Dal 28 dicembre all’8 gennaio. Bravi, molto bravi, gli interpreti che si moltiplicano, travestendosi e in realtà trasformandosi; bravo il protagonista a raccontare storie, alternando il ruolo di narratore giornalista e quello di attore. Una storia di cronaca che ricalca fin troppo da vicino la metafora della politica italiana di questi anni, fino alle ultime variazioni e previsioni: un affresco impietoso che non si ferma alla fotografia della realtà, alla satira, con momenti esilaranti e divertenti; è una lezione – molto concentrata – di tecnica della comunicazione, occulta, ovvero di moderna e perversa democrazia. Da rileggere, se non rivedere, accuratamente, sottolineando i diversi passaggi.
Produzione Teatro Filodrammatici presenta IL SUGGERITORE di Bruno Fornasari con Tommaso Amadio, Michele Maccagno, Stefano Cordella, Alice Redini e Marta Lucini scene e costumi Erika Carretta disegno luci Andrea Diana, Luca Finocchiaro regia Bruno Fornasari Dopo il grande successo della scorsa stagione torna al Teatro Filodrammatici di Milano lo spettacolo “Il Suggeritore” di Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio - nel ruolo di protagonista con la doppia funzione di narratore-giornalista e di attore vero e proprio, interprete del personaggio del quale vengono raccontate le vicende - Michele Maccagno, Alice Redini, Stefano Cordella e Marta Lucini. La scena inizia con il protagonista che arriva alle spalle del pubblico narrando una storia, la propria biografia, mentre lo spettacolo si snoda, in modo fluido, tra l’oggi raccontato e vissuto in diretta e il passato rievocato dalle parole e dallo zoom che arresta la voce del narratore per aprire una serie di flashback. La vicenda è ambientata in un paese europeo a regime cosiddetto democratico, evidentemente chiamato Italia, fino alle prospettive annunciate nell’imminenza del nuovo anno di ‘lacrime e sangue’. Il palcoscenico diventa alternativamente un’anticamera spoglia, senza qualcosa a cui appoggiarsi o dove sedersi, per enfatizzare la sensazione di precarietà e dipendenza dalle decisioni di altri; un interno domestico o professionale; o ancora il parco con una piscina disegnata ai lati della platea da luci turchesi. Efficace in ogni caso il salire e scendere dei personaggi, il loro affacciarsi ai limiti del palco, sia per tuffarsi, sia per pescare o per bere una birra. Il nostro protagonista aveva l’ambizione di diventare giornalista ma all’inizio trova lavoro in una rivista di fumetti erotici dal nome allusivo “Il tromba”, diretta da un certo Gino che alla fine si manifesta come il suo unico vero amico disinteressato. Di fatto un giornaletto pornografico dove il nostro spin doctor si fa le ossa scoprendo anche l’utilità della sua laurea in economia, per vendere comunque e qualunque cosa, soprattutto parole. Altro insegnamento che gli tornerà utile è la familiarità con la pornografia che fa rima con molti aspetti della vita, innanzitutto la politica. Pian piano si ricostruisce la storia di Tom, da attivista radicale e grande bevitore – perché l’alcol confonde la paura con la speranza – alle redazioni provinciali, ai Tg regionali fino all’ascesa a portavoce del presidente del partito di maggioranza e di governo. Al momento in cui lo incontriamo Tom non è più convinto di continuare a fare l’uomo ombra – a mettere le parole giuste in bocca alle persone – essendo ormai divenuto l’ombra di se stesso. Di mezzo c’è l’attesa di un figlio, uno spartiacque nella vita di un uomo che non vuole far crescere un piccolo in un mondo che ormai detesta (forse). Veniamo a sapere che si è sposato da poco, solo perché Ali, Alice, è rimasta incinta dopo otto anni di convivenza. E’ la donna che gli ha cambiato la vita, spingendolo alla carriera e liberandolo dalla dipendenza dall’alcol. La scelta è comunque un matrimonio in bianco per mantenere l’immagine, comme il faut, ad alimentare per mesi la stampa con il sospetto prima, la certezza poi di una gravidanza e la scommessa sul sesso del nascituro. Così parte una delle innumerevoli digressioni-lezione al pubblico, senza nessuna pedanteria, con il garbo di chi racconta un’esperienza imparata sul campo: non c’è nulla di meglio di custodire un segreto che tutti vorrebbero conoscere. Il resto lo fa il passaparola. Ad Alice deve molto ma non gli piace il mondo in cui potrebbe crescere sua figlia, come nel frattempo si viene informati, un mondo deviato che, in parte, anche