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La Gabbianella e il Gatto - Teatro Vascello (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Lunedì 30 Gennaio 2012 20:13
La Gabbianella e il Gatto

La Fabbrica dell’Attore, la compagnia giovane del Teatro Vascello, a cui è affidata la programmazione della stagione per bambini e ragazzi, mette in scena dal 14 gennaio al 19 febbraio “La gabbianella e il gatto”, la dolcissima e bellissima fiaba di Luis Sepùlveda.

 

 

TSI La Fabbrica dell'Attore

in collaborazione con Link Academy presenta

LA GABBIANELLA E IL GATTO

di Luis Sepùlveda

traduzione e adattamento Manuela Kustermann

regia Maurizio Lombardi

con Isabella Carle, Valentina Bonci, Marco Celli, Camilla Dania, Marco Ferrari, Elisa Menon, Valerio Russo, Pierfrancesco Scannavino, Maya Giovanna Vassallo

costumi Clelia Catalano

musiche e suoni di scena Claudio Corona

disegno luci Valerio Geroldi

scenografie animate Aqua-Micans Group

 

Hengah, una bella gabbiana muore avvelenata da una macchia di petrolio, ma prima di morire riesce ad affidare il proprio uovo al gatto nero del porto, Zorba, e a fargli fare tre promesse: non mangiare l’uovo, aver cura della gabbianella che ne uscirà e insegnarle a volare. Il gatto Zorba è in fondo un buono e seppur con molta difficoltà riuscirà a mantenere le promesse fatte; insieme ai suoi amici Colonnello, Segretario, Pallino e Diderot diventerà la famiglia del volatile e riuscirà a proteggerla da tutti i pericoli quotidiani. L’uovo si schiude, la gabbianella nasce e trova una strana famiglia composta da felini, dove lei seppur diversa si sente perfettamente a proprio agio e pian piano si troverà davanti alla dura e strana realtà di imparare a capire di non essere un gatto e di essere nata per volare, per amare il vento, la pioggia e il mare; adesso però bisogna portare a termine l’ultima promessa, la più difficile: insegnare a volare alla gabbianella Fortunata.

L’ambiente in cui cresce la piccola Fifi è un ambiente di pericoli: da un lato i gatti che la vorrebbero mangiare, dall’altra i ratti che non aspettano altro che uscire dalle fogne, prendere il potere e sottrarla al tutorato dei gatti.

Il giorno in cui la piccola Fifi diventa grande arriva velocemente e ai gatti non resta che insegnarle a volare; ma l’impresa non è facile e fanno molti esercizi e studi prima di mettere in pratica la lezione di volo. La prima lezione è una delusione, tanto sforzo per nulla, e allora Zorba decide di chiedere aiuto agli umani e sceglie il poeta, padrone della gatta Bubulina. Dopo un momento di sconcerto dell’umano nello scoprire che Zorba parla il suo stesso linguaggio, si convince ad aiutare i gatti e si danno appuntamento sul campanile di San Michele. Ed è proprio da quel campanile che Fifi, dopo aver rischiato di schiantarsi al suolo, apre le ali e riesce a volare. Saluta Zorba e va via. I gatti sono tristi, ma sanno di aver fatto la cosa giusta.

Una storia per bambini e per adulti, con molti temi di riflessione: dall’inquinamento alla diversità, dalla famiglia naturale a quella adottiva, dall’apparire all’essere.

Un racconto bellissimo e ricco di sfumature, da leggere a più livelli e di cui innamorarsi ad ogni passaggio; una trasposizione teatrale che mantiene inalterata la bellezza e la profondità del testo, arricchendolo di effetti scenografici che ne esaltano l’ambientazione, la storia e le relazioni tra i personaggi, sottolineando maggiormente i problemi relativi all’ambiente e all’ecologia.

Come nel caso de “La bella addormentata nel bosco”, questa compagnia dimostra come si possano fare spettacoli per bambini, mantenendo inalterate le regole del teatro per adulti; la qualità, la tecnica attoriale, una precisa scelta registica e scenografica, un utilizzo sapiente dei ritmi, delle coreografie, delle musiche.

Uno spettacolo commovente, affascinante, dolce e a volte amaro. Nulla del testo è stato omesso, né la morte della gabbiana né le scene “nere” della lotta con i ratti. Momenti che, grazie all’uso sapiente del ritmo e dell’alternanza dei colori e delle musiche nelle singole scene non sono state scioccanti per i bambini molto piccoli ma sono risultate ben inserite e necessarie alla storia, al divenire della trama. Ancora una volta questa compagnia, i cui attori sono gli stessi dello spettacolo precedente, dimostra quanto il teatro necessiti di tecnica e di scelte registiche precise, di amore e di sudore.

Uno Zorba credibilissimo nel suo ruolo di leader dal buon cuore, accanto ad una gabbianella sopra le righe, dolce e fragile nella sua “effervescenza”; un gruppo di gatti eterogeneo, ben assortito e ben dipinto nell’unicità di ogni personaggio. Un folle poeta accanto ad una gattina bianca, sensuale e snob, un capo ratto perfido ed elegante, un Diderot uscito dai libri…..

Le scene che compongono lo spettacolo sono una più bella dell’altra: dal ballo iniziale dei gabbiani al volo della gabbiana, dal petrolio alla morte, dalla canzone della gabbianella alla danza dei ratti, dalla scena delle fogne all’incontro tra Zorba-il poeta e la gattina bianca. Una carrellata di momenti dal ritmo veloce e vario che culmina in un finale emozionante.

Uno spettacolo da vedere, da gustare e con il quale emozionarsi…

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (Monteverde Vecchio)

Per informazioni e prenotazioni:

telefono 06/5881021 – 06/5898031, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orario spettacoli (Vascello dei piccoli): sabato ore 17, domenica ore 15,30, matinée per le scuole (26 gennaio e 1 febbraio) ore 10.30

Biglietti: intero € 10, ridotto € 8 (per bambini e over 65)

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Cristina D’Aquanno, Ufficio stampa e promozione Teatro Vascello

Sul web: www.teatrovascello.it

 

 

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