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Rinaldo in campo - Teatro Sistina (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Andrea Cova   
Martedì 03 Gennaio 2012 23:44
Rinaldo in campo

Dal 22 dicembre al 22 gennaio. In occasione delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia torna in scena al Sistina la storia di fervido patriottismo ed appassionato romanticismo che intreccia, sullo sfondo dei moti risorgimentali che condussero alla nascita della nostra nazione, i destini del ruvido brigante Rinaldo Dragonera e della volitiva Angelica, baronessa di Valscutari. “Rinaldo in campo”, gioiello della commedia musicale all’italiana di Garinei e Giovannini, entuasiasma e diverte il pubblico romano grazie alla regia moderna e dinamica di Massimo Romeo Piparo, ad un cast artistico e tecnico di eccezionale brillantezza e all’inedita ed affiatata coppia di protagonisti formata da Fabio Troiano e Serena Autieri.

 

 

Il Sistina presenta

Serena Autieri e Fabio Troiano in

RINALDO IN CAMPO

commedia musicale di Garinei e Giovannini

musiche di Domenico Modugno

con Rodolfo Laganà

e con la partecipazione di Gianni Ferreri

coreografie Roberto Croce

scene Giancarlo Muselli

costumi Santuzza Calì

disegno luci Maurizio Fabretti

disegno fonico Maurizio Capitini

regia Massimo Romeo Piparo

Personaggi principali e interpreti

Rinaldo - Fabio Troiano

Angelica - Serena Autieri

Chiericuzzo - Rodolfo Laganà

Don Rosario - Gianni Ferreri

Pruronasu - Rosario Terranova

Facciesantu - Giuseppe Sorgi

Il Cantastorie/Scippalestu - Paride Acacia

Zia Agata - Daniela Cerrone

Don Niccolò - Roberto Giuffrida

Capitano Birolli - Andrea Spata

Marfisa - Serena Mastrosimone

Clorinda - Rachele Pacifici

Armida - Giusi Messina

Pasqualina - Sabrina Cavallo

Sfaticatu - Nino Amura

Puddu u rinnegatu - Gianluca Bessi

Sprecamuorti - Sebastiano Lo Casto

 

Uno degli appuntamenti maggiormente attesi della ricca stagione del Sistina, una produzione ambiziosa e ricercata frutto di numerosi anni di intenso lavoro: ormai dieci anni fa Pietro Garinei si rivolse al regista Massimo Romeo Piparo – indiscusso maestro del nuovo genere drammaturgico nato dall’incontro tra la commedia musicale della nostra tradizione ed il musical proveniente da oltreoceano, con al suo attivo la produzione e direzione di spettacoli di enorme successo come “Evita”, “Tommy”, “Jesus Christ Superstar”, “La febbre del sabato sera” ed “Hairspray” – affichè portasse in scena una rivisitazione di “Rinaldo in campo” dopo averlo opportunamente “ringiovanito” per renderlo accattivante e coinvolgente per le attuali platee teatrali. Una sfida raccolta con entusiasmo dal regista messinese che finalmente presenta, nella perfetta congiuntura tre le le festività natalizie e le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario del rincongiungimento della nostra penisola sotto la bandiera tricolore, la sua personale e trascinante rilettura di uno dei classici più memorabili firmati dallo storico sodalizio artistico Garinei-Giovannini, con le musiche di un monumento della canzone leggera italiana d’autore come Domenico Modugno.

Un’eredità tutt’altro che semplice da raccogliere se si pensa che l’opera al suo debutto di cinquanta anni fa (il 13 settembre 1961) suscitò un inaudito trionfo di consensi, da parte di critica e pubblico, profondamente colpiti ed emozionati dalla miscela del tutto originale di infuocato spirito patriottico, delicato e sognante romanticismo ed esilaranti e saporite trovate umoristiche che la contraddistingueva, il tutto interpretato con incredibile generosità e slancio da un cast straordinario che vedeva come protagonisti lo stesso Modugno, Delia Scala, Paolo Panelli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Un record d’incassi senza precedenti che fu ripetuto anche in’occasione del secondo allestimento, quello del 1987, con una compagnia altrettanto prestigiosa che poteva vantare la presenza di interpreti come Massimo Ranieri, Laura Saraceni, Rodolfo Laganà, Luigi Maria Burruano e Giacomo Civiletti.

