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Roma: Singolare, femminile - Accènto Teatro (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Lunedì 16 Gennaio 2012 23:52
Roma Singolare Femminile

Dal 12 al 22 gennaio. “Roma: Singolare, femminile”, un viaggio nella storia di Roma vissuto e portato avanti da voci femminili, da personaggi simbolici, ostacolati, misteriosi, ambigui ma simbolo della città eterna. Lo spettacolo, scritto da Angela Di Noto e Pascal La Delfa che ne cura anche la regia, ritorna all’Accènto Teatro, incastonato nel quartiere di Testaccio, dopo aver registrato il tutto esaurito alla manifestazione “Roma in Scena” presso il Museo di Roma in Trastevere.

 

 

Accènto Teatro presenta

ROMA: SINGOLARE, FEMMINILE

Le donne che hanno fatto grande la storia della città eterna

di Pascal La Delfa e Angela Di Noto

regia Pascal La Delfa

con Annalisa Aglioti, Paola Borgia, Gilberta Crispino, Alessandra Flamini, Maria Flora Giammarioli, Emanuela Vittori

 

In scena per ripercorrere un viaggio nel tempo e nello spazio di una città ricca di leggende, di guerre, di potere, di politica: il fantasma della Papessa Giovanna, personaggio leggendario della Roma medievale; l’avvocatessa Afrania, prima femminista della storia romana; le sante del Cristianesimo, Cecilia e Prassede; Donna Olimpia Maidalchini, l’esecrata “Pimpaccia de Piazza Navona” del Rinascimento; la potentissima e seducente Paolina Borghese, sorella di Napoleone; le donne che accolsero i soldati della Breccia di Porta Pia e della seconda guerra mondiale; l’attrice simbolo della romanità per eccellenza, Anna Magnani. Narratore onnisciente e trait d’union tra le varie storie è la voce di Elsa Morante, donna e scrittrice controversa, amata ed odiata. Vicina e parallela al mondo teatrale. Quella raccontata dalla scrittrice è un’altra storia, una storia che scorre sullo schermo dietro le attrici, con una voce off. Una voce “sincopata”, malinconica e allo stesso modo forte e decisa.

Grazie al racconto delle donne, prendono contestualmente vita personaggi maschili come Cesare e Marcantonio, Papa Innocenzo X e Papa Pio IX, Bernini e Borromini, Canova e Michelangelo, Visconti e Pasolini.

Uno spettacolo veramente interessante dal punto di vista registico, una vera e propria macchina curata con certosina attenzione in cui la scenografia e le sue continue varianti si adattano e valorizzano ogni minimo particolare del piccolo Accènto Teatro.

La costruzione scenica è arricchita da un ottimo disegno luci. Un disegno luci preciso, co-protagonista in ogni scena e in grado di conferire profondità ad uno spazio scenico che ne ha pochissima.

Le storie narrate, una dietro l’altra, con un continuo cambio di ritmo e registro, dal drammatico al brillante, danno allo spettatore la sensazione e la possibilità di calarsi continuamente in un’epoca diversa e di poter entrare nel vissuto della protagonista. Un recitato serrato, quasi privo di respiri, inizialmente allontana lo spettatore per poi invece aiutarlo ad entrare nella narrazione di ogni singolo racconto, come fosse l’unico canale per non farlo volare con la mente e prendere le distanze.

Tra i pezzi, tutti molto belli, perché curati nei minimi dettagli, dai costumi all’interpretazione, dallo studio del personaggio alla presenza scenica, segnaliamo in particolare: una credibilissima Anna Magnani, donna umana nella sua fragilità e sofferenza, nel suo essere attrice e allo stesso tempo semplice; una Papessa Giovanna spettrale, diafana, voce di ciò che in nome della Chiesa si è fatto e si è in grado di fare, quasi asettica nella narrazione della sua vita, così fredda e glaciale da immergere lo spettatore nel clima dell’epoca; una Pimpaccia de Piazza Navona, Donna Olimpia Maidalchini, bellissima nella sua cattiveria, forte nel suo essere donna, donna di potere, capace di mutare radicalmente la strada a cui la vita l’aveva destinata; una Santa Prassede simpaticissima ed ironica nel suo dialogare con Santa Cecilia.

Uno spettacolo da vedere, da diffondere, da far conoscere.

Abitare a Roma, spesso equivale anche a non conoscerla molto, a non sapere nulla della sua storia e delle sue leggende; eppure Roma, oltre ad essere una città bellissima, è una città ricca di racconti, tradizioni e misteri. Questo lavoro permette in un’ora e trenta di avvicinarsi un po’ a quel mondo che vive in ogni chiesa, in ogni rudere, in ogni pietra e in ogni angolo della città eterna. Di innamorarsi della sua storia e delle sue leggende e anche delle sue donne, di quelle donne che ne hanno caratterizzato e segnato le varie epoche.

Seppur la storia di Roma sia eminentemente la storia di uomini, delle loro gesta, del loro potere, della loro grandezza e delle loro cattiverie e follie, in ogni epoca vi è stata una grande donna, una donna che ha permesso alla sua voce di uscire dallo sfondo a cui era relegata dalla società.

La capacità interpretativa di queste attrici, guidate da una mano registica trasparente ma decisa, ha reso giustizia ad ognuna di queste figure femminili, trascinandole in una verità e in una vita senza tempo e in un unico spazio: Roma.

In uno spettacolo così curato, opinabile solo la scelta di effettuare alcuni movimenti per il cambio di scena in contemporanea con il filmato e senza musica, in quanto distolgono completamente l’attenzione dello spettatore dalle parole del video e dalle immagini che sono molto belle, facendo perdere in questo modo la stessa storia.

 

Accènto Teatro - via Gustavo Bianchi 12/a (Testaccio)

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/57289812

Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Biglietti: intero 12 euro, ridotto 9 euro

 

Articolo di Laura Sales

Grazie a: Ufficio stampa Rocchina Ceglia

Sul web: www.accentoteatro.com

 

 

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