Afghanistan: Enduring Freedom - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Giovedì, 01 Novembre 2018 

Dal 23 ottobre al 25 novembre. Un viaggio avventuroso lungo i destini dell'Afghanistan. Dieci brevi storie, poetiche e crudeli, che ci fanno guardare con altri occhi i rapporti tra Oriente e Occidente: perché quello che accade nell’Asia Centrale ha radici lontane, ma oggi ci tocca da vicino; perché il teatro e la storia possono ridisegnare i confini di ciò che pare ignoto e straniero. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno diretto l’edizione italiana di un progetto di drammaturgia collettiva ideato dal Tricycle Theatre di Londra, firmando due spettacoli - “Il grande gioco” e “Enduring freedom” - che mettono in scena i testi più sorprendenti, da vedere in due serate o in un'unica coinvolgente maratona.

 

AFGHANISTAN: ENDURING FREEDOM
di Lee Blessing, David Greig, Ron Hutchinson, Stephen Jeffreys, Joy Wilkinson, Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace
traduzione Lucio De Capitani
regia Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
con Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini, Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana
scene e costumi Carlo Sala
video Francesco Frongia
luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
coproduzione Teatro dell’Elfo ed Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Napoli Teatro Festival, con il sostegno di Fondazione Cariplo

 

La questione afghana non è un argomento facile da trattare né da ascoltare, perché ci ha colpito tanto profondamente e tanto di recente da aver cambiato le nostre vite per sempre. È una storia vera, ricca di zone grigie, e perché sia compresa in profondità è necessario che il teatro che la mette in scena sia il più simile possibile alla vita. Probabilmente è per questo motivo che il linguaggio anglosassone del progetto londinese si è rivelato assolutamente efficace anche nella rappresentazione italiana, che vanta le ottime traduzioni di Lucio De Capitani oltre che la regia dei già citati Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.

Il nome di questo secondo spettacolo del polittico afghano - “Enduring Freedom” (Libertà Durevole) - è doppiamente ironico. Riprende infatti da un lato la denominazione dell’operazione americana d’invasione della valle del Panshir a seguito degli attentati del settembre 2001*, una gigantesca mobilitazione di uomini e merci che invece di liberare gli oppressi li ha resi ancora più in catene e nel frattempo ha oppresso i liberatori; dall’altro mette in scena la completa mancanza non solo di libertà, ma dello stesso concetto di autodeterminazione. Ogni evento conduce a conseguenze disastrose, che ingarbugliano la matassa del problema invece che risolverla ed esasperano l’accanimento folle verso la ricerca di una soluzione a un conflitto creato a più riprese dagli stessi aspiranti risolutori. *

Le oltre tre ore di “Enduring Freedom” sono suddivise in cinque racconti distinti - “Il Leone di Kabul” di C. Teevan; “Miele” di B. Ockrent; “Dalla parte degli angeli” di R. Bean; “Volta Stellata” di S. Stephens e “Come se quel freddo” di N. Wallace, che non appartiene all’originario progetto del Trycicle Theatre - firmati da drammaturghi anglosassoni e ambientati tra il 1996 e i primi anni del Duemila*. In questi testi la crudele poesia di un Mullah talebano si scontra con l’idealismo semivuoto di una rappresentante dell’ONU; la cieca fiducia del Leone del Panshir* con le mancanze e l’egocentrismo dell’aquila americana; la spinta a sfamare e proteggere le vittime con un moralismo fondamentalista come l’empietà che esso stesso mira a debellare; per concludersi nella terra di nessuno ideata da Naomi Wallace in un racconto che rimanda a Beckett e Stoppard* e che, con il suo surrealismo, conclude lo spettacolo con quella che sembra l’unica liberazione possibile.

