39 Scalini - Teatro Trastevere (Roma)

Scritto da  Sabato, 12 Marzo 2016 

Dall’8 al 27 marzo. È in scena al Teatro Trastevere di Roma, in omaggio al Maestro del Brivido Alfred Hitchcock, “39 scalini”, commedia giallo-comica raccontata con fantasia e divertimento dalle Cattive Compagnie. Solo quattro attori per interpretare 39 ruoli in uno spettacolo dal ritmo frenetico in cui l’atmosfera da thriller lascia spazio ad una storia di spie, intrighi, fughe rocambolesche e inseguimenti spettacolari, raccontata tra innumerevoli travestimenti e trovate sceniche tanto semplici quanto efficaci.

 

Cattive Compagnie presenta
39 SCALINI
dal film di Alfred Hitchcock
dal romanzo di John Buchan
adattamento di Patrick Barlow
regia di Leonardo Buttaroni
con Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed, Marco Zordan
scene di Paolo Carbone
aiuto regia Gioele Rotini
luci di Pietro Frascaro

 

All'apertura del sipario, un palcoscenico invaso da oggetti cattura subito la curiosità dello spettatore. È un ambiente pieno, caldo e vissuto, in cui c’è di tutto: scale da imbianchini, poltrone di pelle, bottiglie, sedie, bauli, cornici e sul fondo un appendiabiti carico di costumi e parrucche. È come una stanza piena di giocattoli in cui ogni cosa può trasformarsi e assumere impensabili identità e la fantasia volare libera. È questo lo spirito che pervade “39 scalini”: il gioco, il trasformismo, la creatività, la leggerezza. Gli attori sono come bambini e tutto in quel disordine creativo sarà funzionale allo spettacolo.

L’atmosfera del romanzo di John Buchan da cui tutto ebbe inizio era certo ben diversa: “I 39 scalini”, pubblicato nel 1915, inizialmente a puntate, era un thriller di spionaggio, tensione e avventura. Nel 1935 Sir Alfred Hitchcock lo rese poi famosissimo film (al 4° posto tra i 100 migliori film britannici del XX secolo per il British Film Institute): ideò la curiosa figura di Mr Memory e l'ambientazione teatrale in apertura e chiusura, aggiunse un tocco sentimentale/sessuale inserendo i personaggi femminili e venò la sua consueta suspense di un umorismo sottile. Seguirono altri tre film e una serie TV ma è alla versione hitchcockiana che Patrick Barlow si ispirò nel 2005 quando adattò il film-thriller a divertente lavoro teatrale, un giallo-comico pensato per quattro soli attori chiamati a interpretare 39 ruoli.

Da ormai 10 anni lo spettacolo è in scena a Londra e fino al 27 marzo sarà protagonista anche al Teatro Trastevere nella messa in scena firmata da Cattive Compagnie. La giovane ma già affermata compagnia teatrale, fondata nel 2012 da Diego Migeni, Sebastiano Gavasso, Leonardo Buttaroni e Paolo Carbone, negli ultimi anni ha inanellato successi di pubblico e critica: “Horse Head” (vincitore del Roma Fringe Festival 2012 e rappresentante italiano al New York International Fringe Festival 2013), "Fight Club - La Prima Regola" (Premio Vincenzo Cerami 2014 per le Migliori Scene a Paolo Carbone), “Cave Canem” e “Titus - Commedia Pulp” (Premio Cerami 2015 come Miglior Spettacolo). Sarcasmo, cinismo, intelligenza, divertimento e internazionalità formano la dichiarata missione del loro teatro, un mix di commedia e tragedia, cinema e teatro, con un tocco pop.

Stavolta l’omaggio è per il Maestro del Brivido anche se nella versione teatrale di “39 scalini” il thriller è solo una traccia. Alta tensione e suspense spariscono quasi del tutto, perdendosi in una messinscena brillante e spassosa dal ritmo serrato. Il cast partecipa totalmente alla messinscena: collabora ai rapidi cambi scenografici, si veste e traveste sul palco, passa da un ruolo all’altro con apparente facilità e buona gestione dei tempi, caratterizzando i tanti personaggi con gestualità, posture, mimica facciale, dialetti e cadenze sempre diversi e interpretando anche più personaggi nella stessa scena. I quattro attori, capaci e versatili, sono Marco Zordan che interpreta il protagonista e Alessandro Di Somma, Diego Migeni e Yaser Mohamed che si spartiscono i restanti 38 ruoli: uomini, donne, oggetti inanimati, buoni, cattivi, co-protagonisti e semplici figuranti.

La trama di “39 scalini” è lunga e intricata, ricca di personaggi, ambientazioni e colpi di scena. Gli elementi classici del thriller di spionaggio ci sono comunque tutti: il protagonista è un uomo qualunque, estraneo ai fatti, che suo malgrado si ritrova improvvisamente al centro di un intricato caso, coinvolto in segreti militari, accusato ingiustamente di un omicidio non commesso, costretto alla fuga e ad una vertiginosa corsa contro il tempo per salvare se stesso e il paese, inseguito contemporaneamente dalla legge e da criminali spietati.

Come si diceva all’inizio, a trionfare è soprattutto la fantasia, continuamente stimolata da trovate sceniche semplici ed efficacemente evocative. L’intera rappresentazione gioca sulla dichiarata illusione scenica, svelando subito ogni trucco o convenzione teatrale e per di più ironizzando sulle mancanze sceniche. Con gli oggetti più semplici e comuni la Compagnia riesce a mettere in moto l’immaginazione del pubblico creando ambienti, situazioni, oggetti. Così una cornice, tenuta in mano dall’attore stesso, diventa finestra da cui entrare o uscire, i bauli evocano scompartimenti di treni, un appendiabiti funge da finestrino di un vagone, le corde formano fiumi e le scale si trasformano all’occorrenza in eliche di aerei o montagne da scalare. Per dividere gli spazi basta una porta mobile da aprire-chiudere-capovolgere-spostare di continuo e pochi elementi (coadiuvati sempre dalla fantasia) ricreano i tanti luoghi citati: la stazione, l’interno di una casa, un teatro, una strana locanda gestita da strampalati vecchietti, una sala da comizio elettorale. E quando gli oggetti mancano, non serve altro che mimare o produrre effetti sonori con la voce per evocare il movimento di un treno o l’apertura di uno sportello! Musiche, fumi e giochi di luce accompagnano le scene riuscendo, come nel caso della scenografica fuga sul tetto del treno, a dare vita a momenti molto suggestivi. La dettagliata scenografia, così lontana dall’essenzialità contemporanea che vede palcoscenici sempre più spogli e freddi, è curata da Paolo Carbone, la regia attenta e concentrata su azioni e personaggi è di Leonardo Buttaroni.

“39 scalini” si muove su toni spesso volutamente farseschi e i personaggi sono quasi caricature di se stessi; il ritmo è veloce e suscita risate soprattutto nel primo atto. Lo spettacolo, che per sua struttura richiede sintonia e tempi teatrali rapidi e precisi, ha l’unica pecca di ripetersi in alcuni meccanismi comici che così, nel secondo atto, rallentano il ritmo del racconto. Per tutto il resto, operazione originale e riuscita.


Teatro Trastevere - via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5814004 (dalle 19.00), cellulare 3356874664 / 3283546847, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero €15,00 - ridotto €11,00 (in prevendita e prenotazione)

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Ufficio stampa Eleonora Turco
Sul web: www.teatrotrastevere.it

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