Abitare la battaglia - Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Sabato, 23 Marzo 2019 

In scena fino a domenica 24 marzo al Teatro Menotti di Milano e poi dal 27 al 31 marzo al Teatro Vascello di Roma, “Abitare la battaglia”, con la regia di Pierpaolo Sepe su drammaturgia di Elettra Capuano, ci mette di fronte all'origine del male e al suo farsi materia pulsante nei corpi di uomini senza scrupolo, in un luogo buio dove la parola non ha più alcun potere.

 

Produzione La Fabbrica dell’Attore - Teatro Vascello Roma presenta
ABITARE LA BATTAGLIA
(CONSEGUENZE DEL MACBETH)
da William Shakespeare
drammaturgia Elettra Capuano
con Federico Antonello, Marco Celli, Paolo Faroni, Noemi Francesca, Biagio Musella, Vincenzo Paolicelli e Alessandro Ienzi
movimenti scenici Valia La Rocca
costumi Clelia Catalano
luci Marco Ghidelli
elementi di scena Cristina Gasparrini
assistente scene Clelia Catalano
regia Pierpaolo Sepe

 

Entrano in scena, si siedono a bordo palco, sono sei uomini e una donna. Scrutano in silenzio il pubblico per un tempo lunghissimo: ci si sente interrogati in questo silenzioso scambio di sguardi che mette a disagio, come ci volessero dire "anche se non lo sapete, siete colpevoli di qualcosa". Chiunque di noi è colpevole di qualcosa e inizia a realizzarlo in questi primi minuti di spettacolo.

Poi, tra di loro, qualcuno inizia a bisbigliare qualcosa, si crea un gioco di echi e richiami che sembrano provenire da una foresta lontana e profondissima; su questi suoni, pian piano gli attori si spostano dal proscenio e vanno ad occupare il palco. Con movimenti codificati e ripetitivi, sempre più vertiginosamente, prende vita una sinfonia di corpi che, nell'arco di un'ora, assume diverse forme: che sia un'orgia voyeuristica, una battaglia o un banchetto, qualsiasi scena è pregna di malefica ferinità.

Pierpaolo Sepe ha smembrato il testo shakespeariano e lo ha restituito attraverso suggestioni evocate dai corpi, abolendo quasi del tutto la parola; i temi che emergono attraverso le relazioni tra i corpi sono chiaramente quelli del Macbeth (l'ambizione, i giochi di potere, la prevaricazione, l'insinuarsi del male che diventa inestirpabile) così come la rievocazione di alcune scene famose che però rivivono trasfigurate.

Gli attori eseguono un lavoro magistrale con una drammaturgia che si traduce in un dispendio fisico notevole insieme ad una profonda e intensa immedesimazione, anche dal punto di vista emotivo: se Lady Macbeth è sempre interpretata dall'unica attrice donna in scena (anche se con intenzioni e sfumature diverse) ai sei uomini è richiesto un processo ancora più complicato, dovendo continuamente entrare e uscire da più ruoli, cercando di ritrovare in ogni quadro la stessa intensità e profondità di adesione al personaggio.

In questo lavoro Elettra Capuano (drammaturga) e Pierpaolo Sepe (regista) hanno restituito un punto di vista sull'umanità ancora più cupo di quanto non fosse nella tragedia shakespeariana: tra momenti di puro voyeurismo e godimento nell'esecuzione del peccato stesso (senza mai un ripensamento per invocare pietà) la comunicazione è ridotta a zero e resa ancora più impossibile da suoni disturbanti, larsen, effetti di distorsione, musiche portate al limite dell'ascoltabile.

E così come lo spettacolo è iniziato, si chiude: gli attori tornano a bordo palco, seduti come all'inizio, e ci scrutano nello stesso modo, anzi, con una leggera inflessione sul volto che all'inizio non c'era: una sorta di sorriso beffardo con il quale ci ricordano "vi avevamo avvisato e ora l'avete capito: siete tutti colpevoli, quanto noi".

 

Teatro Menotti - Via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e venerdì ore 20.30, mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30), domenica ore 16.30, lunedì riposo
Biglietti: intero 30€ (+ 2€ prevendita), ridotto over 65/under 15 15€ (+ 1.50€ prevendita)

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Linda Ansalone, Ufficio stampa Teatro Menotti
Sul web: www.teatromenotti.org

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