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Napoli è ‘na parola - Teatro Greco (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Dino De Bernardis   
Martedì 31 Gennaio 2012 21:30
Napoli è 'na parola

Dal 21 gennaio al 12 febbraio. Marco Simeoli diventa pittore e in sole due ore di spettacolo riesce a dipingere in modo originale ed avvincente un quadro della sua Napoli, o meglio della “nostra” Napoli.

 

 

 

 

Teatro Greco, Stabile del Teatro musicale e della danza presenta

Marco Simeoli in

NAPOLI E’ NA PAROLA

Viaggio tra le parole e gli stati d’animo di Napoli

di Marco Simeoli

collaborazione testi Claudio Pallottini

tenore Giuseppe Auletta

pianista Andrea Bianchi

costumi Mirtha Huaracan

luci e fonica Gianni Quinto

 

E sì, perché in fondo Napoli è un po’ di tutti, anche di chi non l’ha mai conosciuta, tanto da far dire al poeta e scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe nel suo “Viaggio in Italia”: "Anche a me qui sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso" o al nostro Pier Paolo Pasolini affascinato dalla sua spontanea teatralità “preferisco le scenette, sia pure un po' naturalistiche, cui si può ancora assistere nei bassi Napoletani alle scenette della televisione della repubblica italiana”, giudizio questo che sembra oggi più di ieri di un’attualità impressionante.

Dico questo non per semplice campanilismo fine a se stesso, ma unicamente perché questa città nella storia, per sua costituzione genetica, si è sempre dimostrata accogliente, multiforme, permeabile, nel bene e nel male, a tutte le influenze cui nella storia è stata sottoposta, destinataria di grandi atti d’amore ma subendo nel contempo altrettanti atti di violenza, tanto da generare in qualsiasi visitatore, anche quello proveniente da più lontano, la sensazione di scorgervi comunque misteriosamente qualcosa a lui familiare.

Ed ecco che ci si può imbattere in colori, suoni, gesti differenti e talvolta opposti quale diretta conseguenza delle molteplici culture che nel tempo si sono stratificate, intrecciate dando vita ad un affascinante e irripetibile miscuglio di anime.

Marco Simeoli, con garbo e al tempo stesso non cedendo ai consueti e semplicistici luoghi comuni, riesce a disegnare e ad offrirci un quadro di Napoli e delle sue diverse vite, attingendo da una ideale tavolozza che va dal nero dei bassi brulicanti e affamati di una città che ha difficoltà a risollevarsi fino all’azzurro di una speranza che, seppur sempre più fiaccata e avvilita, è li in attesa di una sua rifioritura.

Il viaggio che ci viene offerto prende spunto dalle parole declinate nelle varie forme che nel tempo i più grandi drammaturghi del Novecento, come Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani, o poeti come Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo hanno usato per raccontare le mille facce della loro città; o quelle parole che diventano gesti nelle esilaranti macchiette di Pisano-Cioffi, o quelle di Totò, di Annibale Ruccello, Manlio Santanelli, di Ruggero Cappuccio o quelle grondanti di sofferenza di Erri De Luca, fino ad arrivare a quelle di Giuseppe Patroni Griffi.

Parole che hanno raccontato Napoli e i napoletani: parole urlate, cantate, recitate, talvolta sguaiate ma anche innamorate, intrise di allegria e malinconia, in quel gioco di opposti esasperati che fa di Napoli una città comunque unica.

Marco Simeoli ci accompagna in modo elegante e affascinante in questo viaggio confermando le proprie grandi doti interpretative, passando con disinvoltura dall’interpretazione di poesie di grande impatto drammatico a quella di spassosissime macchiette e non disdegnando passaggi canori che valorizzano ulteriormente, qualora ce ne fosse stato bisogno, la sua poliedricità attoriale.

Esilaranti alcuni monologhi che, coinvolgendo l’intero pubblico in applausi a scena aperta, ne evidenziano doti di intrattenitore che meriterebbero ben altro successo.

L’intero spettacolo viene ulteriormente impreziosito dalle stupende e particolarmente sentite interpretazioni del tenore Giuseppe Auletta che, accompagnato al piano dal maestro Andrea Bianchi, ci offre alcune delle più belle canzoni della tradizione napoletana.

 

Teatro Greco - via Ruggero Leoncavallo 10/16, 00199 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/8607513, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orari spettacoli: 21, 22, 28, 29 gennaio, 4, 5, 11, 12 febbraio

sabato ore 17,30 – domenica ore 21

Biglietti: intero €20 (+ €2 prevendita), ridotto convenzioni/Cral €15 (+ €1 prevendita), ridotto gruppi €10 (+ €1 prevendita)

 

Articolo di: Dino De Bernardis

Grazie a: Ufficio Promozione Teatro Greco

Sul web: www.teatrogreco.it

 

 

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