A Testa Sutta - Teatro Argot Studio (Roma)

Scritto da  Lunedì, 13 Aprile 2015 

Giovanni è buono, è abbunazzato o abbabbasunato (come dice la gente) Giovanni è indifeso, Giovanni è l' ombra di un cugino che lo difende, lo ama, e non lo fa sentire diverso, perchè l’ unica diversità che vede è che Giovanni è “biondo con gli occhi azzurri mentre lui è nero con gli occhi neri”. Giovanni racconta, racconta dei giochi da bambino, di quel nascondino (ammuccia ammuccia), di quella conta che termina sempre prima, perché fa paura girarsi e non trovare nessuno, non trovare suo cugino. Giovanni racconta della gente, di una zona sbiadita di una Palermo che non accetta gli "indifesi", perchè se non sei capace a lottare è meglio non esserci. Giovanni ci accompagna nella sua vita, nelle sue strade, e a guardare a “testa sutta” un mondo che non perde il suo significato ma ne acquista un altro più importante. Un dualismo perfetto tra due cugini, i piedi e la testa, la testa e i piedi, un gioco, se lo si fa in due non si cade...mai...anche se all'improvviso si perde "l'equilibrio"...

 

Accura Teatro presenta
in collaborazione con Di Venere e di Marte
A TESTA SUTTA
di Luana Rondinelli
con Giovanni Carta
regia Giovanni Carta
aiuto regia Laura Palmeri
musiche Massimiliano Pace
foto Pino Le Pera
video Valeria e Tiziana Tomasulo
organizzazione Emanuela Trovato

 

All’ombra dei palazzoni di periferia di una Palermo fatiscente e desolante, ci viene presentata la storia di Giovanni e di suo cugino, due entità separate e unite al contempo, due facce di una Sicilia più arcaica che moderna, perché la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo continua a essere ancorata con ogni mezzo alle sue tradizioni e alla sua mentalità, nel bene e nel male.

"A testa sutta" è una storia siciliana che indubbiamente ha un valore universale e potrebbe svolgersi in qualsiasi luogo e realtà, ma la sua identità siciliana resta il suo marchio di fabbrica, il colore della sua pelle. E, per quanto lo spettatore possa trovare delle analogie con la propria realtà o con realtà a lui vicine, questa tragedia moderna sulla diversità è ineffabilmente siciliana. Perché parla in siciliano, perché ha un’anima siciliana, perché ha un cuore siciliano. Il che non costituisce un limite ovviamente, ma uno dei suoi grandi punti di forza.

Attraverso la lingua siciliana la bravissima drammaturga Luana Rondinelli (vincitrice del Roma Fringe Festival 2014 con "Taddrarite - Pipistrelli"), dà voce alle storie della sua terra. Storie viscerali, dunque di pancia, cariche di rabbia e disperazione ma anche di ironia e dolcezza. Il dialetto siciliano, in quanto lingua del popolo, derivante direttamente dal latino come l’italiano, rappresenta lo strumento più congeniale per i siciliani per esprimere le loro emozioni, molto più dell’italiano. Non è scontato dire questo. Nel parlare di "A testa sutta" è impossibile prescindere dalla miriade di colori e accenti del dialetto siciliano e dal modo sublime in cui viene usato (a differenza di altri spettacoli in lingua che spesso sfociano in una parodia di cattivo gusto). A tal proposito lo straordinario Giovanni Carta si fa maschera e mezzo ideale, con la sua mimica facciale e la sua irruenza poetica, di questo concetto.

Giovanni, che porta lo stesso nome del suo personaggio, attraverso una panca nera, simile a una bara, ci racconta saltando da un lato all’altro della scena, come una sorta di giullare, la tragica favola di una persona tra virgolette - e sottolineiamo tra virgolette - “diversa”. Un ragazzo con un lieve ritardo mentale che percepisce una pensione minima dallo Stato e che vive la sua Sicilia in un modo diverso dagli altri. È più attento alle sue brutture e le sue bellezze le contempla come un poeta.

Il giovane è orfano di padre e abita con la madre in una povera casa di periferia. L’affetto e l’amicizia per un cugino ben inserito in quel contesto così violento e spietato lo proteggeranno da quella realtà estrema fatta di scherzi crudeli e prove di machismo.

Giovanni Carta attraverso una messa in scena priva di una scenografia importante (non ne ha bisogno) punta molto sull’uso delle luci, per sottolineare lo stato d’animo dei protagonisti della sua storia, facendosi cantastorie di una favola sui vuoti della vita da colmare, sulla fratellanza e le prove a cui l’esistenza sottopone le persone apparentemente più deboli. Tra tensioni, violenza e spiragli di luce il talentuoso regista e attore restituisce la testimonianza di una vita siciliana e pasoliniana, che sa più di quello che sembra, che possiede la lucidità di vedere il mondo per quello che è: una teatro di maschere tragiche che sopravvivono per vivere.

Il binomio Luana Rondinelli/Giovanni Carta funziona egregiamente, regalandoci una pièce teatrale di rara bellezza che commuove e scuote chi crede ancora che il teatro sia la vita stessa e possa insegnare a tutti noi a vivere nel rispetto di se stessi e degli altri. Grazie.

 

Teatro Argot Studio - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono | fax 06/5898111, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro intero, 8 euro studenti/over 65 (più tessera associativa stagionale 3 euro)

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio Stampa Teatro Argot Studio
Sul web: www.teatroargotstudio.com

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