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Il “filo rosso” che collega tra di loro i tre corti teatrali messi in scena dalla Compagnia DoveComeQuando, è la condizione delle anime che sono “tra color che son sospesi”, come diceva Dante, aspettando passivamente il fatidico verdetto, sole davanti all’ineluttabile.
Teatro In Scatola (Roma) 15-17 maggio 2009 Fil Rouge di: Pietro Dattola musiche: Alberto Bitonti scritto e diretto da Pietro Dattola con Silvia Crisalli, Flavia Germana de Lipsis, Ketty Di Porto, Andrea Giannone, Annalisa Lori, Maria Francesca Palli, Giuseppe Ragone, Laura Toro Il “filo rosso” che collega tra di loro i tre corti teatrali messi in scena dalla Compagnia DoveComeQuando, è la condizione delle anime che sono “tra color che son sospesi”, come diceva Dante, aspettando passivamente il fatidico verdetto, sole davanti all’ineluttabile. E’ così che, in “Skyzophrenjia”, cinque donne immischiate in un omicidio discutono circa le implicazioni di ciascuna di loro nell’accaduto, cercando l’imputata su cui scaricare la propria coscienza; alla fine sarà soltanto una di esse ad essere additata, sola davanti al giudizio degli altri. Ne “L’attesa”, un gruppo di anime in attesa del giudizio divino, ingannano il tempo fantasticando sulla modalità e sull’esito dell’esame che le aspetta oltre la soglia; ma quando, infine, giungerà il momento del verdetto divino, la paura di affrontare l’ignoto e l’irreversibile farà da padrona. Infine, in “Questa è la guerra”, la protagonista assoluta è l’anima dannata, che cerca di trascinare negli inferi l’umanità intera, pur di riuscirsi a salvare dal castigo divino. Spettacolo interamente realizzato dalla Compagnia Teatrale DoveComeQuando, a partire dai testi (scritti da Pietro Dattola), fino alla recitazione ed alla regia. Buona la performance degli attori, tra cui spicca l’ottima interpretazione di Flavia Germana de Lipsis, completamente credibile ed immedesimata nella parte dell’anima dannata. Il gioco di luci e di ombre contribuisce, insieme ai densi ed intensi dialoghi creati dalla penna di Pietro Dattola, a creare l’atmosfera magica, surreale, in cui si trovano le anime, ed a tenere gli spettatori incollati sui sediolini, in silenziosa attesa della scena seguente. Articolo di: Serena Lena Grazie a: Pietro Dattola Sul web: www.dovecomequando.net |