandosi che questa è composta da individui, ognuno con la propria storia. E senza vittimismi, ma anzi con più di un sorriso, lo spettacolo racconta le storie - vere - dell'attore e di suo padre, narrando le circostanze che hanno portato i due a viaggi in direzioni opposte: verso l'Italia il padre, verso l'Albania il figlio. Storie di persone che - è questo il tema, l'identità - si trovano "in mezzo": lontane da casa, tenute a distanza dalla comunità che le ospita; persone divise tra due luoghi, due lingue, due modi di sentire.

Un aspetto rappresentato in modo egregio anche visivamente dall'allestimento scenico che, pur semplicissimo, ci ricorda costantemente questo stato duale, quest'eterna incompiutezza, questo stare in mezzo: l'attore non si muove sul palco, ma su una ristrettissima pedana dalla quale non scende mai e che pare come galleggiare sui flutti delle assi del palco, quasi fosse uno di quei famigerati, bramati gommoni; una pedana che separa l'attore tanto dal palco (la sua terra natìa, se vogliamo) quanto dal pubblico (la terra cui deve e vuole giungere), entrambi così vicini eppure, di fatto, irraggiungibili.

Aleksandros è cresciuto in Italia e da lì intelligentemente si parte, introducendo per gradi tutti i possibili elementi di estraneità (a partire dalla lingua) fino a lasciare il campo al cuore della storia, la vicenda di un uomo, con moglie e un figlio appena nato, che tenta per due volte di raggiungere il paradiso al di là del mare, prima da solo e poi, in un ultimo, disperato tentativo, tutti insieme, con un percorso, testuale e scenico, che macina come un diesel via via più convincente e coinvolgente fino a raggiungere l'apice nell'istante decisivo, quello del do or die.


Teatro Argot Studio - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono | fax 06/5898111, mobile 392 9281031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: intero 12 €, ridotto 10 €
Durata: 60 minuti

Articolo di: Pietro Dattola
Foto di: Manuela Giusto
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio Stampa Teatro Argot Studio
Sul web: www.teatroargotstudio.com

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