I bravissimi interpreti, che rivestono un ruolo diverso in quasi ogni racconto, si muovono in uno spazio bianco, essenzialmente spoglio, nel quale loro stessi portano e rimuovono piccoli oggetti di scena con i quali, aiutati dalle proiezioni di Francesco Frongia su tutte le pareti, creano ambienti e situazioni, da un moderno ufficio nella City londinese al deserto afghano, da un accampamento di mujahideen allo zoo di Kabul fino a una casa della middle-class di Manchester. I colori dei costumi sono quasi neutri, un po’ stinti, e tendono a mimetizzarsi con lo sfondo della scena piuttosto che risaltare, per questo rafforzando la sensazione di una vuotezza irreale, non si sa se data dalle cause dello scontro o dall’animo umano. Il contrasto che anima “Enduring Freedom” non emerge dunque in forma visiva, ma dai testi meravigliosi che sono portati in scena. È qui che il divario forse insanabile di due culture agli antipodi si accende di toni e sfumature quasi complementari: ci sono l’orrore delle guerre che si succedono una dopo l’altra, l’incertezza di chi abbia torto e chi ragione, ma anche la poesia, l’amore per la vita e soprattutto un per noi inusuale punto di vista su questa smania di risolvere la situazione dell’ Afghanistan, che qui è evidente sintomo di tracotanza. L’uomo occidentale non è libero, proprio come non lo è l’afghano, ma reagisce alla manchevolezza che lo trattiene, alla paura, creandosi la maschera di fulgido eroe, ammantandosi della gloria di salvatore delle anime oppresse che invade una terra non sua, in cui sarà per sempre uno straniero, e cerca di imporre il suo modo di vedere il mondo.

Più che per il suo ritratto degli orrori della guerra, “Enduring Freedom” colpisce perché parla allo spettatore con un linguaggio schietto, scevro dei sentimentalismi da raccolta fondi e delle prediche di una qualsivoglia carità religiosa, e gli sussurra all’orecchio che tutto è più relativo di quello che sembra, che non è così facile distinguere da che parte stia la ragione. E’ una verità, questa, che intristisce e fa paura, ma con cui in Occidente dobbiamo fare i conti.

Note:
Gli attentati del settembre 2001: L’11 settembre 2001 un gruppo di terroristi legati ad Al-Qaeda dirottarono quattro aerei civili commerciali. Com’è tristemente noto, due si schiantarono contro le Torri Gemelle di New York e uno contro il Pentagono. Il quarto, destinato al Campidoglio di Washington, non colpì il suo bersaglio e si schiantò in Pennsylvania.
… conflitto creato a più riprese dagli stessi risolutori: L’Afghanistan è stato uno dei palcoscenici della contesa tra USA e URSS nel periodo della Guerra Fredda. Le due potenze mondiali sovvenzionarono gruppi di guerriglieri in contrasto tra loro, armandoli e addestrandoli, e ponendo attivamente al governo del paese personalità e partiti a loro vicini, ma con poca unità e stabilità politica, aprendo il campo all’ascesa dei talebani.
… tra il 1996 e i primi anni del Duemila: Il periodo compreso tra il 1996 e il 2001 è quello di affermazione del regime talebano, che conquista man mano i territori afghani con l’eccezione di alcuni territori settentrionali sotto il controllo del comandante Massoud.
Leone del Panshir: soprannome del comandante Massoud, che rimase ucciso in un attentato suicida il 9 settembre 2001.
Beckett e Stoppard: Samuel Beckett (1906 – 1989) è l’autore del celebre Aspettando Godot, Tom Stoppard (1937) è l’autore della tragicommedia Rosencrantz e Guildestern sono morti. Entrambi i pezzi teatrali sono caratterizzati dall’incomprensione di senso e della situazione dei protagonisti.

 

Teatro Elfo Puccini - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: “Enduring freedom” - 23/27 ottobre, 3, 4, 6, 7, 8, 13, 14, 15, 21, 22, 23 novembre dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16; “Il grande gioco” - 30, 31 ottobre, 1, 2, 3, 9, 10, 16, 17 e 24 novembre dal martedì al sabato ore 20.30; Maratone - domenica 28 ottobre, 11 e 18 novembre: “Il grande gioco” ore 16 + “Enduring freedom” ore 20; domenica 25 novembre “Il grande gioco” ore 11.30 + “Enduring freedom” ore 15.30
Biglietti: intero € 32.50, martedì posto unico € 21.50, under25 e over 65 € 17, under 18 € 12, scuole € 12
Durata spettacolo: 165 + 15' di intervallo

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

Commenti   

 
#2 AfghanistanGuest 2018-11-01 19:04
Brava come sempre è un piacere lleggere ciò che scrivi.Complime nti!!!!!
 
 
#1 AfghanistanGuest 2018-11-01 17:31
Poiche' le tue recensioni sono una garanzia, questo fine settimana andro' a teatro.
 
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