Autieri - TroianoAll’apertura del sipario ci ritroviamo capapultati in una Sicilia travolta dai fermenti rivoluzionari che accompagnarono lo sbarco degli intrepidi garibaldini a Marsala: nel palazzo nobiliare della famiglia Valscutari irrompe un impetuoso ed affascinante giovane combattente (Fabio Troiano) che, indossando con fierezza la simbolica camicia rossa, chiede sostegno alla difficile causa insurrezionale contro la soverchiante monarchia borbonica; nel lussuoso palazzo aristocratico inaspettatamente trova terreno estremamente fertile a questa richiesta di aiuto, poiché la giovane e ardimentosa baronessina Angelica (Serena Autieri) è una convinta sostenitrice del progetto unitario e dunque non frappone alcun indugio al consegnargli tutti i denari di famiglia. Alla vicinanza di ideali e al comune spirito battagliero si accompagna però anche lo scoccare subitaneo di un colpo di fulmine, di un’attrazione spontanea ed intensa tra i due giovani che custodivano da tempo il desiderio di un sentimento d’amore sincero e totalizzante. Sopraggiungono però le truppe borboniche alla ricerca del garibaldino fuggitivo e, sotto la minaccia di un’accusa di connivenza con i rivoltosi, le nobildonne della casata Valscutari vengono obbligate a consegnare tutti i preziosi gioielli della loro defunta madre.

Si scopre però ben presto il raggiro machiavellico di cui sono state vittime inconsapevoli: il fiero garibaldino difatti non è altri che il temutissimo e implacabile brigante Rinaldo Dragonera, che spadroneggia incontrastato nella campagne della Sicilia orientale rubando ai ricchi per aiutare i poveri in difficoltà, mentre il generale borbonico è il suo maldestro sgherro Chiericuzzo (Rodolfo Laganà). Questo rappresenta l’innesco del fantasioso e avvincente intreccio narrativo: Angelica, nonostante l’inganno, non accenna al benchè minimo cedimento o perplessità, il suo obiettivo perseguito con una tenacia ed una passione incrollabili da vera e propria eroina romantica sarà quello di instillare nell’animo del brigante l’amore per la patria, l’esigenza insopprimibile di investire tutte le proprie energie, se necessario anche rischiando la stessa vita, pur di abbattere la tirannia borbonica, sostenere la causa garibaldina ed arrivare a conquistare l’indipendenza della Sicilia e l’agognata unificazione dell’Italia.

Si susseguiranno a questo punto inesauribili colpi di scena: dall’arresto di Angelica assieme ad un manipolo di popolane ribelli all’entrata in scena di un bizzarro e intrallazzatore politico borbonico napoletano (Gianni Ferreri), assolutamente attuale nella sua capacità camaleontica di adeguarsi costantemente agli eventi che lo circondano con l’unico intento di trarne il massimo giovamento con il minimo sforzo, fino alle sempre più accese schermaglie tra l’ostinato Rinaldo, il bonario e truffaldino Chiericuzzo e gli altri briganti di una banda in progressivo disgregamento sotto i colpi del fascino deciso esercitato dalla spedizione dei Mille in terra siciliana. Non sarà affatto semplice scardinare le radicate convinzioni di Rinaldo ma alla fine il sentimento intrepido di Angelica e la sua viscerale dedizione alla battaglia per l’indipendenza della nostra martoriata penisola, spalancheranno il suo spirito ottenebrato e provocheranno la sua adesione convinta, nonché il coronamento del loro sogno d’amore.

Lo spettacolo a cinquant’anni dal debutto conserva intatta la sua freschezza ed energia, grazie ovviamente all’opera di profonda reinterpretazione ed attualizzazione del testo drammaturgico originario operata con sapiente equilibrio ed intelligenza dal regista Massimo Romeo Piparo e fondata su un intenso dinamismo dell’azione scenica, su un calibrato equilibrio tra momenti musicali e passaggi recitativi e su un perfetto affiatamento della ricca e talentuosa compagnia in scena di attori, cantanti e danzatori; il più significativo elemento di continuità col passato, con un pizzico di nostalgia, è rappresentato dalle splendide canzoni di Domenico Modugno, temi musicali immortali ed emozionanti tra cui il delizioso battibecco amoroso “Duetto sì e no” tra Rinaldo e Angelica e la celebre “Tre briganti e tre somari” intonata da un attonito e spaurito Rinaldo, assieme ai suoi fedelissimi compagni Pruronasu e Facciesantu, dopo che tutto il resto della sua banda di furfanti lo ha abbandonato per arruolarsi nell’esercito garibaldino, lasciando loro solamente tre somarelli come fidi destrieri (indimenticabile la versione originaria che vedeva Modugno duettare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia). Di grande suggestione e curati sin nei minimi dettagli, la scenografia di Giancarlo Muselli e i costumi di Santuzza Calì ci conducono con immediatezza ed eleganza ai tempi dei moti Risorgimentali con un colorito e realistico gusto folcloristico e popolare; perfettamente armonici e travolgenti gli interventi dell’ensemble di danzatori e attori comprimari, giovani ricchi di entusiasmo e forza contagiosa.

