Dal 17 al 29 gennaio. Il Teatro Filodrammatici apre il nuovo anno con la prima di tre prime nazionali in programmazione. Definirlo un collage è riduttivo, una sintesi diminuitivo. E’ una reinterpretazione fusionale, attualizzata nello spirito, fedele come l’attore che gioca il ruolo facendo rivivere un personaggio senza imitarlo nei tratti esteriori. “Cechoviana” è un racconto per quadri del mondo di Cechov nel quale riecheggia l’arte e la filosofia, il mood del grande drammaturgo russo, senza arrivare alla citazione. Curata la scenografia e i costumi, in un viaggio nella provincia russa, senza diventare quadretto.
Co-produzione TEATRO Ma - Teatro Filodrammatici con il sostegno Accademia dei Filodrammatici presenta CECHOVIANA tratto dai racconti di Anton Cechov ideazione e regia Karina Arutyunyan con Sonia Burgarello, Riccardo Buffonini, Luigi Celotti, Sara Drago, Giancarlo Latina, Michele Mariniello, Marta Ossoli, Luigi Rausa, Giuseppe Salmetti, Carla Stara, Giulia Viana spazio scenico Agnese Bellato costumi Lidia Meneghini coreografie a cura di Franco Reffo collaborazione artistica CTRLZAK Art & Design Studio realizzazione scene Davide Bassani e Agnese Bellato Confermando la sua vocazione di teatro di produzione, nei prossimi tre mesi il Filodrammatici vede alternarsi la nuova produzione, “Il Processo di K”, e due co-produzioni, “Cechoviana” e “Per favore niente eroi”. Dal 17 al 29 gennaio 2012 è in scena in prima nazionale, proprio “Cechoviana” tratto dai racconti di Anton Cechov, ideazione e regia di Karina Arutyunyan, co-produzione Teatro Filodrammatici e TEATRO Ma, con il sostegno dell’Accademia dei Filodrammatici. “Cechoviana” nasce dalla collaborazione tra l’Accademia dei Filodrammatici e il Teatro Filodrammatici, impegnati nel sostegno alla giovane compagnia emergente TEATRO Ma, formata dai neo-diplomati del corso attori che allestiscono uno spettacolo tratto dai racconti brevi dell’autore: Un’Imprudenza, La Consorte, Il Diario di un aiuto contabile, La Corista e Il Cacciatore. Mentre il pubblico si accomoda gli attori-personaggi sono già in scena immobili come manichini e poi piano piano si animano, con piccoli gesti, qualcuno cambia posizione; spolvera un quadro, sposta un mobile, mette a posto una sedia. Quando il sipario si chiude gli attori, tra gli applausi continuano a muoversi, a ripetere frasi duettando: ormai si sono trasformati nei loro personaggi e li si immagina uscire vestiti con gli abiti di scena. C’è un’immersione senza forzature nel mondo di Cechov, un racconto di racconti, dove affiorano qua e là ricordi di storie dell’autore, di personaggi, di luoghi, ma soprattutto aleggia il suo spirito, lontano dalla citazione e anche dalla ricombinazione di stralci di pièce confezionate. C’è il tentativo coraggioso, che forse solo un regista russo può fare, conoscendo nell’intimo la lingua e il sentire del drammaturgo, in grado di far rivivere l’atmosfera un po’ rarefatta e stantia, fatta di apparenze e convenzioni di quell’ambiente. La scenografia è particolarmente curata e ricorda nella minuzia e ad un tempo per l’essenzialità, lo studio di un fotografo del primo Novecento. Spostando, facendo entrare ed uscire pochi oggetti e molti ‘attrezzi’ di scena, cambiano gli ambienti e gli interni non diventano angusti perché i personaggi sfruttano la platea e le scalette laterali per dilatare la scena, trasportandola nella strada. La narrazione si svolge in una piccola, remota e sonnolente città di provincia russa della quale alla Storia saranno consegnate soltanto le foto dei ritratti di alcuni suoi abitanti, appese alle pareti della scena. Una sera d’autunno inoltrato si festeggia il battesimo di una neonata, la figlia di un contabile. Questo lieto evento pone inaspettatamente inizio a uno sconvolgimento della vita abituale dei suoi partecipanti. In meno di ventiquattro ore accade l’imprevedibile: falliscono matrimoni, amicizie, amori, gli schemi si infrangono. Tradimenti, menzogne, truffe e corruzione arrivano alla superficie. Affiorano verità scomode rischiando di mandare in rovina l’assetto piccolo borghese di questo mondo fino ad un suicidio. Poi d’improvviso tutto si rovescia con un ritorno alla rassicurante e ordinaria quotidianità. Non c’è rinuncia, ripiegamento in questa accettazione della misura, delle regole o meglio della regolarità, che alla fine sembra premiare. Non è un caso che la governante della casa del protagonista, che si definisce candida, è l’unica a non aver subito sconvolgimenti dopo il battesimo, al quale non va perché si addormenta. Così anche un incidente determinato dalla gola, il vizio del bere che spinge il protagonista ad aprire furtivamente un armadietto per prendere della vodka sottraendo la chiave alla cognata-badante, non porta alle conseguenze estreme: l’inganno dell’inganno – la bottiglia del distillato è stata scambiata con il petrolio per la lampada, rivelatosi fortunatamente fasullo perché il negoziante ha imbrogliato la ragazza. In conclusione il povero malcapitato si salva. E sarà proprio lui a impartire non senza una certa ironia una lezione di buon senso. Alla fine gli uomini vanno preservati dalle tentazioni, magari anche solo con una tassa sugli alcolici o il divieto di venderli. Al di là dell’ambientazione e della contestualizzazione, lo spirito del drammaturgo è ancora godibile, nel suo dolce-amaro. Così come lo spettacolo risulta brillante senza essere faceto. Karina Arutyunyan, musicista, attrice e regista, si forma alla scuola teatrale russa. Ha fatto parte di uno dei primi teatri indipendenti dell’ex URSS. Dal 1999 vive e lavora in Italia. E’ docente di recitazione presso Accademia dei Filodrammatici e Accademia Teatrale Veneta, professore del Corso di Laurea Triennale presso lo IUAV, Venezia. Fra altri ha collaborato con Teatro Due di Parma, Teatro Stabile di Torino, Gran Teatro La Fenice. Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, Milano Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail
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Orario spettacoli: martedì ore 20.45, mercoledì ore 19.30, giovedì, venerdì, sabato ore 20.45 Biglietti: martedì, mercoledì, giovedì intero 14 euro, ridotto convenzionati 12 euro, under 18/over 65 8 euro; venerdì, sabato, domenica intero 20 euro, ridotto convenzionati 14 euro, under 18/over 65 10 euro Articolo di: Ilaria Guidantoni Grazie a: Valentina Ludovico, Ufficio Stampa Teatro Filodrammatici Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu |