Al Teatro Sette fino al 15 gennaio è in scena una commedia divertente, ironica, ed al tempo stesso cinica e per certi versi grottesca, “Il Geco”. Il geco è un animale che a seguito della perdita della coda ha la capacita di rigenerarla in tempi relativamente brevi, questo è lo spunto per introdurre quattro storie di altrettante coppie che per motivi diversi si trovano tutte a dover fare i conti con momenti particolari della propria vita.
Fabrizio Ripesi e Tina Guacci in collaborazione con l’Associazione Culturale Nomen Omen presentano IL GECO (è sempre una questione di coda) scritto e diretto da Fabrizio Ripesi e Tina Guacci con Sara Andreoli, Carlo Cinque, Valeria De Angelis, Francesco D'Ignazio, Mario Lucarelli, Fabrizio Ripesi, Barbara Russo, Danilo Zuliani musiche originali composte dai Full Moon soggetto Fabrizio Ripesi e Federico Mancini costumi e scene Anthony Rosa luci e audio Mauro Boninfante aiuto regia Matteo Scarfò Tutte le storie sembrano arenarsi in situazioni senza via d’uscita; lo sviluppo drammaturgico vede intrecciarsi sullo stesso palco le coppie e le loro storie che si susseguono in un montaggio alternato di tipo cinematografico efficace e coinvolgente, mantenendo così lo spettatore costantemente in attesa degli sviluppi sempre imprevedibili.
Declinati con grazia ed intelligenza, gli intrecci risultano essere caratterizzati da dialoghi sagaci ed al tempo stesso profondi, grazie alla bravura della coppia di autori e registi Fabrizio Ripesi (anche interprete) e Tina Guacci, il tutto accompagnato dalle musiche originali composte dai Full Moon che ottimamente scandiscono i cambi scenici ed emotivi della narrazione. Alla fine, ancorché i personaggi vengano descritti con le tipiche dilatazioni comportamentali che una commedia richiede, la sensazione è che in loro ci sia qualcosa che ci appartiene: come il senso di precarietà che ci pervade costantemente, accompagnato da un’analoga voglia di combatterla per rigenerarsi, proprio come la coda del nostro simpatico “Geco”. Ecco allora che lo spettatore si confronterà con la storia del disperato Gianni, interpretato da Carlo Cinque, senza lavoro e senza una fissa dimora, che è costretto a condividere uno squallido sottoscala con Paride, interpretato da un ottimo Danilo Zuliani, bizzarro quanto inoffensivo posteggiatore che periodicamente si rifugia nei colloqui con il proprio calzino, visto, forse, come unico interlocutore affidabile in una società la cui spietatezza fagociterebbe senza alcun appello la sua ingenuità. Per poi passare alla tragica storia di Nina, interpretata da Sara Andreoli, che si trova da venti anni su di una sedia a rotelle a causa di un incidente procurato dalla sorella Giulia, interpretata da una sorprendente Barbara Russo, che presa dai sensi di colpa l’accudisce avvilendo sempre più la propria identità; ad ogni tentativo di indipendenza della generosa Giulia la sorella Nina non perde occasione per farle riemergere quei sensi di colpa mai sopiti, al solo scopo di non vedersi abbandonata.
La terza storia è quella di Paolo (interpretato da un ipocondriaco Mario Lucarelli) e Marta (interpretata da Valeria De Angelis, che alterna momenti di tenerezza e passionalità a momenti di freddezza e malignità), che dopo dodici anni di matrimonio saranno alle prese con le tipiche crisi di apatia affettiva; e tra ripicche e tentativi di riavvicinamento non trovano di meglio, per rinvigorire il proprio rapporto sentimentale, che affidarsi a rimedi che si dimostreranno peggiori della causa. Fino ad arrivare all’ultima coppia, costituita da due fratelli, Cosimo (interpretato da Francesco D’Ignazio) che ha il dono di prevedere la morte improvvisa delle persone, e suo fratello Germano (interpretato dallo stesso autore e regista Ripesi) che tra tic e discorsi ossessionati, approfitta della capacità del fratello cercando di raccogliere cinicamente quanti più clienti possibili per la ditta di pompe funebri dove è impiegato. Insomma tutte le storie sembrano trovarsi sull’orlo del precipizio, ma proprio quando tutto sembra volgere al peggio ecco che, come la coda del nostro simpatico geco, nasce in ognuno di loro, forse quale effetto inconsapevole dell’istinto di sopravvivenza, lo spunto per una rigenerazione collettiva che aprirà a nuovi orizzonti i percorsi delle nostre coppie. Teatro Sette - via Benevento 24, 00161 Roma Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/442.36.382 Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18 Biglietti: interi € 16, ridotti € 13, universitari e over 65 € 13, gruppi da 10 € 11 Articolo di: Dino De Bernardis Grazie a: Ufficio stampa Francesco Caruso Litrico Sul web: www.teatro7.it - www.facebook.com/geco.teatro |