Francesca Neri incontra il pubblico per la rassegna "Singolarità del femminile", al Teatro Argentina (8 gennaio)

Scritto da  Redazione Teatro Lunedì, 06 Gennaio 2014 

Continuano gli appuntamenti con la SINGOLARITÀ DEL FEMMINILE, una serie di incontri aperti al pubblico condotti da Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, che intervisterà alcune protagoniste del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’imprenditoria, della politica, per capire i problemi delle donne di oggi, sempre più impegnate nei più disparati ambiti lavorativi, e se sia possibile coniugare femminilità e mente, impegno professionale e famiglia, amore materno-coniugale e ambizione, cuore e ragione.

 

 

 

 

 

Mercoledì 8 gennaio alle ore 18.00 nella Sala Squarzina del Teatro Argentina
Incontro con Francesca Neri
Primo appuntamento della rassegna
SINGOLARITA' DEL FEMMINILE
un ciclo di incontri dedicati all’universo femminile
per raccontare, attraverso le voci delle protagoniste della nostra scena sociale,
la sfida quotidiana di coniugare responsabilità desideri opportunità e aspirazioni.

A confrontarsi con la protagonista femminile in scena
il vicedirettore del Tg2 Stefano Marroni

ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

 

 

Mercoledì 8 gennaio alle ore 18.00 nella sala Squarzina del Teatro Argentina, Francesca Neri sarà la protagonista del primo appuntamento per raccontarsi e lasciare scoprire risvolti inediti sia sul piano privato, nella realizzazione femminile attraverso il sentimento, sia su quello pubblico nell’affermazione professionale. E non mancheranno né le domande da parte del pubblico in sala e nemmeno il punto di vista maschile che avrà il compito di commentare, chiosare, riflettere, controbattere e magari anche polemizzare con quanto è stato affermato fino a quel momento. A dialogare con la protagonista in scena sarà il vicedirettore del Tg2 Stefano Marroni.

 

INFO TEATRO DI ROMA
Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 - www.teatrodiroma.net

 


Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatro di Roma

 

 

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