25° Torino GLBT Film Festival - “Da Sodoma a Hollywood”

Scritto da  Sabato, 10 Aprile 2010 
torino glbt film festival

Dal 15 al 25 aprile la rassegna cinematografica a tematica omosessuale festeggia la sua venticinquesima edizione. Per l’occasione: nuove sezioni tematiche, una emozionante retrospettiva e l’istituzione di un premio alla carriera, conferito, quest’anno, a James Ivory.

 

 

 

 

 

 

Giunge quest’anno alle Nozze d’argento il GBLT  Torino Film festival – “Da Sodoma a Hollywood”, la storica rassegna cinematografica a tematica omosessuale.

La nascita della manifestazione risale al 1986, quando, grazie alla coraggiosa e caparbia mossa di Giovanni Minerba e Ottavio Mai prese il via il primo festival europeo con questo taglio tematico.

Il perché di tale festival stava nell’esigenza di render servizio alla lotta per l’affermazione di quei principi di rispetto ed uguaglianza sostanziale che la legge riconosce formalmente a chi vive sulla propria pelle le frustrazioni e il disagio di una condizione esistenziale considerata “anormale”. (Alberto Barbera-Direttore del Museo Nazionale del Cinema)

Da allora, il GBLT Torino film Festival ha via via guadagnato corposità artistica, di pubblico e come evento culturale capace di offrire un punto di vista alternativo e prezioso.

La prossima edizione, la venticinquesima, appunto, si presenterà al suo pubblico con una personalità ormai salda, una amministrazione in grado di coprire le spalle, quella del Museo Nazionale del Cinema, e, infine, con un volto artistico esso stesso rinnovato, grazie all’aggiunta di nuove sezioni. In particolare la sezione Focus e una Retrospettiva, sintomo che i 25 anni di attività si fanno sentire con responsabilità da parte degli organizzatori e che la piccola manifestazione tenutasi nell’86 vuole ora destreggiarsi di diritto nel panorama artistico attuale. E a testa alta.

La Retrospettiva, dal titolo “I venticinque film che ci hanno cambiato la vita”, sarà lo strumento peculiare, per il festival, con cui celebrare il proprio passato.

La sezione Focus, invece, intende far luce su temi particolarmente sentiti dalla comunità gay di tutto il mondo. Quest’anno sarà articolata in due filoni tematici: il Focus Dio Mio: Religioni e omosessualità e il Focus Omofobia: L’odio mangia l’anima.

Dal 15 al 25 aprile, dunque, le tre consuete sezioni competitive, Lungometraggi, Cortometraggi e Documentari,  saranno sottoposte ad altrettante giurie internazionali. Tra i membri degni di nota: Peter Cameron, Ivan Cotroneo ed Eytan Fox, per fare alcuni nomi.

Ad aprire la manifestazione sarà Claudia Cardinale, con la presentazione del film Le Fil, del tunisino Mehdi Ben Attia, in cui la Cardinale interpreta Sara, madre di un ragazzo che vive un amore omosessuale.

Le tematiche affrontate dalle pellicole spaziano dal rapporto con la fede e le religioni, all’omofobia, la genitorialità, la vecchiaia.

Per coronare ulteriormente la ricorrenza del venticinquennale, è stato inoltre istituito un premio alla carriera che, di anno in anno, verrà destinato ad una personalità del cinema degna di un riconoscimento per il suo lavoro e per suo “contributo alla causa”.

Ad inaugurare il Premio Oscar Wilde sarà James Ivory, che riceverà la statuetta creata da Ugo Nespolo. Nuove anche le sezioni Binari, raccolta di opere fuori concorso, e Open Eyes, ovvero gli omaggi.

A distanza di due giorni dalla chiusura della kermesse torinese, si terrà la prima edizione di Queering Roma, altra novità di questa edizione-anniversario, organizzata dall’ Associazione Armilla. Il nuovo cinema Aquila, nel quartiere Pigneto, ospiterà le pellicole selezionate appositamente per l’occasione dal direttore Giovanni Minerva.

Questi tre giorni rappresentano un primo passo nella direzione di portare il Festival a Roma, unica grande capitale europea a non comprendere ancora un Festival gay nella sua proposta culturale.

Al di là delle informazioni su titoli in concorso, sulla programmazioni e altre simili informazioni, senz’altro importanti, ma facilmente consultabili sul sito del festival in maniera esauriente, credo opportuno dare qui spazio anche a qualche piccola riflessione, sulla base di quanto uscito dalle parole di Fabio Bo, coordinatore della Programmazione del Festival, nel corso della conferenza Stampa di presentazione del Festival.

Salta all’occhio, guardando alla lista dei film in concorso, che i film italiani costituiscono solo una rappresentanza minoritaria, a fronte di numeri ben diversi per quanto riguarda le pellicole provenienti da Stati Uniti, le europee Spagna e Francia ma anche rispetto a Sud America, Filippine e Hong-Kong.

E’ un’aspra contraddizione, se consideriamo che il festival torinese, all’epoca della sua istituzione, era l’unico presente in Europa e fu il terzo a comparire nel panorama mondiale!

La causa può esser fatta risalire alla situazione del cinema italiano, ma forse non solo a questo.

Inoltre, nonostante la gratitudine dichiarata dal Direttore Giovanni Minerba e da Fabio Bo nei confronti dei partners istituzionali che hanno affiancato e tuttora sostengono il festival ( la Regione Piemonte, la Provincia e il Comune di Torino), è ancora difficile  trovare sponsor per il GBLT Film festival.

Si sa che la pubblicità non ha (e in parte non può avere) una testa ed un’opinione indipendente da quella della grande massa; fatto sta che questa scollatura potrebbe portare in sé l’indice di qualcosa di più profondo; l’indice, forse, di una maturazione sociale che forse non ha ancora raggiunto un livello accettabile.

 

Articolo di: Laura Branchini

Grazie a: Ufficio Stampa Torino GLBT Film Festival, Cristina Scognamillo

Sul web: www.tglff.com

 

TOP