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Virginia Woolf e Mrs Dalloway - Teatro Stanze Segrete (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Domenica 29 Gennaio 2012 23:55
Virginia Woolf e Mrs Dalloway

Dal 12 gennaio al 5 febbraio. Inverno 1925, casa Woolf, Virginia è in preda ad una delle sue crisi depressive sempre più ricorrenti e le due domestiche, tra una faccenda e l’altra, si impadroniscono del salone, chiacchierando delle proprie vite, dei propri problemi sentimentali e delle delusioni quotidiane.

 

 

L'Associazione Culturale L’Ippogrifo presenta

VIRGINIA WOOLF E MRS DALLOWAY

uno spettacolo di Riccardo Cavallo

con Claudia Balboni, Nicola D'Eramo, Martino Duane, Cinzia Villari, Giulia Adami, Elisa Pavolini

 

Lottie trova in casa un manoscritto di Virginia Woolf non ancora pubblicato e la curiosità è tanta, così inizia a sfogliarlo e, come nei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, pian piano la storia e i suoi protagonisti iniziano ad occupare la scena, uscendo dalla carta stampata. Prendono corpo uno dietro l’altro e si raccontano in prima persona, suddividendo la scena in due parti, una occupata dalle due cameriere, l’altra dai personaggi del racconto.

La narrazione è ambientata nella Londra del 1923: una città in movimento, luminosa, caratteristica nel suo genere unico al mondo. Clarissa, moglie di un politico (il deputato conservatore Richard Dalloway) esce per comprare dei fiori per la festa che si terrà la sera stessa nella sua abitazione. Una festa mondana con nuovi e vecchi amici; ma per lei ci saranno  due sorprese inaspettate: l’apparizione di Peter Walsh, il grande amore respinto anni prima per sposare Richard, appena tornato dall’India e quella dell’amica di un tempo, Sally, amata di un amore forse più profondo di quello provato per gli uomini. La Londra che fa da sottofondo all’opera è viva nell’energia delle parole dei personaggi ed è presente nei loro abiti, nello stile delle conversazioni. Parole, pensieri, dialoghi quelli di Virginia Woolf che mettono l’accento sui grandi temi della vita: in primo piano si staglia in particolare il binomio indissolubile di nascita e morte davanti al quale l’uomo è nudo con se stesso, davanti ad uno specchio che rivela solo la propria fragilità e la propria “finitezza”.

I personaggi nel piccolo salotto-teatro di Stanze Segrete si muovono quasi nel pubblico; non vi è distanza e separazione tra la scena e la platea, si è quasi immersi nel salotto di cui ci si sente parte attiva e dal quale ci si vorrebbe distrarre.

La qualità degli attori è molto alta, perfetti nei ritmi singolari che li caratterizzano, nella costruzione di un personaggio che non esce mai dai confini del ceto sociale nel quale è inserito; cameriere da una parte, con il proprio ritmo, la propria camminata, la peculiare attenzione di chi occupa e conosce ogni angolo dello spazio ed è abituato a muoversi sempre con un orecchio altrove, in attesa di una possibile chiamata del padrone. Gli altri personaggi, gli amici, gli invitati, ognuno con il proprio colore, tono, ritmo occupa il proprio spazio scenico in relazione con la storia e con gli altri.

In questi dialoghi passato e presente si fondono nel turbinio delle relazioni spezzate e di quelle create. Lo spettacolo, che risulta piuttosto lento e di un genere teatrale chiuso nel proprio racconto e nella propria storia, è ben costruito, come un grande affresco dell’epoca.

Quadro dopo quadro, i personaggi sembrano posare nello studio di un pittore che, con la sua arte, vuole trasferire sulla tela i discorsi e le abitudini dell’epoca. Vuole immortalare gli abiti, le movenze, gli atteggiamenti specchio del flusso relazionale dei salotti di quegli anni.

Quadri che si inseriscono perfettamente in quel teatro specchio sociale tipico di alcuni periodi storici, in cui il mondo scenico rimane chiuso e delimitato dalle quattro pareti della scatola del palcoscenico e tutto avviene all’interno, nel flusso dei dialoghi, delle riflessioni e dei pensieri dei singoli personaggi, e da cui il pubblico si sente escluso, forse volutamente, dal regista e dall’autore in quanto considerato essenzialmente spettatore della storia.

 

Teatro Stanze Segrete - via della Penitenza 3, Roma

Per informazioni: telefono 06/6872690, cellulare 388/9246033

Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 19

Biglietti: intero 13€, ridotto 10€

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Ufficio stampa Arianna Di Pietro

Sul web: www.stanzesegrete.it

 

 

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