Un applauso caloroso va infine riservato senza dubbio ai quattro protagonisti, che accettano la sfida del confronto con i mostri sacri delle due precedenti edizioni del musical uscendone decisamente a testa alta e catturando l’attenzione del pubblico per l’intera durata della rappresentazione: Gianni Ferreri e Rodolfo Laganà regalano risate scroscianti con la loro genuina vis comica e una non comune capacità di caratterizzazione psicologica dei personaggi, semplicemente esilaranti nei ruoli del borbonico Don Rosario, sempre pronto a mettere da parte ideali e appartenenza politica pur di salvaguardare i propri privilegi, e in quello del bandito Chiericuzzo con la sua ironia da verace trasteverino ed il pragmatismo di chi si barcamena tra mille espedienti e furtarelli per sfangare la giornata. Fabio Troiano, al debutto nella commedia musicale, infonde nel suo Rinaldo Dragonera tutto il carisma, la padronanza scenica e il vigore interpretativo che caratterizzano la sua cifra attoriale, in una affascinante alternanza di registro comico e drammatico, e mostrandosi perfettamente a suo agio anche nel canto e nel movimento coreografato. Dulcis in fundo, la splendida protagonista femminile Serena Autieri, assolutamente credibile nel ruolo della baronessina Angelica ribelle alle convenzioni e desiderosa di battersi con temerario coraggio e sprezzo del pericolo per aiutare i garibaldini a conquistare le campagne siciliane: voce piena, potente e armoniosa, recitazione incisiva per un’interpretazione a tutto tondo, di carattere ed appassionata, che conferma il talento di una delle attrici più poliedriche del teatro musicale italiano dopo il successo riscosso cinque anni fa accanto a Massimo Ghini sempre sul palcoscenico del Sistina nel musical “Vacanze romane” diretto dal compianto Pietro Garinei.

Uno spettacolo veramente da non perdere, adatto ad un pubblico di ogni età, godibile, intelligente ed ottimamente messo in scena. In conclusione ci sia concesso un apprezzamento particolare per la scelta, audace e provocatoria, di Massimo Romeo Piparo di proiettare, accompagnate dalle note dell’opera in cui si inneggia patriotticamente al tricolore, delle immagini desunte dalla stretta attualità, dalla cronaca dei nostri giorni che fin troppo frequentemente vede svilita la lotta degli impavidi patrioti che con il loro sacrificio hanno permesso l’Unità d’Italia, per perseguire squallidi ideali provinciali di pseudo-secessioni motivate da gretti interessi economici. E allora ben venga che uno spettacolo di intrattenimento lanci il seme della riflessione, ricordandoci il profondo valore delle nostre radici, di un passato glorioso che costituisce probabilmente l’unica risorsa a cui attingere per gettare le fondamenta di una rinascita di cui abbiamo sempre più disperatamente bisogno.

 

Tourneè dello spettacolo:

Dal 22 dicembre al 22 gennaio al Teatro Sistina - Roma

Dal 26 gennaio al 5 febbraio al Teatro Al Massimo – Palermo

Dal 24 febbraio al 4 marzo al Teatro Augusteo – Napoli

 

Teatro Sistina - via Sistina 129, 00187 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711, fax 06/4741338

Botteghino: dal lunedì al sabato orario continuato 10–19, domenica orario continuato 10–18

Ufficio Prenotazioni: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14, telefono 06/42007130, fax 06/4741338, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ufficio Gruppi e Cral: dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19, telefono 06/42007144, fax 06.4741338, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 16 e ore 21, domenica e festivi ore 17, lunedì riposo

Biglietti: dal martedì al venerdì poltronissima 48€, poltrona 42€, I Galleria 42€, II Galleria 36€, III Galleria 28€; pomeridiana del sabato poltronissima 45€, poltrona 40€, I Galleria 40€, II Galleria 32€, III Galleria 25€; serale del sabato e pomeridiana della domenica poltronissima 55€, poltrona 48€, I Galleria 48€, II Galleria 40€, III Galleria 32€ (prezzi al netto della prevendita)

 

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Teatro Sistina

Sul web: www.ilsistina.com

 

 

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