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L’armadio di famiglia - Teatro Ambra alla Garbatella (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Venerdì 27 Gennaio 2012 17:58
L'armadio di famiglia

Dal 24 al 29 gennaio. Firenze, autunno del ’43. Quartiere San Frediano. Una donna, un’energica levatrice, Clara, sola con i suoi due figli, Valeria e Mario, paralizzato ad una gamba in seguito ad una poliomelite, diventa senza volerlo l’inaspettata protagonista della lotta contro le discriminazioni razziali.

 

 

 

Teatri d’Imbarco presenta

L' ARMADIO DI FAMIGLIA

scritto e diretto da Nicola Zavagli

con Beatrice Visibelli, Marco Natalucci, Giovanni Esposito

e con Andrea Caffaz, Marco Cappuccini, Anna Gori, Chiara Martignoni, Valentina Testoni

canzoni dal vivo di Chiara Riondino

 

Proprio lei che si definisce paurosa, timorosa, che della guerra nulla vuole sapere, diviene il motore e la speranza di guadagnarsi la salvezza per chi da lei giunge “non a caso”, spinta dalla semplicità di un sentimento quale è l’amore e il profondo rispetto per la vita.

Un armadio simbolo e mezzo per rimanere in vita in un mondo caratterizzato ed intriso da una guerra che tutto travolge con estrema ferocia e leggi contro natura. Una guerra in cui gli italiani non si ritrovano, e di cui soprattutto non comprendono le motivazioni e gli schieramenti.

La vicenda si svolge nell’arco di tempo che va dall’inverno del 1943 all’estate del 1944. La famiglia abita di fronte alla Chiesa del Carmine in un misero ultimo piano di fronte ad una vicina “tipica” (una petulante Chiara Martignoni) che origlia dalla porte, cerca continue scuse per introdursi nella casa accanto e trovare qualcosa da mangiare o bere.

Tutto si svolge in un salottino-cucina, in legno, dove la quotidianità fatta di stenti, dolori e amore dispiega i suoi mille volti; dove il tempo è scandito dal coprifuoco, dall’attesa delle lettere del capofamiglia, prigioniero in Grecia, e dalle continue visite del camiciaio napoletano Gaetano, un giovane allegro.

Tutti i personaggi della vicenda sono ben caratterizzati: il centro della scena è occupato da Clara (Beatrice Visibelli), la cui figura è costantemente in relazione con la figlia Valeria. Mario (Marco Natalucci, che interpreta il ruolo dell’antagonista con fredda e sarcastica professionalità; classico figlio maschio della famiglia della guerra, iroso e coccolato dalla mamma) è un personaggio continuamente in fuga dalla famiglia, trascorre i giorni (e le notti) per lo più fuori casa. Nel tentativo, si suppone, di smaltire in qualche modo la frustrazione di essersi visto escludere dal servizio militare.

La quiete della famiglia viene spezzata da Gaetano (Giovanni Esposito, attore di estrema  naturalezza e semplicità) che in una notte di temporale conduce a casa della donna una giovane incinta in compagnia di suo fratello.

Questa vicenda segna l’inizio di una profonda trasformazione e di un passaggio dalla serenità pervicacemente ricercata in un periodo di guerra al nascondere due ragazzi ebrei, perseguitati. Clara che ama la vita e rispetta l’essere umano più di ogni altra cosa, si lascia convincere a portare avanti un’azione che potrebbe costarle la propria vita e quella dei suoi figli, trasformare la soffitta in un rifugio a cui si accede da una botola coperta dall’armadio.

Uno spettacolo della durata di due ore e trenta; forse troppe, per una vicenda seppur ben costruita, in cui i toni variano da quelli amari a quelli agrodolci, da quelli quasi opprimenti, claustrofobici a quelli lievi. Toni che hanno il proprio centro nella cornice di sentimenti di Clara; è Clara il centro della scena, delle azioni, il fulcro grazie al quale tutto avviene. Tutto si tinge di colori diversi grazie a lei, alle sue paure, alla sua semplicità, alla sua determinazione, al suo agire, al suo relazionarsi con i figli. Altro punto focale, motore di trasformazione non può che essere Giovanni Esposito, il camiciaio napoletano. L’attore incarna un personaggio quasi caricaturale in grado di passare da toni essenzialmente comici a visceralmente drammatici. Ad accompagnare la vicenda degli intermezzi cantati affidati a Chiara Riondino; chitarra e voce danno vita ad una cantastorie malinconica seduta sul proscenio che si anima in alcuni momenti e in altri è quasi priva di coscienza, di anima come se l’intera vicenda avvenisse nei suoi occhi ciechi.

La vicenda è portata avanti quindi, da due antieroi.

Una levatrice che fa nascere il piccolo Ulisse al ritmo del XXVI Canto dell’Inferno; la cadenza con cui conduce il parto è simbolo vero e proprio del carattere di Clara, sintesi di vitalità e debolezza, entusiasmo e freddezza, paura e forza, generosità ed egoismo. Dall’altra parte Gaetano, simbolo delle virtù e dei limiti dell’idea che si ha del meridione: schietto, generoso, solare, coraggioso, gentile fino a diventare insopportabile.

Lo spettacolo è un passaggio vero e proprio dal piccolo mondo di chi pensa solo a se stesso alla presa di coscienza della necessità di un impegno sociale.

La struttura scenica ricorda quella di una fotografia di famiglia dove il padre è assente e il centro della quotidianità, della casa e delle scelte è la donna, la madre.

Una tragi-commedia sui tempi della guerra, ben costruita, forse più vicina al cinema che al teatro, con attori bravi ed un finale a sorpresa; dalle tinte noir e dalla drammaturgia popolare, spaccato di un teatro che ricorda De Filippo sia per la caratterizzazione dei personaggi che per la scenografia, a cui però manca il “dramma” intenso. Tutto, seppur drammatico risulta più leggero.

 

Teatro Ambra alla Garbatella - piazza Giovanni da Triora 15, Roma

Per informazioni e prenotazioni:

telefono 06/81173900 – 329/4187925, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Biglietti: ridotto €12 (+ 1,50€ di prevendita), intero €15 (+ 2€ di prevendita)

(i ridotti saranno concessi agli over 65 e under 21 che presenteranno il documento al botteghino)

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Marzia Spanu, Ufficio stampa Teatro Ambra alla Garbatella

Sul web: www.ambragarbatella.eu

 

 

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