Resistenza e cultura Roberto Battaglia nel centenario della nascita

Scritto da  Redazione Cultura Giovedì, 07 Novembre 2013 

Martedì 19 novembre 2013, alle ore 16.30, presso l'Istituto nazionale di studi romani (Piazza Cavalieri di Malta, 2, Roma) si terrà un incontro di studio dedicato alla figura e all'attività storiografica di Roberto Battaglia (1913-1963).
Agli indirizzi di saluto di Paolo Sommella, presidente dell’Istituto nazionale di studi romani, e di Simonetta Buttò, direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, seguiranno gli interventi di Nicola Labanca, Una ricerca difficile, quando l'Europa era ancora coloniale: La prima guerra d'Africa (1958); Gabriele Ranzato, Battaglia protagonista e storico della Resistenza; Bruno Toscano, L’arte negli scritti di Roberto Battaglia; Massimiliano Ghilardi, Dall’Aventino a Porta San Paolo, dall’Istituto di Studi Romani alla guerra di popolo; Albertina Vittoria, Roberto Battaglia nella commissione culturale del Pci e all’Istituto Gramsci.

 

 

 

 

 

 

 

 

Di formazione storico dell'arte, allievo di Pietro Toesca, Roberto Battaglia aveva dedicato i suoi primi studi al barocco romano e in particolare a Gian Lorenzo Bernini. Ufficiale di complemento in Africa nel 1935, nuovamente richiamato nel 1938 e nel 1940, docente di italiano e storia nelle scuole superiori, nel 1939 aveva chiesto e ottenuto di essere distaccato presso l’Istituto nazionale di studi romani come redattore capo di Roma nel Ventennale. Nel progetto del fondatore e presidente dell’Istituto, Carlo Galassi Paluzzi, l'opera, in dieci volumi, avrebbe dovuto illustrare, sotto il profilo archeologico, urbanistico e storico-artistico, la Roma contemporanea, ma non vide mai la luce: i redattori erano ancora al lavoro quando – nel settembre del 1943 – dalla “pace conventuale dell'Aventino” si sentivano “crepitare le mitragliatrici che difendevano porta San Paolo contro i tedeschi”, come ricorderà Battaglia stesso nelle prime pagine di Un uomo, un partigiano, il diario della sua esperienza resistenziale pubblicato nel 1945. Fu dunque partigiano nelle formazioni di Giustizia e libertà prima in Umbria e a Roma, poi in Garfagnana. Nel dopoguerra, rientrato nell'insegnamento, militò nel Partito d'azione e poi, dopo lo scioglimento di questo, nel 1948 si iscrisse al Partito comunista: fu collaboratore delle pagine culturali della stampa di partito - “L'Unità”, “Vie nuove”, “Rinascita”.

 

Nel 1953 pubblicò il suo libro più noto, di grande successo e più volte riedito, la Storia della Resistenza italiana, vincitore nello stesso anno del Premio Viareggio, cui seguì una versione ridotta, scritta in collaborazione con Giuseppe Garritano, la Breve storia della Resistenza italiana. Nel 1958 pubblicò un'opera per quegli anni pionieristica, La prima guerra d'Africa, sulle motivazioni e le modalità che avevano portato l'Italia a intraprendere, nell'ultimo ventennio del'Ottocento, l'esperienza coloniale. Alle ricerche più complesse si sono accompagnati alcuni testi di divulgazione, come La storia della Seconda guerra mondiale, del 1960, e Un popolo in lotta. Testimonianze di vita italiana dall'unita al 1946, scritto in collaborazione con Raffaello Ramat, edito nel centenario dell'unità d'Italia.

 

Roberto Battaglia morì nella sua casa di Ostia poco dopo il compimento dei cinquant'anni, nel febbraio del 1963.

 


Massimiliano Ghilardi, archeologo tardoantichista, direttore associato dell’Istituto nazionale di studi romani, si occupa principalmente di storia e topografia di Roma tardoantica e della riscoperta delle antichità cristiane nella prima età moderna.
Nicola Labanca, docente di storia contemporanea presso l'Università di Siena, si occupa di storia militare e del rapporto fra forze armate e società nell'Italia contemporanea e di storia dell'espansione coloniale italiana tra stato liberale e regime fascista.
Gabriele Ranzato è stato docente di storia contemporanea presso l'Università di Pisa: la sua attività di ricerca si è indirizzata prevalentemente sulla storia delle guerre civili, della Spagna nei secoli XIX e XX e dell'Italia nel periodo 1943-1945.
Bruno Toscano è stato docente di storia dell'arte nelle università di Roma Sapienza e Roma Tre: la sua attività di ricerca ha toccato numerosi ambiti della produzione artistica italiana tra medioevo ed età contemporanea nonché questioni di conservazione e tutela del patrimonio artistico.
Albertina Vittoria, docente di storia contemporanea presso l'Università di Sassari, ha studiato la storia degli intellettuali e delle organizzazioni culturali italiane tra Otto e Novecento, la politica culturale del regime fascista, la storia dell’editoria italiana.

 


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