Afghanistan: Il Grande Gioco - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Giovedì, 01 Novembre 2018 

Che cosa sappiamo di questo grande Paese dell'Asia Centrale che ciclicamente occupa le prime pagine dei nostri giornali? Un Paese che, in seguito all'attentato dell'11 settembre, è stato invaso per mettere fine al regime dei talebani e nel quale sono tutt'oggi presenti truppe italiane, un Paese che dall'Ottocento è terreno di scontro tra le potenze mondiali per la sua posizione strategica. Da questa domanda ha preso le mosse il Tricycle Theatre di Londra, la più grande officina di teatro politico inglese, e ha costruito l'ambizioso progetto “The Great Game”, uno spettacolo 'all day long' nel quale tredici tra i migliori autori inglesi raccontano i rapporti tra l'Afghanistan e l'Occidente dal 1842 ai giorni nostri e di cui Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani dirigono l’edizione italiana.

 

AFGHANISTAN: IL GRANDE GIOCO
di Lee Blessing, David Greig, Ron Hutchinson, Stephen Jeffreys, Joy Wilkinson, Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace
traduzione Lucio De Capitani
regia Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
con Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini, Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana
scene e costumi Carlo Sala
video Francesco Frongia
luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
coproduzione Teatro dell’Elfo ed Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Napoli Teatro Festival, con il sostegno di Fondazione Cariplo

 

“Il Grande Gioco” è il primo episodio del progetto “Afghanistan” e in effetti è un mistero il motivo per cui si sia scelto all’Elfo di iniziarne la rappresentazione singola una settimana dopo rispetto a “Enduring Freedom”, giacché esso ne costituisce una sorta di prequel. I cinque racconti che definiscono l’impianto dello spettacolo - “Le trombe alle porte di Jalalabad” di S. Jeffreys; “La linea di Durand” di R. Hutchinson; “Questo è il momento” di J. Wilkinson; “Legna per il fuoco” di L. Blessing e “Minigonne di Kabul” di D. Greig - , infatti, ritraggono personaggi e situazioni del Paese tra il 1842 e il 1996, due anni prima dell’inizio di “Il Leone di Kabul”, il racconto con il quale comincia “Enduring Freedom”.

Proprio come è avvenuto per la seconda parte del progetto, neanche il titolo di questo spettacolo è scelto a caso. “Il Grande Gioco” è l’espressione coniata da un colonnello britannico per definire il conflitto durato tutto il XIX secolo tra il Regno Unito e la Russia per ottenere il controllo del Medio Oriente e dell’Asia Centrale*, intessutosi prevalentemente attraverso l’azione dei corpi diplomatici e dei servizi segreti. L’odierno Afghanistan è stato appunto uno dei tavoli da gioco di queste due grandi potenze e i suoi abitanti, emirati, tribù e minoranze etniche, hanno fatto da pedine in una lotta di potere che ha costituito la base delle problematiche contemporanee. La sensazione del gioco cinico di cui è preda il Paese è ben percepibile nello spettacolo, gestito in modo che ritmo narrativo e tensione vadano via via in crescendo, fino a raggiungere l’impressionante scoppio finale.

La scena scarna e minimale che già caratterizzava “Enduring Freedom” e che qui vira sui toni del bianco più che sul neutro, si accorda bene con l’ambientazione invernale dei racconti e con il tratto che collega questi pezzi teatrali, ulteriormente raggruppati in due sezioni distinte, “Invasione e Indipendenza 1842 - 1930” e “Il Comunismo, i Mujahideen e i Talebani 1979 - 1996”. In una visuale d’insieme l’Afghanistan, più che uno Stato a sé, sembra essere una terra di un confine non necessariamente da precisare: sia quello tra le zone d’influenza inglese e russa, quello con il Pakistan o quello tra il reale e la mera teoria geo-politica, la situazione di irrealtà e di mancanza di definizione permane e genera violenza, fanatismo, povertà e morte.

Le storie dipingono una ventina di personaggi, solo alcuni storicamente conosciuti, che anche grazie all’interpretazione degli attori sono dotati di una vividezza eccezionale e di una tridimensionalità rara, che rende ancora più faticoso per il pubblico, che si affanna a tracciare una linea di demarcazione tra chi sono i buoni e chi invece no, realizzare che tale linea è inutile, perché irreale proprio come quella tracciata a tavolino per definire una nazione, e ugualmente pericolosa.

Note:
…tra il Medio Oriente e l’Asia Centrale: L’impero russo e il Regno Unito, alleati contro Napoleone, entrarono ben presto in conflitto per i territori asiatici. Più nello specifico, la Russia voleva annettere al suo impero l’India britannica, mentre gli inglesi miravano a creare uno stato cuscinetto tra i loro possedimenti e le terre dello Zar alleandosi (o alla peggio conquistando) con gli emirati afghani di Kabul e Herat.
Il Nuovo Grande Gioco: espressione dei primi anni 2000 coniata per definire un conflitto simile a quello ottocentesco tra Regno Unito e Russia, che però vede in campo quest’ultima e gli Stati Uniti d’America, come nel periodo della Guerra Fredda.

 

Teatro Elfo Puccini - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: “Enduring freedom” - 23/27 ottobre, 3, 4, 6, 7, 8, 13, 14, 15, 21, 22, 23 novembre dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16; “Il grande gioco” - 30, 31 ottobre, 1, 2, 3, 9, 10, 16, 17 e 24 novembre dal martedì al sabato ore 20.30; Maratone - domenica 28 ottobre, 11 e 18 novembre: “Il grande gioco” ore 16 + “Enduring freedom” ore 20; domenica 25 novembre “Il grande gioco” ore 11.30 + “Enduring freedom” ore 15.30
Biglietti: intero € 32.50, martedì posto unico € 21.50, under25 e over 65 € 17, under 18 € 12, scuole € 12; biglietto Maratona “Il grande gioco” + “Enduring freedom” € 33 (disponibili solo in biglietteria)
Durata spettacolo: 155 + 15' di intervallo

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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