lui ha contribuito a costruire. Solo che inaspettatamente quella donna che è stata la sua colonna di rettitudine e coraggio ora diventa opportunista e alla fine, non accettando la decisione del marito, lo lascia: per Ali la scelta di Tom è suicida e irresponsabile. Mai mettersi contro l’uomo più potente del paese. E’ proprio una della massime che viene fuori dallo spettacolo, secondo una dissonanza cognitiva, che lo stesso Tom spiega al presidente, prossimo al suo declino almeno apparente. Gettare scandalo mettendo in mostra le debolezze private di un uomo di potere è la miglior campagna elettorale che gli si possa offrire. Come condannare qualcuno per qualcosa che se fossimo al suo posto tutti faremmo? Tom può contare soltanto sull’aiuto del fratello, un blogger anarchico che vede nel Presidente il male assoluto, un politico che organizza staff meeting a bordo piscina e prende decisioni spalmando crema solare sulla schiena delle sue giovani assistenti. Lo spettacolo corre tra conversazioni al Night, liti in televisione – un talk show ricreato alla perfezione - e trattative diplomatiche con l’est Europa: la gag della traduzione dal russo con interpreti e assistenti ‘conigliette’ al seguito è gustosa e rivela grande abilità. Sullo sfondo due emergenze, quella del terremoto e della conseguente ricostruzione e la questione ambientale di una certa “area 8”. Dialoghi brillanti e sciolti, interpretazione vivace degli attori in diversi ruoli, con un sottotesto che è il vero attore protagonista. Sono molti gli spunti e ricostruiscono una lezione di comunicazione politica dove, come afferma Tom in un passaggio, dignità ed etica sono fondamentali: devono essere semplicemente cancellate. La regola è non credere in quello che si dice, non dire il vero – fin troppo ovvio – creare la notizia per spostare l’attenzione del pubblico dal problema che non si può risolvere su un’altra questione enfatizzando un’inezia. E ancora, la realtà (nel vizio, ndr) supera la fantasia e la pornografia, quella peraltro di un giornaletto strampalato, ha fatto tendenza. L’importante – è ancora un insegnamento di Tom – è fare rumore, molto rumore e imparare da tutto e da tutti. E’ così che leggendo per caso un libro sulle cause della rivoluzione francese ha imparato, adottato e manipolato la storia di Luigi XVI, il Desiderato, che aveva la debolezza dell’impotenza, tanto da non esser più desiderabile. O ancora ha assimilato dalla militanza radicale le ragioni di una loro possibile debolezza, mettendo a punto l’antidoto alla loro influenza quando si è trattato di combatterli. Se la stampa lo bolla come un traditore per aver sputato nel piatto dove ha mangiato, il presidente, apparente vittima dello scandalo diffuso da Tom, ne riconosce al contrario la grandezza. Il protagonista ha però assimilato troppo bene la lezione dell’arroganza e della manipolazione delle masse che vedono e pensano attraverso chi le governa e i vari suggeritori dei quali non hanno mai neppure sentito parlare. Non è ravveduto Tom, è solo un killer della verità, deciso a godersi i guadagni della sua carriera, un po’ di meritato riposo; facendo conferenze – che pagano sempre – e coltivando la passione della scrittura. Tanto di storie da raccontare ce ne sono sempre tante: basta guardarsi dentro e intorno. Lascia ad altri il compito di districarsi nella nebbia di uno scandalo shakespeariano, da Shakespeare, un collega che faceva lo stesso mestiere molto tempo prima. A riprova che non c’è nulla di nuovo. E’ la modernità che in Europa sembra funzionare così. E ancora una volta il grillo parlante di Gino chiama Tom – con il quale si dà appuntamento in un Irish pub - con il suo vero nome, ‘bastardo’, non credendo alla redenzione. Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, Milano Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail
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Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.45, mercoledì ore 19.30, domenica ore 16, replica Capodanno ore 22, replica 6 gennaio ore 16, domenica 1 gennaio riposo Biglietti: martedì mercoledì e giovedì intero 14€, ridotto convenzionati 12€, under 18/over 65 8€; venerdì, sabato e domenica intero 20€, ridotto convenzionati 14€, under 18/over 65 10€; replica Capodanno 40€ Articolo di: Ilaria Guidantoni Grazie a: Valentina Ludovico, Ufficio Stampa Teatro Filodrammatici Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu |