84 Gradini - Roma Fringe Festival 2014, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Giovedì, 19 Giugno 2014 

Il 9, l'11 e il 12 giugno al Roma Fringe Festival 2014 è andato in scena "84 Gradini". Fabrizio è un uomo che ha vissuto i gradini della sua vita sempre di corsa. Nasce in campagna, viene a vivere in città. Qui trova lavoro, si fa grande, costruisce una famiglia, delle amicizie. Alcune persone gli lasciano molto, altre gli passano accanto senza segni apparenti. Continua a lavorare. Con i suoi genitori ha un rapporto che si distacca sempre più con gli anni. Conosce l’amore, vive la chiamata ad essere padre. Pensa, ragiona sulle sue azioni.

 

84 GRADINI
di e con Giuseppe Mortelliti
scenografia di Simone Martino
consulenza musicale di Francesco Leineri 

 

"84 Gradini" è il primo spettacolo finalista al Roma Fringe Festival 2014 e forse ha buone probabilità di vincerlo. Nonostante il Fringe non sia ancora concluso, sarà difficile infatti trovare uno spettacolo che sia all'altezza di quello di Giuseppe Mortelliti. Non che al noto festival di teatro off romano manchino i buoni spettacoli (tra l'altro si prevedono in cartellone cose molto interessanti e originali), ma quest'opera dell'attore e performer messinese, diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, ha qualcosa di non comune rispetto alle altre. Cosa? Il poeta e drammaturgo Federico Garcìa Lorca lo chiamarebbe duende.

Andiamo con ordine. Piccola parentesi: che cos'è il duende? Nel libro "Duende Teoria e Gioco" Garcìa Lorca afferma che l'artista per essere tale deve essere inquieto. Quest'inquietudine è qualcosa di viscerale, un gioco di equilibrio tra intelletto e istinto che sale interiormente dalla pianta dei piedi. E' qualcosa che è nell'uomo e fuori dall'uomo. E' imperfezione. E' l'inquietudine dei saggi e dei folli. Il duende di Lorca è mistero e trasalimento della mente e del corpo del sapiente, “discende da quell’allegrissimo demonio di Socrate". In poche parole si manifesta quando un artista non è solo tecnica, ma va al di là della tecnica e utilizza l'arte per sperimentare la propria natura ed esprimere verità che non hanno bisogno di parole perché sono di pancia. Ma soprattutto trascende il comune.

Nel suo lungo monologo in "84 Gradini", Giuseppe Mortelliti è fino a un certo punto tecnica attoriale. La tecnica spesso viene superata a favore di quest'inquietudine necessaria all'artista, in questo caso all'attore, per lasciarsi andare a una vera e propria lotta col duende. Mortelliti lo insegue, si sporca le mani. Dona tutta la sua emotività allo spettatore, senza reticenze. Gli 84 gradini che il protagonista si trova a scalare durante l'arco della sua vita in modo frenetico, meccanico, senza un perché, ci appaiono ancora più inutili, perché diventano i nostri. E non per l'originalità del testo o per il giusto equilibrio tra teatro di narrazione e teatro fisico che c'è nella messa in scena. E' l'interpretazione dell'attore il segreto di questo spettacolo. E' attraverso la sua lotta col duende che lo spettatore resta colpito da ciò che vede ma soprattutto sente.

"84 Gradini" è cucito addosso a Giuseppe Mortelliti. Ne è prova il fatto che nella seconda parte il testo si perde un po', si fa fatica a seguire l'attore nella sua galleria di personaggi. Il tutto appare un po' confuso. Eppure, la magia della messa in scena resta intatta. Mortelliti tiene incollati gli spettatori alle sedie. Come fa? La risposta è nel duende di cui parla Garcìa Lorca e che l'attore messinese conosce molto bene. 

 

Roma Fringe Festival 2014 - Villa Mercede, via Tiburtina 113 (Zona San Lorenzo)
Orario spettacoli : PALCO B - 9 giugno, ore 23.30; 11 giugno, ore 20.30; 12 giugno, ore 22.00


Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival 2014
Sul web: http://romafringefestival.net

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