Il Golden Circus Festival giunge alla sua XXVIII edizione ed è ospite nella città di Roma con i suoi numeri eccezionali provenienti da tutto il mondo fino all’8 gennaio, al Teatro Tendastrisce. La presentatrice non può che essere Liana Orfei, con la sua padronanza del palcoscenico, con la grazia e la competenza che la contraddistinguono. A lei si alterna il giovane Riccardo, futuro padrone di casa del circo e figura di riferimento per dare continuità a quella che è la storia di una famiglia, caratterizzata da un suo essere immanente e allo stesso tempo mutevole “detentrice” della tradizione circense.
Liana Orfei presenta FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CIRCO DI ROMA CAPITALE XXVIII EDIZIONE 23 Dicembre 2011 – 08 Gennaio 2012 Il Golden Circus è uno dei più prestigiosi e importanti appuntamenti annuali del mondo del circo ed accoglie in una lunga carrellata i più suggestivi, particolari ed interessanti numeri delle scuole di tutto il mondo (Asia, Russia, Europa). Il riscontro, meritatissimo, negli anni è venuto sia dalla critica che dal pubblico, al pari di festival come quelli di Montecarlo e Parigi, divenendo una vera e propria vetrina per gli artisti e per le nuove tendenze delle tecniche circensi che, a volte, hanno preso in prestito elementi da altre discipline artistiche, sperimentando con esse un affascinante procedimento di commistione e fusione. Accanto a episodi di pura tecnica che provengono dalla tradizione della giocoleria come la piramide umana e i birilli della Corea del Nord, troviamo l’esibizione di due attori francesi, imbranati impiegati che si dilettano con la giocoleria e mascherano numeri classici con un gioco recitativo. Entrare nel tendone di un circo è come mostrare ai propri occhi che esiste un mondo differente con colori, suoni, rumori, ritmi ed odori a cui non siamo più abituati; il Golden Circus non è il circo degli animali che ricordiamo da bambini, dove i nostri occhi erano rapiti dai domatori e le nostre mani strette in quelle dei nostri genitori per la paura; non il circo degli elefanti…no, nulla di tutto questo, ma un vero e proprio mondo delle meraviglie dove numero dopo numero un piccolo o grande mondo composto di uomini si schiude davanti agli occhi del pubblico. In questa edizione del Golden Circus molto spazio ha assunto la dimensione aerea, come rispecchiando il desiderio insito nell’uomo di volare, di giocare con e contro la forza di gravità; la cupola del circo con le sue funi, altalene, trapezi si è trasformata in un mondo parallelo e superiore dove tutto è possibile, dove ogni artista ha trovato e sperimentato una nuova possibilità, un nuovo poter essere e una propria libertà. Dai trapezisti della Corea del Nord che si sono destreggiati nell’aria fino a compiere un salto mortale nel vuoto senza rete e una doppia piroetta al bellissimo numero delle ragazze ucraine alla corda, un esercizio a due bellissimo e commovente dove grazia, equilibrio, forza, armonia e sensualità rappresentavano gli ingredienti di una miscela perfetta per gli occhi. Dai clown (poliziotto e carcerato in mongolfiera), che con il loro ritmo veloce e la loro comicità hanno mascherato e trasformato difficilissimi numeri di acrobazie aeree al numero di sospensione per i capelli delle ragazze cubane, toccante passaggio di danza dove il corpo in tensione sospeso appariva armonico e leggiadro, privo di sforzo ma galleggiante sulla musica. Un secondo tempo di tensione e bellezza si è aperto con artisti del cielo della Corea del Nord, campioni del mondo giovanissimi che eseguono quadrupli salti mortali, quadruple piroette e quadrupli salti mortali bendati. Per questi artisti il pubblico, con gli occhi fissi verso il cielo, è in estrema apprensione, una tensione dal silenzio tagliente per numeri complessi in cui si può fallire. La bellezza del circo risiede anche, e soprattutto, in questa