1985 - Un racconto di Natale - Teatro della Cooperativa (Milano)

Scritto da  Sabato, 12 Gennaio 2019 

“V'è una nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento”, scriveva Carmelo Bene in “Sono apparso alla Madonna”. E una atmosfera simile avvolge il “1985 - Un racconto di Natale” di Massimiliano Loizzi, andato in scena al Teatro della Cooperativa, risvegliando un sentimento di “saudade”, termine portoghese che non ha un esatto corrispondente nella lingua italiana e che indica una sorta di ricordo nostalgico, affettivo, di qualcosa di assente. Un sentimento che coniuga solitudine, nostalgia ma anche speranza e che fa da pilastro alla pièce. Gli ingredienti per un monologo suggestivo, nostalgico, emotivamente coinvolgente, dalla prosa lineare, con virate verso la satira e la comicità popolare ci sono tutti.

 

1985 - UN RACCONTO DI NATALE
di Massimiliano Loizzi e Patrizia Gandini
diretto e interpretato da Massimiliano Loizzi
produzione Mercanti di Storie

 

A rendere lo spettacolo piacevole è l’interpretazione di Massimiliano Loizzi, mattatore indiscusso, capace di catturare gli spettatori con una narrazione dal ritmo teso e serrato, non lesinando momenti di poesia e di arguta ironia.

La vicenda narrata è quella di un uomo medio italiano con un buon lavoro, una famiglia e una casa ma anche il vizio dall’alcol dentro il quale affogare il proprio dramma di bambino orfano di madre, cresciuto con un padre introverso e una nonna anaffettiva. Una storia personale che si intreccia con quella sociale e politica del nostro Paese: la Puglia degli anni ’50, terra nella quale la nonna del protagonista diventò ragazza-madre, l’Italia degli anni ’80 dominata dalla spensieratezza e dall’edonismo, sino ad arrivare ad un presente in cui le relazioni familiari e umane sono sempre più rarefatte. La storia di un uomo inquieto, tormentato e appassionato ma anche semplice e genuino in cui si legge il ritratto del nostro Paese.

A fare da sfondo alla narrazione alcune immagini suggestive: il ricordo della nevicata dell’85, una audiocassetta mai recapitata che dopo oltre trent’anni si trova nelle mani del protagonista e un uomo solo e dedito all’alcol il giorno della vigilia di Natale. Uno sfondo sul quale si innestano metafore esplicite, quali il Natale come festa delle seconde possibilità, delle occasioni mancate, perdute e ritrovate, del fallimento come punto di forza e di partenza.

Su una drammaturgia compatta e lineare, all’interno della narrazione di una storia personale si intreccia la critica a tratti corrosiva all’Italia contemporanea, al razzismo e al sessismo dominanti, al vuoto politico e culturale del nostro complicato presente. Anche se la pièce, pur prendendo coscienza della drammatica situazione, non rinuncia a rispolverare una visione utopica di un futuro migliore e a concedere un messaggio di speranza. E non a caso la serata viene dedicata a Giuseppe Pinelli, anarchico e partigiano italiano. Vi si legge in controluce la storia della sinistra italiana che, come afferma il protagonista, “non fa un cazzo, ostenta la propria superiorità e si scioglie in un bicchiere d’acqua”.

Sorretto da un linguaggio semplice, a volte favolistico, più spesso pop e a tratti satirico, Massimiliano Loizzi porta in scena un lavoro coinvolgente ma sincero e privo di retorica, in cui non manca la comicità caustica e corrosiva che lo contraddistingue.

 

Teatro della Cooperativa - Via Hermada 8, 20162 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/6420761, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì ore 19.30
Biglietti: intero €18, convenzioni €15, under 27 €10, over 65 €9, giovedì biglietto unico €10

Articolo di: Laura Timpanaro
Sul web: www.teatrodellacooperativa.it

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