Dal 18 al 29 gennaio. Con la consueta inarrestabile ironia, sferzante ed intelligente, e la capacità di instaurare con il pubblico un’alchimia particolarissima, Lella Costa conquista la platea del Teatro Carcano con una pregiata rivisitazione di alcuni tra i suoi monologhi più celebri, mantenendo ovviamente lo sguardo saldamente ancorato all’attualità.
Produzione IRMA Spettacoli presenta Lella Costa in ARIE di Lella Costa, Massimo Cirri, Giorgio Gallione regia Giorgio Gallione costumi Antonio Marras luci Marco Elia Sta in platea mentre calano le luci, sipario ancora chiuso e sorprende il pubblico che ancora rumoreggia a teatro stracolmo: appare sotto l’occhio di bue all’improvviso, cantando e volteggiando quasi leggiadra tra gli spettatori finché sale sul palco, si siede sul proscenio e annuncia: “Non preoccupatevi, questa è l’unica canzone. Non intendo farvi fuggire con la mia voce”. Lella Costa ha eseguito un brano in inglese traducendolo in simultanea e commentandolo, usando come al solito il suo stile di eloquio ‘a valanga’: lei inonda di parole chi l’ascolta ma poiché dice cose intelligenti, sensibili e spesso divertenti, tutti restano inchiodati ad ascoltarla, per poi applaudirla estasiati. E non era male neppure la canzone, la sua voce è un po’ roca ma intonata, buon pretesto per parlare di “Arie”, il titolo del suo spettacolo. Non che voglia ‘darsene, di arie’, ci tiene a ribadire, ma stasera userà “tante arie per ricordare momenti del passato”, poiché di solito così si definiscono brani musicali piuttosto antichi. Si definisce una ‘soubrette’ e si addentra nel racconto di come, a marzo 2010, l’abbiano premiata proprio al Conservatorio di Milano per via della “centralità dell’elemento musicale nei suoi spettacoli”. Infatti da anni questo è sempre più vero, Lella ha accostato sempre più alle sue recitazioni una colonna sonora che rendesse le affabulazioni più gradevoli, più sincronizzate ai contenuti, due componenti che si sono trasformate col tempo in un insieme piacevole e unico. Chi l’ha seguita ai suoi esordi da cabarettista, su piccoli palchi di periferia, forse non notava l’assenza di suoni tante erano le parole che Lella Costa pronunciava a raffica, sempre sorridente, polemica, ironica e tagliente. E’ così pure adesso, ma gli anni l’hanno maturata, parla di figli che crescono, di memoria e oblio, snocciola citazioni colte e sempre allusive. “Senza la musica la vita sarebbe un errore” dice, ricordando che non è una battuta di Moccia ma di Nietzsche. E via di questo passo, cita ormai pure se stessa tornando sui suoi spettacoli passati, gli innumerevoli monologhi che l’hanno resa un punto di riferimento sull’attualità, una specie di Giorgio Gaber in gonnella e soprattutto ancora in vita, capace quindi di riferirsi “all’aria pulita che finalmente potremo presto respirare perfino a Milano”, provocando uno scroscio di applausi forse inatteso, viste le polemiche dovute a tre giorni di ‘Area C’, sciopero dei tassisti e aumento della benzina. Ma i milanesi, specie a teatro, sono imprevedibili. E quando Lella ricorda quali musiche hanno accompagnato i suoi recital passati, molti sanno e sorridono, altri si chiedono se ci saranno mai delle ripetizioni. Già, perché questa infaticabile artista ha coagulato attorno a sé personaggi quali Paolo Fresu, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Furio Li Castri, Paolo Damiani, Danilo Rea, Antonello Salis, Bebo Ferra, Ruggero Laganà, Giorgio Mezzanotte e Rosetta Cucchi, tutti dal vivo per non parlare delle colonne sonore con Tom Waits, Paolo Conte, Fabrizio De Andrè e altri ancora. Ci racconta ancora di Alice, personaggio di un suo felice spettacolo in cui la bambina creata da Lewis Carroll diventa la donna di ogni tempo, sempre disposta a cambiare per accontentare altri, farsi accettare sia grande che piccola e vivere nel ‘Paese delle meraviglie’ come ‘Oltre lo specchio’, ovvero nel mondo alla rovescia. Brillante e seduttiva, Lella Costa ripropone pensieri e ragionamenti, costringe a riflettere su cose serie ma a sorpresa fa scoppiare a ridere con battute fulminanti. Se il Teatro Carcano, che presenta “Arie” fino al 29 gennaio, era esaurito la sera del debutto, anche le altre serate saranno colme di persone che non si stancano d’ascoltarla, per analizzarsi un po’ e ridere allegramente. In platea ho visto Umberto Eco, altri personaggi del mondo della cultura e la protagonista, nel chiudere, ha ringraziato, citandoli, i suoi tanti collaboratori e il regista Giorgio Gallione, salito sul palco tra l’altro con l’autore Massimo Cirri e lo stilista Antonio Marras, che le crea gli abiti di scena e l’ha abbracciata e sollevata da terra come fosse stata una ragazzina. E’ a questo punto che l’attrice ha ringraziato tutti gli spettatori tra cui il sindaco di Milano aggiungendo, con tono da ‘Attimo fuggente’, dove si cita ‘capitano, mio capitano’, ricordate? Ha detto Lella Costa: “Sono felice non solo perché stasera è venuto il sindaco, ma il MIO sindaco!” e ha stretto le mani sul cuore inchinandosi con un sorriso smagliante. Anche qui gli applausi si sono sprecati, a dimostrazione che l’idillio fra milanesi e nuova giunta continua. Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/55181377 – 02/55181362 Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 15.30, lunedì riposo Biglietti: platea intero €34,00 – balconata intero €25,00 Durata: 1 ora e 35 minuti Articolo di: Daniela Cohen Grazie a: Ufficio stampa Teatro Carcano Sul web: www.teatrocarcano.com |