verità: nel continuo trovarsi dell’uomo davanti alla possibilità di riuscire o no; la tecnica, il continuo esercizio non sono garanzia di riuscita; tutto avviene sempre, in ogni momento e in ogni momento tutto può accadere; nessuna macchina, nessun rassicurante ciak… tutto è nel momento presente, tutto avviene in quel meraviglioso e caldo contatto tra l’artista e il numero e tra l’artista e il pubblico. Il secondo tempo si è concluso con un altro esercizio di grande grazia, bellezza ed originalità proveniente dalla Corea del Nord. Un’artista alla corda con uno spadino tra i denti. In alcuni momenti, quel corpo così perfetto nell’equilibrio tra tensione ed armonia era in grado di portare lo spettatore sul piano aereo al punto tale da dimenticare il suo rischioso incedere nel vuoto. Per quanto concerne l’Italia, vanno doverosamente menzionati i numeri dell’eccellente Alberto Giorgi, talentuosissimo e accattivante illusionista che lavora con il pubblico a 360 gradi. Il tempo si ferma quando il centro del tendone viene occupato da questo artista che si muove come un felino con una grazia e una presenza scenica che non permettono al pubblico di respirare. Poche, pochissime le esibizioni che prevedono la partecipazione degli animali, gradite soprattutto dai più piccini; tra queste particolarmente memorabile la performance dei russi con i loro gatti. Unici i felini nei loro numeri di equilibrio, così come si è rivelata estremamente esilarante l’esibizione degli artisti della Danimarca con i leoni marini, che si sono destreggiati con grandissima abilità in simpaticissimi e complessi esercizi con strumenti quali la palla e i cerchi. La storia del circo è una storia affascinante che non può finire, che continua a destare meraviglia anche nell’era delle macchine, anche nei nostri bambini troppo abituati alla tecnica, alla perfezione, all’onnipotenza dell’uomo, a non sentire più il respiro dell’artista, il suo sudore, gli occhi della paura, il confronto con il limite, il coraggio e la delusione. La storia del circo costituisce una tra le pagine più belle della storia dell’arte, di quelle storie in cui la vita e l’arte si fondono inscindibilmente, la famiglia e la tradizione coincidono. In cui l’arte è patrimonio e ricchezza di una tradizione familiare tramandata di padre in figlio. Il Golden Circus è un esempio ben riuscito della capacità propria del circo di essere un canalizzatore di elementi diversi armonizzati in una sintesi che appartiene solo alla forza del corpo e alla magia dell’arte, la cui base imprescindibile è l’uomo, l’artista. L’artista che sfida prima di tutto se stesso, andando oltre gli apparenti limiti e perseguendo la perfezione tecnica, e poi sfida gli elementi della natura, diventando egli stesso il creatore di una nuova natura; occupando spazi, come il cielo, che per natura sembrano non appartenergli in quella forma. L’ultima scena della Tempesta di Shakespeare in cui Prospero chiama gli elementi della natura è l’immagine che interpreta in maniera più efficace le sensazioni che sperimento e sento collegate al mondo del circo. Immagino il capo, il creatore del mondo delle meraviglie che prima di aprirsi agli spettatori invochi per quel tempo e quello spazio gli elementi affinché si coalizzino con lui in questa unione e sfida continua. Teatro Tendastrisce - via Giorgio Perlasca 69, 00155 Roma Per informazioni: telefono 06/25391562, mail
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Orario spettacoli: 23/12 ore 21, 24/12 ore 16, 25/12 ore 16 e 21, 26/12 ore 15 e 18.30, 28/12 ore 16 e 21, 29/12 ore 16 e 21.30, 30/12 ore 16 e 21, 31/12 ore 21.30, 01/01 ore 15 e 18.30, 03/01 ore 16 e 21, 04/01 ore 16 e 21, 07/01 ore 21, 08/01 ore 15 e 18.30 Biglietti: da 15 a 50 euro Articolo di: Laura Sales Grazie a: Serena Cerracchio, Ufficio stampa Golden Circus Sul web: www.goldencircusfestival.it – www.tendastrisce.it |