Dal 27 al 30 dicembre. Il “Sogno di una notte di mezza estate” è uno dei capolavori di Shakespeare che chiunque faccia teatro ha voluto mettere in scena prima o poi, chi in modo eccelso, chi in modo rivoluzionario, chi attentissimo al testo o alla tradizione. Teatro Gioco Vita, il massimo protagonista del movimento dell’animazione teatrale, sceglie il teatro di figura e parte dalla musica per evitare il testo scritto e proporlo come danza, musica, colori, giochi d’ombre, maschere, poesia e pura magia.
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE per corpi e ombre
da “A Midsummer Night’s Dream” di Félix Mendelssohn-Bartholdy
un progetto di Walter Matteini e Fabrizio Montecchi
con Veronica Bracaccini, Mattia De Salve, Maria Focaraccio, Julio-Cesar Quintanilla, Armando Rossi
regia e scene Fabrizio Montecchi
coreografia Walter Matteini
maschere e sagome Nicoletta Garioni
costumi Corinne Lejeune luci Cesare Lavezzoli
una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Imperfect Dancers “Sogno di una notte di mezza estate” è il nuovo spettacolo realizzato da Teatro Gioco Vita con Imperfect Dancers, in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" di Modena. Un progetto che unisce più linguaggi espressivi con sei danzatori/animatori sul palco per avvicinare i più giovani al teatro, mostrando loro il palcoscenico come luogo d’intreccio e crocevia fra le arti. "Vi sono due desideri artistici” spiega il regista Fabrizio Montecchi, “che sottostanno all’idea di questo Sogno. Il primo è fondere il teatro d’ombre con la danza attraverso l’alta mediazione della musica. Il secondo è iniziare ad affrontare l’opera di William Shakespeare, ma avvicinandosi con discrezione, quasi in punta di piedi". Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta. Dal suo operare con coerenza e coscienza professionale, e anche grazie al contributo di collaboratori esterni, ha maturato un’esperienza unica nel suo genere che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, con teatri stabili ed enti lirici come Teatro La Fenice di Venezia, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Teatro alla Scala di Milano, Arena di Verona, Ater, Ert, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino e Piccolo Teatro di Milano.
Coraggiosa la scelta di rendere protagonista la musica, offrire il palco alla danza e la storia alle ombre. Ma è bene ricordare chi fu Mendelssohn, compositore e direttore d’orchestra nato ad Amburgo nel 1809: imparò a suonare il piano dalla madre a sei anni, ebbe maestri privati (essendo ebreo all’epoca la scuola pubblica gli era vietata) ma già a nove anni si esibiva al pianoforte e presto divenne un bambino prodigio. A soli dodici anni gli fu presentato Wolfgang Goethe e tra i due nacque una sincera amicizia dovuta alla stima reciproca. Tra i dodici e i quattordici anni Felix Mendelssohn compose concerti per violino e archi, per due pianoforte e altro ancora. A diciassette anni presentò il suo primo capolavoro: “Ouverture del Sogno di una notte di mezza estate”. Dopo di che, la sua carriera crebbe senza sosta e raggiunse fama mondiale. L’opera presentata al Piccolo Teatro Studio fino al 30 dicembre, tratta liberamente
da “A Midsummer Night’s Dream” di Félix Mendelssohn-Bartholdy, è definita “per corpi e ombre” e riesce a far ammutolire il pubblico composto da vocianti bambini che accompagnano i genitori, felici di potersi offrire una serata assolutamente unica. Grandi e piccini restano incantati dai fondali rischiarati da luci colorate che si susseguono, dalle maschere che si muovono davanti e dietro a teli bianchi, utili a creare effetti speciali davvero senza ricorrere a orpelli tecnici o preziosismi. Un autentico incantesimo ben definito dalle parole trascritte su un pannello luminoso al termine dello spettacolo, lasciate secoli or sono dal grande Bardo: “Se noi ombre vi abbiamo offeso non prendetevela a male ma pensate di aver dormito e che questa sia una visione della fantasia… Noi vi offriamo nient’altro che un sogno”. La storia di un Re e la sua Regina, di asini e innamorati che cercano la fuga nei boschi per amarsi, degli scherzi di un folletto mezzo ubriaco che sbaglia a donare incantesimi e di tutti i pasticci che ne derivano è incredibilmente espressa senza parole ma grazie alle immagini, alla danza effervescente delle tre coppie di giovani ballerini e ovviamente alle maschere e alle ombre, abilmente utilizzate a supporto degli avvenimenti. Piccolo Teatro Studio - via Rivoli 6, Milano Informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 848.800.304 (max 1 scatto urbano da telefono fisso), per chi chiama dall'estero telefono +39 02.42.41.18.89 da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17; festività (solo nei giorni di spettacolo) 10-17 Orario spettacoli: ore 16 Biglietti: platea intero € 25, ridotto card Gio/Anz € 20 balconata intero € 22, ridotto card Gio/Anz € 17 Articolo di: Daniela Cohen Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio Stampa Piccolo Teatro Sul web: www.piccoloteatro.org |