E’ in scena fino al 19 febbraio al Teatro Roma lo spettacolo “Le mattine dieci alle quattro”, scritto e diretto da Luca De Bei, e già insignito del premio Le Maschere del Teatro 2011 come miglior novità italiana e del premio Golden Graal per la regia nel 2010.
I Magi Srl presenta LE MATTINE DIECI ALLE QUATTRO Premio Le Maschere del Teatro 2011 come miglior novità italiana Premio Golden Graal per la miglior regia 2010 scritto e diretto da Luca De Bei con Federica Bern, Alessandro Casula, Alessandro Marventi scene Francesco Ghisu costumi Sandra Cardini luci Alessandro Carletti suono Marco Schiavoni collaborazione alla regia Alessandra Paoletti assistente alla regia Sandra Conti
Si tratta della storia di tre giovani, due ragazzi, uno dei quali rumeno, e una ragazza che nella periferia di Roma nella primissima alba di ogni giorno si incontrano alla solita fermata e attendono l’autobus che li condurrà ai rispettivi luoghi di lavoro: William e Stefan, rumeno venuto in Italia come tanti in cerca di fortuna, entrambi manovali in un cantiere edile, e Cira, giovane addetta di un’impresa di pulizie. I loro sguardi, ancorché giovani, tradiscono tuttavia un’anima già segnata e violentata dai soprusi, dalle ingiustizie sociali e dagli sfruttamenti con cui sono costretti a convivere quotidianamente. Ragazzi vittime innocenti di un destino che gli ha riservato infanzie difficili fatte di abbandono e miseria, con conseguente inevitabile ricerca di vie di fughe fatte di compromessi e scelte sbagliate. Tuttavia, come in un deserto pieno di spine, dalla comprensibile diffidenza iniziale pian piano tra William e Cira si farà strada il seme della loro inespressa ingenuità fatta di sentimenti puri e genuini. Ma la ripetitività degli incontri sotto la solita pensilina scheletrica e il tempo segnato dall’arrivo inesorabile e angosciante dell’autobus preannunciato da suoni sinistri e luci dei fari che da lievi e in lontananza si fanno sempre più assordanti e accecanti, impediscono loro la possibilità di continuare a sognare fagocitati dalla spietata e cinica realtà. Nonostante tutto nasce una storia d’amore, forse precaria, ma comunque fondata su un sentimento di incredibile innocenza e proprio per questo meravigliosamente forte. William, un sorprendente Alessandro Marventi, è mosso da una tenera inconsapevolezza che lo porta a tradurre tutte le esperienze negative che lo hanno segnato in chiave cinicamente ironica, determinando così nel pubblico una naturale identificazione affettiva nei suoi confronti. Identificazione affettiva che si raggiunge grazie alla semplicità e alla strabiliante naturalezza con cui Alessandro Marventi riesce a declinare tutti i passaggi interpretativi passando con impressionante bravura attraverso sentimenti diversi come l’imbarazzo per un nascente amore, la tristezza per i vuoti affettivi familiari, fino alla legittima rivendicazione di un futuro comunque diverso. Lo stesso vale per Cira, cui regala corpo e anima con totalizzante generosità la talentuosa Federica Bern, che fornisce un’interpretazione particolarmente profonda e coinvolgente raggiungendo l’apice nel monologo finale colmo di struggente amarezza. Meritevole di menzione anche la prova di Alessandro Casula, che si è cimentato con il personaggio dell’immigrato rumeno Stefan, con una recitazione fondata essenzialmente su sguardi e silenzi, che più di qualsiasi parola sono riusciti a trasmettere stati d’animo e sensazioni di indiscutibile intensità. La storia che ci propone Luca De Bei, ancorché declinata per molti tratti in chiave ironica, è in realtà un vero e proprio pugno allo stomaco, atto di denuncia nei confronti dell’insensibilità che ci circonda ma di cui sempre più drammaticamente siamo inconsapevoli, travolti da una incomprensibile frenesia generale. Vittime colpevoli di una indifferenza che non ci permette di vedere al di là dell’interesse personale, rinchiusi nel nostro mondo fatto di abitudini anestetizzanti e di coscienze intorpidite e rassicuranti, al riparo da tutto un mondo intero fatto di altrettante anime che si trascinano con la solo forza della disperazione incontrandosi tutte “le mattine alle dieci meno quattro”. Teatro Roma - via Umbertide 3 (p.zza S. Maria Ausiliatrice), 00181 Roma Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/7850626, mail
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Orario degli spettacoli: dal martedi al venerdi ore 21, sabato ore 17 ed ore 21, domenica ore 17.30, lunedi riposo Biglietti: intero € 21 (comprensivo di € 1 di prevendita), riduzioni per studenti, gruppi e Cral Articolo di: Dino De Bernardis Grazie a: Ufficio stampa Maya Amenduni Sul web: www.ilteatroroma.it |