"Totò e Vicé", con Enzo Vetrano e Stefano Randisi al Teatro Argentina lunedì 7 gennaio

Scritto da  Redazione Teatro Sabato, 05 Gennaio 2013 

Per il ciclo di appuntamenti della rassegna Serate d’onore - attori e registi che si raccontano attraverso un’opera d’elezione - lunedì 7 gennaio alle 21.00 sul palcoscenico Pandolfi del Teatro Argentina Enzo Vetrano e Stefano Randisi presentano "Totò e Vicé" di Franco Scaldati, regie ed interpretazione di Enzo Vetrano e Stefano Randisi; disegno luci di Maurizio Viani - costumi di Mela Dell'Erba - luci Alessia Massai - suono Sara Bonaccorso; Produzione Teatro degli Incamminati • Diablogues / Compagnia Vetrano-Randisi (ingresso libero).

 

 

Lunedì 7 gennaio alle 21.00 sul palcoscenico Pandolfi del Teatro Argentina – la struttura che prolunga lo spazio scenico fino al centro della platea in un rapporto più diretto e intimo con il pubblico – Enzo Vetrano e Stefano Randisi saranno i protagonisti della rassegna Serate d’onore. Con Totò e Vicé, i due personaggi poetici e surreali nati dalla fantasia di Franco Scaldati, gli artisti siciliani proseguono il ciclo di appuntamenti della rassegna che il Teatro di Roma dedica, ormai dalla scorsa stagione, ad attori e registi contemporanei che omaggiano il loro pubblico raccontandosi attraverso un’opera d’elezione.

 

Sul palcoscenico Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno vita alle parole, ai gesti, ai pensieri, ai giochi dei due clochard protagonisti della serata. Totò e Vicé sono la dialettica e la complementarità vissute da una doppia identità, scritta da un’amicizia reciproca in una realtà punteggiata di sogni in bilico tra la natura e il cielo, tra passato e futuro. Enzo Vetrano e Stefano Randisi sono invece due artisti che da anni conducono una profonda ricerca nelle radici della parola teatrale, con un forte senso dell’indagine esistenziale che riverberano nel dialogo tra queste due creature fantastiche: personaggi di improbabili scenette, folli e savi allo stesso tempo, completamente avulsi dalla normale condizione di un quartiere periferico di Palermo, eppure conosciuti da tutti. Alla stessa stregua di un’apparizione i loro faccia a faccia verbali, mai vicendevolmente aggressivi, rappresentano il tessuto poetico sul quale si stende la scrittura del testo. Citazioni fulminee e dialoghi surreali per comporre una riflessione umoristica e struggente sull’attesa, la negazione e l’accettazione della morte.

 

Randisi e Vetrano possiedono una profonda capacità di leggerezza e felicità interpretativa, formidabile strumento per la ricerca del senso delle cose, delle vicende umane, fautori di un teatro apparentemente  esile e precario, fatto di un lessico logoro e quasi gergale che arriva dritto al cuore.
L’ingresso alla serata è libero.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Teatro di Roma

 

 

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