Accabadora - I Solisti del Teatro XXIV edizione, Giardini della Filarmonica (Roma)

Scritto da  Lunedì, 28 Agosto 2017 

Un intenso reading è stato tratto dal famoso romanzo di Michela Murgia “Accabadora per la rassegna “I Solisti del Teatro”. Trattati con delicatezza e senza retorica, due temi controversi come l'eutanasia e la maternità surrogata diventano qui quasi un contorno a quella che si rivela essere semplicemente una forte storia d'amore, carica di tradizioni, sentimenti e immagini. Un bel lavoro firmato da Veronica Cruciani (regia), Carlotta Corradi (drammaturgia) e Monica Piseddu (interpretazione).

 

Compagnia Veronica Cruciani - Teatro Donizetti - Cranpi Spettacoli presentano
ACCABADORA
dal romanzo di Michela Murgia edito da Einaudi
drammaturgia Carlotta Corradi
regia Veronica Cruciani
con Monica Piseddu
scene e costumi Barbara Bessi
luci Gianni Staropoli
musiche Francesco Medda (Arrogalla)
video Lorenzo Letizia
assistente alla regia Giacomo Bisordi
organizzazione e comunicazione Giorgio Andriani - Antonino Pirillo

 

In attesa di vederlo nella sua forma più compiuta - il debutto in anteprima nazionale è previsto per il 4 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, prima tappa di una tournée che toccherà poi diverse città italiane - Accabadora ha già convinto il pubblico nella sua veste di lettura scenica. Il reading, toccante e riuscito, è andato in scena lo scorso 10 agosto nell'ambito della rassegna “I Solisti del Teatro”, giunta alla XXIV edizione e ospitata con i suoi oltre 30 spettacoli nella splendida cornice dei Giardini della Filarmonica Romana.

Quattro firme femminili segnano Accabadora. Michela Murgia è l'autrice dell'omonimo romanzo da cui tutto ha avuto inizio, Premio Campiello 2010 e uno dei libri più letti degli ultimi anni. Carlotta Corradi, talentuosa autrice e regista, ne ha curato l'adattamento a monologo teatrale con grande cura e capacità condensando in appena un'ora emozioni, coloriti dettagli e temi delicati. Veronica Cruciani ha diretto la messa in scena-reading in modo pulito ed essenziale, aggiungendo alla lettura solo una proiezione video come alter ego della stessa attrice. Infine Monica Piseddu, al centro del palco in un femminile abito rosa, ha dato carattere e tono ai diversi personaggi, talvolta con qualche incertezza di troppo ma con trasporto e capacità.

Quattro artiste al servizio di una storia intensa di sentimenti ed emozioni in cui amore e morte continuamente si contrappongono e contaminano e temi etici frequentemente dibattuti come l'eutanasia e la maternità surrogata sono trattati con toni delicati e intensi. Alla fine, in tutto, ciò che conta è l'amore. Tra una madre e una figlia che si sono scelte e volute. Verso chi in fin di vita non chiede che di alleviare il proprio dolore con una morte dolce. L'amore che va al di là dei legami di sangue, delle regole e del pensiero comune.

Quando Maria, la protagonista, lascia le strade ordinate di Torino alla volta di un indefinito paesino sardo, è per far ritorno a casa, chiamata dalla sorella per assistere sul letto di morte la Tsia Bonaria Urrai, la donna a cui da bambina era stata affidata dalla madre naturale. L'affidamento a fill'e anima, come tutti quei bambini “generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra”. Bonaria Urrai, figura affascinante e misteriosa: una sarta nubile che mentre cuciva abiti confortava anime, avvolta da una sapienza antica, da un'aura di sortilegi e fatture. Tra lunghi silenzi e materni rimproveri (“le mandorle rubate si ricomprano, alle bugie non c'è rimedio”), imparando i segreti delle ricette e dell'imbastire tessuti, con lei Maria era cresciuta, amata e serena, sempre seguendo quella sua lunga gonna nera. Da parte sua, Bonaria Urrai si era accorta che il tempo della sterilità per lei si era concluso già al momento del primo incontro con quella bambina di sei anni. Le era stata più madre della madre naturale in un intenso rapporto d'amore tra madre e figlia durato fin quando Maria, cresciuta, non era venuta a scoprire la vera identità della Tsia. Bonaria faceva l'accabadora (in sardo s'accabadora è colei che finisce), aiutava le persone a morire. Non era il gesto di un'assassina il suo, ma un atto di pietà e compassione verso i sofferenti, un aiuto a velocizzare un destino già segnato. Scoperto così il motivo delle misteriose uscite notturne della Tsia e il significato dei perenni vestiti a lutto - dove il nero serve a coprire il dolore nudo e non a mostrarlo - Maria era fuggita a Torino per cancellare la Tsia e la vecchia vita. Ma ora che Bonaria Urrai è prossima alla fine, tutta la rabbia, il rancore e la delusione, riaffiorati insieme ai ricordi, si perdono e tutte le certezze di Maria crollano, ancora una volta davanti all'amore.

Quello di Maria è un dialogo non solo con la Tsia ma soprattutto con se stessa, un flusso di coscienza e ricordi. Per raccontarlo, Carlotta Corradi, non rispettando l'ordine cronologico del romanzo, fa partire il suo adattamento teatrale già dal rientro a casa della protagonista per poi andare a ritroso a ripercorrere il passato. Temi complessi e questioni etiche quantomai attuali sono trattati senza retorica e con il giusto equilibrio di forza e delicatezza. Con stile fluido e accurato, lo spettacolo ferma episodi e disegna personaggi attraverso immagini nitide, figure, metafore e piccoli istanti (le ciliegie rosse nell'abitino bianco, l'impasto dei dolci di pasta di mandorle). Si respirano i profumi, si vedono i colori, si percepiscono lacrime, emozioni, costumi, usanze e memorie che rimandano a una regione di fascino e tradizione e a un tempo indefinito. In forma di lettura scenica l'allestimento è giustamente essenziale; Monica Piseddu, che da dietro il leggio racconta la storia di Maria condendola di inflessioni dialettali, è accompagnata da poche note toccanti e dalla sua stessa immagine in video.
Quale forma assumerà poi nell'allestimento teatrale definitivo non rimane che scoprirlo...

 

Prossimi appuntamenti “I Solisti del Teatro”:
29 agosto: Gdo Dance Company - Bellissima - omaggio ad Anna Magnani
30 agosto: Alt Academy - Carne nuova
31 agosto: Dragqueenmania - Gran varietà prove generali in salsa drag
01 settembre: Esperimenti Gdo Dance Company - Attacchi di pane
02 settembre: Greg e The Frigidaires
03 settembre: Compagnia Diritto & Rovescio - Avrei preferenza di no. Lo scrivano Bartleby
04 settembre: Ashira Ensemble - Di esuli e viandanti
05 settembre: Teatro Della Città - La vera storia di Grimilde e Biancaneve
06 settembre: Novre - Lettere di Oppio
07 settembre: Teatro OffRome - Dio è una signora di mezza età
08 settembre: Alt Academy - Il berretto a sonagli

 

I Solisti del Teatro, Giardini della Filarmonica Romana - Via Flaminia 118, Roma
Informazioni e prenotazioni: telefono 06/4746390 - 393/9753042 - 349/1945453, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: ore 18.30/22
Orario spettacoli: ore 21.30
Biglietti: intero 15€, ridotto 13€, gruppi 10€

Articolo di: Michela Staderini
Sul web: www.teatro91.com

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