Dal 12 al 29 gennaio al Teatro Vittoria “Serata del disonore – verso un’autobiografia non autorizzata”. Paolo Rossi racconta le esperienze di una vita, la propria, mostrando la capacità di fare ironia anche sui momenti più difficili e divertendo il pubblico.
Produzione La Corte Ospitale presenta SERATA DEL DISONORE - verso un’autobiografia non autorizzata di e con Paolo Rossi musiche eseguite dal vivo da Emanuele Dell'Aquila, Francesco Arcuri fonico Mario Ordine luci Iacopo Betrand Lottieri direzione artisitica Walter Zambaldi organizzazione Giulia Guerra Lo spettatore, appena entrato in sala e subito dopo aver gettato uno sguardo al palco, potrà capire che la “Serata del disonore” sarà un racconto graffiante e irriverente. Quello tracciato da Paolo Rossi al teatro Vittoria è un profilo non ortodosso e sopra le righe, autobiografia di un personaggio quasi bohèmien che non rinuncia a fare ironia traendo spunto dalle esperienze più dure dagli esordi fino all’alcolismo, spazzandole come in un tour distorto, spumeggiante e volutamente iperbolico. Lo stesso commenta “Le serate d'onore erano, nel secolo scorso, spettacoli in cui gli artisti celebravano il meglio del proprio repertorio e della propria vita vissuta in teatro. Qui nella Serata chiamata del Disonore, è tutto il contrario: […] mi presenterò sul palco, in pasto al pubblico, in un evento teatrale dal vivo, in 4D”. “Serata del disonore – verso un’autobiografia non autorizzata” è uno spettacolo senza personaggi costruito momento per momento sul palco e in sala. Il pubblico è invitato a interagire, è canzonato, è chiamato in prima persona. L’attore fonde tutti questi espedienti, usati anche nel precedente spettacolo “Mistero buffo”, per sottolineare che il teatro è “partecipazione”, è vivo e non ci sono barriere al suo interno, in opposizione allo schermo della televisione, scatola nera in cui si creano miti e in cui si condanna un attore dopo una o due stagioni. Paolo Rossi plasma la serata come argilla scegliendo i pezzi di volta in volta e improvvisando alcuni momenti per sostituire alla classica scaletta un canovaccio: il risultato progettato consiste in un insieme eterogeneo di istantanee della propria vita e satira politica. A riflettere la «crudezza e nudità» metaforiche con cui l’attore si rivelerà sulla scena e per sottolineare il carattere beffardo e irrisorio dello spettacolo, in primis la scelta scenografica di abbattere tutti i fondali per svelare totalmente lo spazio – e se stesso- e mostrare un tavolaccio, lampadine, cavi, interruttori e altri oggetti come per trasformare il palco in un camerino. Oltre alla presenza di Paolo Rossi come attore, comico e cantautore, sul palco anche il giovane Francesco Arcuri che aggiunge un elemento di novità nel ruolo di suonatore di sega da falegname e polistrumentista, e il chitarrista Emanuele Dell’Aquila che collabora con Rossi da oltre dieci anni a progetti multimediali e frequentemente anche come spalla. «Per i satirici d'ora in poi siano pubblici i vizi e, per favore, restino assai private le virtù. Prosit.» Parola di Paolo Rossi. Teatro Vittoria - piazza di Santa Maria Liberatrice 8, Roma Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5740170 - 06/5740598, mail
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Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30, pomeridiane anche di martedì e mercoledì (per maggiori informazioni chiamare il botteghino del Vittoria) Articolo di: Alice Palombarani Grazie a: Ufficio stampa Teatro Vittoria Sul web: www.teatrovittoria.it |