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Lo Schiaccianoci - Auditorium della Conciliazione (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Ilaria Guidantoni   
Venerdì 06 Gennaio 2012 23:28
Lo Schiaccianoci

Dal 4 al 7 gennaio. Lo Schiaccianoci diventa fiaba moderna e metropolitana, pur in una strana sospensione, pronto a schiacciare e sgranocchiare i sogni di bambini, non più incantati. Uno spettacolo televisivo, con un ammiccamento al varietà, annunciato da un primo tempo che vira verso la favola dark. Clara è una danzatrice su misura del personaggio che sembra a lei ispirato.

 

 

Luciano Carratoni presenta

LO SCHIACCIANOCI

regia e coreografia di Mario Piazza

nuovo libretto ed elaborazione drammaturgica di Riccardo Reim

con la partecipazione straordinaria di Andrè De La Roche (nel ruolo di Schiaccianoci/Fata Confetto), Josè Perez (nel ruolo di Fritz/Principe), Azzurra Schena/Claudia Vecchi (nel ruolo di Clara)

con i danzatori dell’ Ente Nazionale del Balletto - Balletto di Roma

 

Ritorna all’Auditorium Conciliazione a Roma dal 4 al 7 gennaio “Lo Schiaccianoci” con la partecipazione straordinaria di Andrè De La Roche nel ruolo di Schiaccianoci/Fata Confetto, la drammaturgia di Riccardo Reim, la regia e la coreografia di Mario Piazza. Lo spettacolo, pur proponendo rigorosamente la partitura musicale di Cajkovskij, è stato profondamente rielaborato dal punto di vista drammaturgico e nel primo tempo invita ad una rilettura noir del racconto di Natale per antonomasia della danza. In Italia ha debuttato nel 1938, divenendo presto un balletto popolare e il pubblico che lo segue dimostra di voler riascoltare la novella, pur in versioni di volta in volta modernizzate, affezionato a un disco che si ripete piacevolmente ogni anno.

La scelta della regia non rischia e risponde alle abitudini del pubblico di oggi, che vuole luci, colori, costumi, accetta la scomposizione del testo o la rilettura non ortodossa, indulge volentieri alla provocazione, gradisce il doppio senso facile al quale cede l’applauso. Eppure questa fiaba di Natale, il sogno di Clara, ha qualcosa di tragico e traumatico che emerge nel primo tempo di questa realizzazione: il lato oscuro del mondo incantato, popolato da incubi; l’abbandono dell’infanzia, la cui illusione che insegue l’incantamento trova dietro lo specchio un mondo perverso e incerto, l’uscita dal quale costa il prezzo dell’accesso all’età adulta. La parete che fa da sfondo, popolata di specchi, con ricche cornici dorate, ricorda anche l’attraversamento dal mondo reale a quello magico di Alice nel Paese delle meraviglie, il crinale tra il sé consapevole e il lato interiore e talora buio di ognuno di noi, che si annida fin dall’infanzia. 

La stessa Clara è insieme vittima e carnefice, ben oltre una bambina dispettosa o maliziosa, con un rapporto di difesa e attrazione per il fratello che ha ben più di un aspetto ambiguo. C’è un sentore torbido che aleggia, combinandosi con un lato grottesco e talora perfino allegro, ma in tono sinistro, dal valzer, alla danza della fata confetto, caricaturale creatura felliniana, carica dell’attrazione irresistibile che dolci e metafore di dolcezza esercitano sui più piccoli, con il loro potenziale di seduzione e di distrazione dalla purezza.

Come ormai spesso accade si gioca con la confusione dei sessi e negli spettacoli di danza è premiato l’aspetto recitativo ed espressivo espressionista, più che la cura del particolare nonché la perfezione tecnica.

I costumi, fastosi e ricchi, vicini al gusto del musical, risaltano su una scena piuttosto nuda, come un grande schermo, sul fondo del quale si allineano diversi televisori accesi, un particolare che ho già visto in almeno un’altra realizzazione dello Schiaccianoci e diventa sempre più il simbolo della contestualizzazione moderna; oltre che la cifra stilistica di questo balletto.

André De La Roche, nel doppio ruolo di Schiaccianoci e Fata Confetto, esprime la cifra concentrata dello spettacolo che forza i personaggi fino all’estremo, caricature ammalianti e a loro volta prigionieri dei ruoli. I corpi rivelano un’abilità ginnica che ricorda da vicino un certo virtuosismo atletico, lontano dall’essere diafano del ballerino.

Infine Clara, indovinata interprete, perfetta nel ruolo: il fisico l’aiuta, le movenze e l’espressione la vestono con l’esilità incantata, frizzante, irrequieta di un’infanzia borderline; la capacità recitativa la sostiene nelle sfumature con le quali colora i suoi passi.

 

Auditorium della Conciliazione - via della Conciliazione 4, 00193 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/90375236, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orario spettacoli: 4-5–7 gennaio ore 21, 6 gennaio ore 17 e 21

Biglietti: poltronissima intero €38, ridotti (cral, over 65, under 12) €30 – poltrona intero €33, ridotti (cral, over 65, under 12) €25, galleria intero €28, ridotti (cral, over 65, under 12) €20

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Grazie a: Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

Sul web: www.auditoriumconciliazione.it

 

 

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