“Chiamarlo amore (non) si può”. Letteratura e Arti Visive per fermare la violenza sulle donne

Scritto da  Redazione Cultura Domenica, 02 Marzo 2014 

Per una settimana Napoli propone ai ragazzi e agli adulti un percorso di riflessione sugli stereotipi di genere e sulla differenza tra amore e non-amore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La città di Napoli per 7 giorni diventa un crocevia tra letteratura e arti visive, proponendo un percorso di riflessione sulla condizione della donna e sulla violenza di genere.
Da lunedì 3 marzo a domenica 9 marzo il Palazzo delle Arti, nella centralissima via dei Mille, ospita una mostra che riunisce fotografia, illustrazione, fumetto, pittura e interior design per rappresentare visivamente la realtà della donna oggi, soprattutto nella sua relazione con l’uomo.
Sotto il Patrocinio del Comune di Napoli, le opere esposte sono circa 60 e provengono da tutto il mondo: Francia, USA, Kenya, Cina, Spagna, Olanda, Serbia, Kuwait, Giappone.


Non si tratta, però, di una semplice mostra, ma di un progetto culturale molto ampio. “Cos’è che distingue l’amore dal non-amore?” è una domanda da cui si partirà per intraprendere un percorso di riflessione sul fenomeno sociale della violenza contro la donna. La settimana sarà caratterizzata da un ricco programma di eventi dedicati alla cultura del “fare educazione”, ovvero all’importanza dell’educazione emozionale e relazionale, soprattutto degli adolescenti.
Ospiti fissi saranno gli studenti di diverse scuole della Campania e del Lazio, che nei locali della mostra parteciperanno ad un seminario di formazione a cura della scrittrice e sociologa Rosa Tiziana Bruno, che è anche ideatrice del progetto. Il seminario e la visita della mostra rappresentano i momenti conclusivi di un percorso di lettura svolto in classe nel mese precedente.


Rosa Tiziana Bruno ha curato personalmente la direzione artistica dell’esposizione ed è anche una delle autrici del libro da cui la mostra riprende il titolo, ovvero l’antologia “Chiamarlo amore non si può” (ed. Mammeonline). Si tratta del primo testo letterario che affronta il tema della violenza contro le donne rivolgendosi anche agli adolescenti. Una raccolta di storie che riporta una dedica speciale del cantautore Edoardo Bennato e che si pone l’obiettivo di accendere riflessioni sul vero significato dell’amore. E proprio a quelle storie le singole opere della mostra sono collegate, seguendo il filo invisibile che unisce parole e immagini.
L’obiettivo del progetto libro/mostra è quello di soffermarsi a riflettere e discutere insieme ai ragazzi sui due opposti “amore e violenza”, toccando temi trasversali quali gli stereotipi, l’identità di genere, la relazione uomo-donna, il controllo sugli istinti e la piena realizzazione di sé, abbracciando diverse discipline che vanno dalla storia alla sociologia, dalla letteratura all’economia, fino all’arte e all’architettura. Grazie alla speciale apparecchiatura Masbooth del Roll Studio, agli studenti sarà dato modo di esprimersi scrivendo frasi e idee personali su fogli bianchi che verranno poi da loro stessi fotografati e condivisi sui social network. Alcune frasi saranno riprese anche dalle pagine web curate da Factoria e da Hubstract, dove i ragazzi hanno condiviso i loro pensieri sull’argomento, nelle settimane precedenti.


Durante tutta la settimana, nei locali della mostra, sono previste performance musicali e canore del coro Daltrocanto e del gruppo CantAbils Ensemble. La cerimonia di chiusura del 9 marzo prevede una performance del gruppo I sogni di Ornide che proporrà un percorso di provocazione emozionale e musiche. Saranno anche presenti i gruppi di mobile photography napoletani Igersnapoli, Neapolis_moph e TheMinimals, autori di molte delle fotografie esposte, che organizzeranno per l’occasione una speciale photowalk nelle vie di Napoli, partendo dal Palazzo delle Arti.
L’intero evento è organizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Napoli e in accordo con la consigliera della Pari Opportunità.

 

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