7 Minuti - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Scritto da  Sabato, 27 Febbraio 2016 

In scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano fino al 28 febbraio "7 Minuti", il testo di Stefano Massini per la regia di Alessandro Gassmann. Due uomini che raccontano con grande sensibilità e autenticità un tema di estrema attualità: quello della disoccupazione. Undici donne guidate dalla formidabile Ottavia Piccolo che lottano per non perdere la propria dignità.

 

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile del Veneto presenta
7 MINUTI
uno spettacolo di Stefano Massini
regia Alessandro Gassmann
con Ottavia Piccolo, Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Balkissa Maiga, Stefania Ugomari Di Blas, Cecilia di Giuli, Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Giulia Zeetti
scenografia Gianluca Amodio
costumi Lauretta Salvagnin
light designer Marco Palmieri
musiche originali Pivio&Aldo de Scalzi
videografie Marco Schiavoni

 

Fusioni, delocalizzazione, esternalizzazione delle risorse, taglio dei costi: è il triste rosario che sempre più spesso sentiamo recitare nei telegiornali quando si parla di fabbriche che chiudono, di posti di lavoro che vengono meno, di licenziamenti di massa. E' questa la drammatica situazione in cui si trovano le 11 donne protagoniste di "7 Minuti", un testo illuminato dalla coscienza civile di Stefano Massini che non è mai ridondante, retorico, manicheo nel tradurre in drammaturgia anche gli argomenti più delicati. In questa occasione, a dare ancora più forza e autenticità, la regia di Gassmann che dopo diversi successi riconferma una bella sensibilità nel portare in scena tematiche di attualità, aggiungendo anche la giusta dose d'ironia che ogni tanto stempera i momenti più delicati.

Le 11 donne protagoniste del testo prendono vita da un fatto di cronaca realmente accaduto - nel distretto tessile di Yssingeaux in Francia, 2012: sono le operaie di una fabbrica tessile che rischia la chiusura dopo una fusione con dei soci giapponesi; miracolosamente a seguito di una sfiancante riunione di quasi 4 ore Bianca, la rappresentante del consiglio delle lavoratrici (una bravissima Ottavia Piccolo) porta la "buona novella": la fabbrica non chiuderà, ma in cambio di questo "favore" i nuovi padroni chiedono loro di sacrificare 7 minuti (su 15) della loro brevissima pausa pranzo. Tutte sarebbero pronte a firmare anche con il sangue pur di non perdere il lavoro, ma Bianca cerca di farle riflettere sulle implicazioni, non scritte, che tale accettazione comporterebbe.

Tante recensioni hanno finora puntato l'accento sulla bravura di Ottavia Piccolo: indiscutibile la magistrale interpretazione di Bianca, la vegliarda saggia che dopo 30 anni di lavoro in questa fabbrica, dopo tante lotte, umiliazioni e privazioni sente che questa richiesta è la più subdola e la più meschina che le sia mai stata formulata, perché travestita da cortesia, da favore gratuito che i grandi capi supremi elargiscono alle povere disgraziate. Ma il fatto che ognuna delle 200 operaie regali 7 minuti del proprio tempo, ogni giorno, significa che i proprietari beneficeranno di almeno 600 ore di lavoro in più ogni mese: e allora a chi viene fatto il regalo? Come si spostano i pesi della bilancia se si guarda oltre l'apparenza? Il personaggio della Piccolo è sì fondamentale ma non sarebbe così forte se a sostenerla non ci fosse un gineceo di attrici altrettanto potenti, convincenti e autentiche come quelle che vediamo in scena. Tutte con un vissuto, un' età e spesso anche nazionalità diversissime dalle altre: proprio questo le porta a confrontarsi anche con violenza e a capire che purtroppo qualcosa di negativo le accomuna, il bisogno di lavorare, l'indigenza che costringe a sacrifici e umiliazioni. Ma la bellezza del percorso che compiono queste eroine moderne sta nello scoprire che qualcosa di positivo e di decisamente più grande le unisce: la voglia di lottare per non rinunciare, in ultima istanza, alla loro dignità.

La forza del testo sta nella capacità di non creare posizioni nette, non esistono quelle che sono nel giusto o nell'errore in maniera assoluta: ognuna di queste donne ha le proprie ragioni che sono giustissime e condivisibili, per essere favorevoli o contrarie a questa proposta. Ed è uno dei rari casi in cui si apprezza l'idea del finale aperto - di cui spesso si abusa come escamotage dell'ultimo secondo in assenza di idee: dopo una lunga notte di confronto, le donne si trovano sul punto di dover riprendere a lavorare; la parità dei voti sembra lasciare tutto in sospeso ma l'undicesima dovrà prendere la decisione che definirà il futuro di tutte le altre 200 dipendenti. La storia reale sappiamo che purtroppo terminò drammaticamente: ma forse nel teatro Massini e Gassmann ci dicono che c'è ancora la possibilità di sognare, o quanto meno di provare a costruire un'ipotesi di mondo più giusto.

 

Piccolo Teatro Strehler - Largo Greppi 2, Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 848.800.304, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo; martedì 24 febbraio ore 15 (Touring Club e Scuole) e ore 20.30
Biglietti: platea intero € 33, ridotto card Gio/Anz € 21; balconata intero € 26, ridotto card Gio/Anz € 18
Durata: un’ora e mezza senza intervallo

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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