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La bella addormentata nel bosco - Teatro Vascello (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Mercoledì 28 Dicembre 2011 14:44
La bella addormentata nel bosco

La celebre fiaba della tradizione europea, “La bella addormentata nel bosco” nella versione di Charles Perrault, in scena per grandi e piccini al Teatro Vascello fino all’8 gennaio. Attori giovani e giovanissimi ne propongono una trasposizione scenica bellissima e godibilissima non solo per i più piccoli ma anche per i grandi e gli addetti ai lavori che ne riconoscono e apprezzano le canzoni, i balletti, l’uso di alcuni strumenti del teatro del Novecento e, persino, gli alberi e il cavallo in cartone.

 

 

TSI La Fabbrica dell’Attore presenta

in collaborazione con Link Academy

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO

testo teatrale ispirato alla fiaba di Charles Perrault

traduzione e adattamento Maurizio Lombardi e Isabella Carle

con Isabella Carle, Valentina Bonci, Marco Celli, Camilla Dania, Marco Ferrari, Elisa Menon, Valerio Russo, Pierfrancesco Scannavino, Maya Giovanna Vassallo

scene e costumi Clelia Catalano

musiche e suoni di scena Claudio Corona

assistenti scenografi Silvia Colafrancesco e Lorenzo Del Rosso

disegno luci Valerio Geroldi

animazioni video Aqua-Micans Group

regia Maurizio Lombardi

 

Il Re e la Regina del regno di Dolciolandia sono molto tristi per la loro impossibilità di avere un erede; ma, grazie all’intervento delle tre fatine, la regina dà finalmente alla luce la piccola Aurora. Una luce di speranza, quella della nascita, che dura pochi istanti poiché la fata Vitupera è pronta a scagliare la sua maledizione: la figlia del re a quindici anni si pungerà con un fuso e cadrà a terra esanime. Nessuna delle tre fate è in grado di annullare l’incantesimo, possono solamente trasformare la morte in un sonno profondo che cesserà con un bacio di un principe. Per impedire che la profezia si avveri, il Re bandisce pertanto gli arcolai dal suo regno; ciò nonostante la principessa, all’età di quindici anni, per caso incontra una vecchia che sta tessendo ed il suo destino si compie. Le fate sopraggiunte per aiutare l’adorata figlioccia fanno addormentare insieme alla principessa l’intero castello e, col tempo, il maniero incantato si ricopre di una fitta rete di rovi, tale da impedire a chiunque di penetrarvi. Le fate riescono poi a trovare il famoso Oronzo, il ragazzo di cui Aurora si è innamorata, e scoprono che si tratta in realtà del principe Filippo. Le tre gli raccontano gli ultimi avvenimenti ed il principe si precipita immediatamente al castello al galoppo di un cavallo di cartone; la fata nera è però lì pronta a dividerli ancora e a tentare di sconfiggere il bene. Il principe Filippo vince la sua prima battaglia ma la fata Vitupena non ha alcuna voglia di perdere la guerra e si serve del cuoco francese Puré per uccidere Aurora….ma, come nelle migliori favole, il bene trionfa sempre.

Il racconto fantastico viene messo in scena con piccole e sottili licenze poetiche giustificate da trovate registiche e da un gioco di ritmi e di gruppo tra gli attori. Le fate, complici e differenti l’una dall’altra, sono un unico “ensemble” di “passione, caos e razionalità”. Ognuna senza l’altra non è nulla, è solo una piccola parte della magia. Solo la forza delle tre può combattere il male. Il principe Filippo (Oronzo) è piccolo e buffo, eppure Aurora lo vede bello e se ne innamora a prima vista (ha qualcosa da ridire solo per il nome); la fata cattiva (interpretata in realtà da un attore en travesti) è unica, credibilissima nel suo essere sopra le righe, elegantissima, altissima, “femmina” e cattiva al punto da non far paura perché inesistente in natura agli occhi di un bambino. Ogni attore e attrice in scena interpreta più ruoli, è protagonista e sfondo; balla, canta, è parte di un gruppo e poi diviene personaggio.

Uno spettacolo bellissimo, curato nei minimi particolari, dove l’artigianato tipico degli spettacoli per bambini si unisce al talento degli attori; le coreografie quasi da teatro sperimentale si uniscono ai ritmi comici e veloci. Forti e magnetiche le scene, in particolari quelle del cerchio di evocazione degli elementi, della morte di Aurora e della vecchia tessitrice, dell’addormentamento del regno…

Una pièce che non ha nulla da invidiare agli spettacoli in scena sui palcoscenici della capitale in orario serale, perfetta testimonianza di come il lavoro teatrale sincero e curato possa raggiungere ed emozionare anche una platea eterogenea la cui età va dai 12 mesi ai 90 anni.

 

Teatro Vascello - Via Giacinto Carini 78, Roma (Monteverde Vecchio)

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 – 06/5898031 – 340/5319449, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Orario spettacoli: giovedi 08/12 ore 17, sabato 10/12 ore 17, domenica 11/12 ore 15.30, sabato 17/12 ore 17, domenica 18/12 ore 15.30, venerdi 23/12 ore 17, domenica 01/01 ore 15.30, venerdi 06/01 ore 17, sabato 07/01 ore 17, domenica 08/01 ore 15.30

Biglietti: 10€ adulti, 8€ bambini e over 65

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Ufficio stampa e promozione Cristina D’Aquanno

Sul web: www.teatrovascello.it

 

 

Commenti  

 
0 #1 orariio 2012-01-06 11:50
ma uno spettacolo di sera... no?
Citazione
 

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