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Storie di Pane - Teatro Furio Camillo (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Giovedì 12 Gennaio 2012 20:17
Storie di Pane

Dal 6 all’11 gennaio. Uno spettacolo sul tema del pane: quella mistura di farina, acqua, lievito, sale e….quell’ingrediente segreto che appartiene ad ognuno di noi e cambia forma, colore e sapore a seconda della personalità di chi impasta e che, come per magia, evoca al suo solo odore mondi lontani e vicini, ricordi, tradizioni familiari, della terra di origine.

 

 

La compagnia Il NaufragarMèDolce presenta

STORIE DI PANE

Siamo tutti della stessa pasta

scritto, diretto ed interpretato da Chiara Casarico e Emanuela Bolco

supervisione registica Tiziana Scrocca

scenografia Tania Cipolla

organizzazione Laura Gentile

 

Il pane è forse l’alimento base della nostra cultura gastronomica come la cucina, il centro della vita della famiglia. Quando il pane manca, si fa la fame; il pane non si butta…è peccato…attorno al pane, nascono le filastrocche e le storielle che si tramandano di generazione in generazione, sempre uguali a se stesse ma con l’aggiunta o la diminuzione di particolari; grazie al pane, molti dei ricordi più intimi continuano a rimanere in vita e a non finire nel dimenticatoio.

Il pane è memoria; è la nostra memoria, la storia della nostra famiglia e il ritmo del nostro stare al mondo.

Nulla come il pane è così vicino al veicolo della memoria; appartiene al mondo dell’infanzia, alle mani che ci hanno cullato, agli odori che sono di casa, alle storie e ai racconti dei nonni, delle madri.

Il pane, quel piccolo fagottino simile ad un bambino da tenere tra le braccia, da riscaldare quando ha freddo, da cullare; quel fagottino a cui raccontare storie, storie che a volte non raccontiamo neanche alle persone a noi più vicine; a cui canticchiare canzoni popolari; con cui piangere nei momenti tristi.

Il pane è parte di noi, della nostra famiglia, della nostra storia personale, di ciò che ci accompagna ogni giorno.

Il testo è scritto, diretto ed interpretato dalle stesse attrici, Chiara Casarico e Emanuela Bolco: un testo-collage di storie diverse, vissuti differenti, luoghi e tradizioni ma con un unico comun denominatore di fondo: l’evocazione dei ricordi legati alla manipolazione del pane in cucina, dei forni e dei fornai nei paesi e nelle città di origine.

Ogni pane ha una storia, racchiude un Io narrante; ogni pane ha una forma e un volto racchiusi nell’impasto; ognuno ha il suo pane che è simbolo di contatto, di affetto e amore.

Un testo e una messa in scena dai toni comici, dal ritmo veloce con una leggera malinconia e nostalgia di fondo.

Le due attrici in scena rompono continuamente la quarta parete, escono dal mondo confidenziale della cucina, dell’ambiente femminile per eccellenza dove avvengono le confessioni più intime, e contattano gli occhi del pubblico, i suoi ricordi, il suo divenire parte del mondo delle donne, lasciare le sue poltrone ed entrare in cucina, avvicinarsi all’impasto del pane e lasciarsi rapire dal suo odore; e ci riescono….dopo un’ora di spettacolo con il taglio del pane e l’offerta di un pezzo di questo ad ogni spettatore si entra in cucina e si esce dallo spettacolo.

In realtà, dallo spettacolo si esce molto prima: immediatamente, in questa confidenza si perde la sensazione di essere a teatro e si torna un po’ bambini, seduti in cucina o a giocare in cameretta o in salone incuriositi dalle “chiacchiere” in cucina e in attesa di rubare dal tavolo un pezzo di pane caldo.

Uno spettacolo dall’atmosfera familiare fatto di canzonette e canzoni tradizionali, di scambi di storie; leggero e allo stesso tempo nostalgico di qualcosa che sembra ormai solo nei ricordi e non nel presente…anche se il pane caldo è qualcosa che chiama ognuno di noi. Difficile rimanere indifferenti.

Molto belle ed evocative alcune immagini dello spettacolo, in particolare “la camminata delle scarpe sul tavolo”; una camminata che conduce lontano, oltre le parole delle attrici, oltre i confini del detto e dell’agito e prende una vita tutta sua tra la gioia e il dolore dei racconti della guerra, della povertà, delle dittature…

Dall’inizio alla fine lo spettatore si sente accolto; due donne, in cucina impastano il pane e raccontano storie….e con il pane in mano si esce dal teatro.

In cucina si narrano le storie di panettieri, fornai, paesani, familliari, gente comune, storie legate al pane, storie nazionali e storie di tradizione straniera. Le due attrici si cimentano nel ricreare gli accenti esteri e regionali dando così allo spettacolo una nota comica e leggera.

Uno spettacolo che decolla piano piano, che cresce momento dopo momento…all’inizio sembra un po’ meccanico e privo di anima ma con lo scorrere delle parole diviene intimo e l’atmosfera si fa densa.

Uno spettacolo che ha in sé la forza della semplicità della nostra storia nazionale; il popolo italiano è semplice come il suo alimento base, il pane, seppur in apparenza complesso ed eterogeneo. Un popolo che cerca di staccarsi dalle proprie origini ma che si lascia emozionare ogni qual volta la memoria trova il suo canale per apparire; basta uno stornello, un odore, un tavolo da cucina di legno, un “matterello” e due mani che impastano.

 

Teatro Furio Camillo - via Camilla 44 (M Furio Camillo), 00181 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/7804476

Orario spettacoli: tutti giorni ore 21, domenica ore 18

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro (tessera 2 euro)

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Rocchina Ceglia, Ufficio Stampa MixTape

Sul web: www.teatrofuriocamillo.it

 

 

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