Ottima rivisitazione teatrale di un film francese molto divertente, “L’apparenza inganna”, scritto da Francis Veber dopo il successo ottenuto con “La cena dei cretini”. Lo presenta il Teatro Nuovo di Milano dal 17 al 29 gennaio, vincendo la scommessa di superare lo schermo col palcoscenico grazie al geniale impianto scenografico ideato da Alessandro Chiti e a due protagonisti irresistibili come Maurizio Micheli e Tullio Solenghi.
La Contrada-Teatro Stabile di Trieste presenta Maurizio Micheli e Tullio Solenghi in L’APPARENZA INGANNA di Francis Veber adattamento di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli regia Tullio Solenghi con Massimiliano Borghesi, Sandra Cavallini, Paolo Gattini, Adriano Giraldi, Fulvia Lorenzetti, Matteo Micheli e Enzo Saturni scene Alessandro Chiti costumi Andrea Stanisci musiche Massimiliano Forza arrangiamenti Fabio Valdemarin disegno luci Bruno Guastini In questa circostanza incontriamo Tullio Solenghi, componente storico dell’indimenticabile trio Solenghi-Marchesini-Lopez, nell’inconsueta veste di regista con esito davvero sorprendente, essendo questa pièce un classico del gioco dei malintesi. Un uomo che fa il contabile in una ditta produttrice di gomma utilizzata soprattutto per produrre preservativi ascolta, non visto, le chiacchiere del direttore del personale che ride proprio di lui insieme a un collega, anticipandone il prossimo licenziamento. Rientra a casa e, disperato e solo dopo la separazione da una moglie aggressiva e anaffettiva, tenta di buttarsi dal balcone di casa. Da qui si innescano tutti i giochi del caso, un gatto che passa sul cornicione, un uomo che grida dall’appartamento di fianco ed ecco che la vita cambia… L’uomo è il nuovo vicino di casa che decide di offrire i propri consigli, essendo psicologo aziendale, all’uomo che non sa più come andare avanti. Gli suggerisce di fingersi omosessuale e di fare in modo che l’eventuale licenziamento possa apparire come uno scandalo, perché chi produce preservativi non può cacciare un omosessuale senza farsi una pessima pubblicità. Il contabile accetta e si cala nella parte in modo ovviamente molto comico, mentre i ruoli degli altri colleghi e dell’unica donna in carriera vengono stravolti dagli eventi, primo fra tutti quello del direttore del personale che finisce col cambiare la propria personalità. Le gag sono innumerevoli e, per quanto a distanza di dieci anni dall’uscita dal film molte siano già entrate nell’immaginario collettivo, eppure hanno comunque un risvolto esilarante e specialmente i tempi e le scene grandiose favoriscono lo svolgimento della trama, assai complessa nei suoi dettagli, creando un costante interesse tra il pubblico. Perfino chi ha già visto il film si è divertito, ho constatato ascoltando i commenti degli spettatori che uscivano da teatro. E francamente ritengo che questo sia un caso di eccellente complessità: oltre ai due grandi protagonisti, sono bravissimi tutti gli attori: Massimiliano Borghesi, Sandra Cavallini, Paolo Gattini, Adriano Giraldi, Fulvia Lorenzetti, Matteo Micheli ed Enzo Saturni. Il modo in cui lo scialbo contabile diventerà un divo televisivo, icona gay, è tutto da assaporare col sorriso sulle labbra. Aver saputo conservare un certo taglio da film permette di considerare l’attualità dell’argomento e riflettere su come, nonostante la nostra presunta modernità, ci siano ancora così tanti tabù e pregiudizi sugli orientamenti sessuali altrui. Tullio Solenghi ha scelto come spalla e protagonista Maurizio Micheli, ottimo attore con lunghissimo curriculum alle spalle, per via di una possibile somiglianza col contabile aziendale, una specie di imbranato che alla fine si riscatta e ritrova la stima del figlio adolescente, della collega per la quale nutriva silenziosamente un debole, uomo mite incapace di incattivirsi nonostante i mille colpi infertigli dalla vita. Il ruolo di Solenghi invece è quello del capo del personale sbruffone, sempre pronto a sfottere il prossimo quanto a mostrarsi un debole appena il potere gli scivola via dalle dita. I costumi sono di Andrea Stanisci, le musiche di Massimiliano Forza sono arrangiate da Fabio Valdemarin e il disegno luci è di Bruno Guastini. Un modo gradevolissimo per trascorrere un paio d’ore in allegria. Teatro Nuovo - piazza San Babila, Milano Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/794026, mail
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Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, sabato della prima settimana di repliche ore 16 e ore 20.45, domenica ore 16 Biglietti: da martedì a venerdì e sabato pomeriggio poltronissima € 36, poltrona € 30, sabato sera e domenica pomeriggio poltronissima € 40, poltrona € 34 Durata: 120 minuti + intervallo Articolo di: Daniela Cohen Grazie a: Lia Chirici, Ufficio stampa VerbaVolant Sul web: www.teatronuovo.it |