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Mostellaria - Teatro Arcobaleno (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Dino De Bernardis   
Mercoledì 25 Gennaio 2012 23:29
Mostellaria

La Compagnia Castalia presenta al Teatro Arcobaleno, Centro Stabile del Classico, dal 13 gennaio al 4 marzo, la famosa e divertentissima commedia latina “Mostellaria” di Tito Maccio Plauto, con adattamento e regia di Vincenzo Zingaro.

 

 

 

 

 

Compagnia Castalia presenta

MOSTELLARIA
(La commedia del fantasma)

di Tito Maccio Plauto

adattamento e regia Vincenzo Zingaro

con Vincenzo M. Battista, Ugo Cardinali, Rocco Militano, Fabrizio Passerini, Cetty Arancio, Camillo Ciorciaro, Erika Puddu

costumi Emiliana Di Rubbo

scene Lorenzo Zapelloni

luci Giovanna Venzi

 

“Parte tutto da lì…”: nello studio della storia del teatro con sempre maggiore convinzione si asserisce da più parti che tutto quello che vediamo nei teatri di oggi non è altro che la derivazione di ciò che più di 2500 anni fa nell’antica Grecia i grandi tragediografi Eschilo, Sofocle, Euripide, piuttosto che commediografi come Aristofane, avevano scritto o meglio inciso sulle tavolette di pietra.

L’affermazione apparentemente semplicistica ha evidentemente un fondo di verità nel fatto che un qualsiasi fenomeno, come avviene un po’ in tutte le forme artistiche, viene sempre influenzato da quelli che lo precedono.

E nel teatro questo è ancora più vero, forse perché più di ogni altra forma artistica deve avere a che fare direttamente con il materiale umano che, sebbene viva anch’esso di mutabilità subordinato alle leggi dell’evoluzione, comunque si troverà a convivere sempre con quelle forze primigenie come la passione, l’amore, la paura e la speranza, che lo accompagneranno in tutta la sua esistenza.

Ed ecco che, di quei maestri greci, lo stesso Plauto acquisisce i temi, le dinamiche, le regole di scrittura drammaturgica coniugandoli con la farsa atellana, forma artistica autoctona, dando vita a quel genere che verrà chiamato “fabula palliata”, ovvero un genere propriamente latino che rielabora le opere della Commedia nuova greca.

Ed è in questo contesto che si inserisce la “Mostellaria (La Commedia del Fantasma)”,  una delle commedie di Plauto più fortunate, che si ispira ad una delle trame più vivaci offerte dalla Commedia attica nuova ovvero il “Phasma” di Filemone.

I temi ed i personaggi presenti, dal senex (il vecchio) all’adulescens (il giovane innamorato) fino al servus callidus (il servo astuto) verranno riproposti, legati da un unico filo conduttore, in tutta la storia del teatro passando da Machiavelli, Shakespeare, Molière e Goldoni fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ovviamente declinati in forme e sviluppi psicologici diversi a secondo delle realtà culturali e sociali del momento, ma comunque sempre mossi da quelle energie vitali connaturate alla realtà umana quali elementi strutturanti di maschere viventi, in grado di attraversare i secoli in quanto ispirate a prototipi e tipologie senza tempo.

L’intreccio della “Mostellaria” si fonda sul tentativo di Fiordamore, figlio del ricco mercante Azzeccatutto, di nascondere al padre, nel frattempo rientrato all’improvviso da un lungo viaggio in Egitto, la dissolutezza con la quale aveva condotto la propria vita in sua assenza organizzando banchetti e incontri lussuriosi e dilapidando in questo modo l’intero patrimonio familiare. In “aiuto” di Fiordamore interverrà l’astuto servo Trappola che nel tentativo di nascondere la verità farà credere ad Azzeccatutto che la casa è invalicabile, in realtà piena di ospiti, in quanto è infestata da un fantasma vittima di un antico e malvagio delitto. Da qui si inanelleranno una serie di bugie che in una interminabile successione di fraintendimenti, equivoci e malintesi produrranno situazioni di grande impatto comico, fino ad arrivare alla soluzione finale con relativo perdono che ristabilirà l’ordine precedentemente perso.

Il continuo rovesciamento dell’ordine costituito con sorprendenti ribaltamenti dei ruoli originariamente assegnati dal destino, rappresenta in realtà una costante stilistica di tutta la drammaturgia teatrale classica, nella quale il palcoscenico si propone come “zona franca” in cui, a similitudine dei Saturnali e dei riti dionisiaci, tutto si rimescola in un convulso alternarsi tra stasi e confusione per poi addivenire ad un rinnovato ordine, visto come risposta ad un bisogno ineluttabile dell’uomo, ovvero quello di controllare e dominare la forze scatenanti del Caos.

Gli attori si dimostrano tutti particolarmente brillanti e in possesso di grande doti mimiche ed interpretative, in alcuni casi cimentandosi in più di un personaggio nel corso della rappresentazione. Ottimi i ritmi ed i tempi comici sostenuti dalla grande versatilità dell’intera compagnia, che offre al pubblico uno spettacolo avvincente e gradevole; tuttavia una particolare menzione va rivolta a Vincenzo M. Battista, che ha vestito magistralmente i panni del  Servo, grazie anche alla sua vulcanica simpatia napoletana, e a Camillo Ciorciaro interprete di due personaggi, Fiordamore e Fiaccola, nei quali ha profuso energia ed entusiasmo dando prova di possedere, oltre ad una grande presenza scenica, anche una notevole spigliatezza comica. Effervescenti doti naturali evidenziate in particolare nell’interpretazione del Fiaccola in cui si è cimentato, con grande disinvoltura, in incursioni comiche, coinvolgendo direttamente il pubblico con garbo ed eleganza.

 

Teatro Arcobaleno - via F. Redi 1/a, 00161 Roma (via Nomentana, angolo viale Regina Margherita)

Per informazioni e prenotazioni:

telefono 06/4402719 – 320/2773855, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17.30

Biglietti: intero euro 18, ridotto euro 15 (Metrebus, Bibliocard, Carta per due, Cral, Over 65), ridotto euro 12 (Studenti)

 

Articolo di: Dino De Bernardis

Grazie a: Ufficio stampa Serena Grandicelli

Sul web: www.teatroarcobaleno.it

 

 

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