Accattone - Teatro Trastevere (Roma)

Scritto da  Domenica, 07 Luglio 2019 

Enrico Maria Carraro Moda, con la sua compagnia “I Nani Inani”, dopo gli ultimi apprezzati lavori, come “Fosse”, “Orgia” e “Uomo mangia uomo”, torna in scena al Teatro Trastevere con un suo personale e ricercato omaggio a Pier Paolo Pasolini ed al suo celebrato “Accattone”. Una trasposizione dal cinema al teatro che lascia intatta la qualità sociale ed emotiva dell’opera, aggiungendovi una sincera urgenza espressiva.

 

ACCATTONE
di Pier Paolo Pasolini
adattamento drammaturgico e regia Enrico Maria Carraro Moda
con Lorenzo Girolami, Simona Santamato, Chiara Meschini, Federico Balzarini e Enrico Maria Carraro Moda
assistente alla regia Daniele Giasi
grafica Mattia Calefati
con la collaborazione di Virginia Palmi


Quanto scommettereste sulla vita o sulla morte di Accattone? Nel foyer ci sono delle fiches di vario taglio e due bussolotti, fra cui scegliere, su cui puntare. E una ciotola di fango, in cui annaspare. Qui inizia lo spettacolo della compagnia “I Nani Inani, diretto dal visionario regista, Enrico Maria Carraro Moda. Accattone spunta dal biondo Tevere, nel bel mezzo della platea, trafitto da una luce notturna; fugge agli occhi degli spettatori, come seguisse un tracotante senso di colpa nell’esser nato. Maddalena è il suo compromesso con la sussistenza, Maddalena si è ferita, è troppo usata, un ultimo servigio al suo padrone ed è svanita. Compare di Ciccio brancola nella vita, gli straborda tra le dita. HO FAME! HO FAME! Il richiamo primordiale, il fine d’ogni male. Meschino, Accattone, si giustifica nel suo stare. Come un rosso pesce, prigioniero della sua boccia, ne maledice ogni goccia. Nasconde la paura con la sua disinvoltura ed, alfine, l’esser suo abiura. Cede, per amor, al patimento del lavoro, svende le sue ali di terrestre ribelle, la sua anima scivola, si accovaccia, si rifugia nelle scarpe della sua improvvisata Stella.

Una rilettura di Pasolini senza paletti né confini, fedele a chi è già stato ma ansioso di ribaltarlo, quel Tevere, che inondi le convenzioni ed i pregiudizi di una società reimpostata e vigliacca. Pac Man si divora la fame annunciata e trasferisce Times Square sulle marane romane, sui suoi indolenti, sfacciati esploratori. Squarci di spazio-tempo rendono quei ragazzi di vita, cittadini del mondo e simbolo della fragilità, della miseria, della libertà umana. Neon luminosi indicano la strada, perché nessuno si sogni di percorrerla. Vite perdute? No, nascoste alla mediocrità dei dogmi del passato che spingono ad un futuro obbligato.

Una regia che avvolge l’intero pubblico, lo sporca, lo scuote. Uno stile asciutto, deciso, “Run…” La vita scorre, inesorabile… “Run…” “Io il sangue mio non lo butto per nessuno”. “Run…” “Al funerale mio? Voglio che ridete”. Un velo di malinconica distopia ci accompagna, verso la fine, mentre il neon ci ricorda chi siamo e cosa potremmo provare ad essere.

Un lavoro puntuale, ben recitato, originale che sottolinea la personalità di Carraro Moda e la sua, ricambiata, passione per un teatro che non teme di raccontare verità sottaciute, con un linguaggio sincero.

 

Teatro Trastevere - Via Jacopa de'Settesoli 3, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5814004 – 328/3546847, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (tessera associativa 2€)

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Vania Lai, Ufficio stampa Teatro Trastevere
Sul web: www.teatrotrastevere.it

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