Dal 14 dicembre a fine stagione. Applausi a scena aperta tra svolazzanti piume fucsia che si staccavano dagli sgargianti boa offerti all’ingresso per la prima di “Priscilla, la Regina del Deserto”. Finalmente anche in Italia, dopo diverse proposte non particolarmente esaltanti, si può assistere al Classico musical stile Broadway.
MAS – Music Art & Show presenta PRISCILLA, LA REGINA DEL DESERTO - il musical di Stephan Elliott e Allan Scott tratto dal film The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert scenografie e bus concept Brian Thomson costumi Tim Chappel & Lizzy Gardiner lighting design Nick Schlieper sound design Michael Waters make-up design Cassie Hanlon orchestrazione Stephen ‘Spud’ Murphy & Charlie Hull direzione musicale arrangiamenti e supervisione Stephen ‘Spud’ Murphy coreografie Ross Coleman and Andrew Hallsworth regia Simon Phillips Personaggi e interpreti principali: Bernadette Simone Leonardi Mitzi (Tick) Antonello Angiolillo Felicia Mirko Ranù Le divas Elena Nieri, Loredana Fadda e Valentina Ferrari Gli elementi ci sono tutti, in testa i fantastici e coloratissimi costumi (circa 495 e in più 60 parrucche, 150 paia di scarpe fatte su misura per un totale di 261 cambi), indossati con sorprendente naturalezza dal cast; le scenografie (come il poderoso autobus), la musica, le coreografie e gli interpreti.
Lascio per ultimi gli interpreti perché è doveroso sottolineare la bravura e la preparazione di questi ragazzi che da ottobre hanno lavorato per mettere in scena uno spettacolo entusiasmante. Spesso si è sentito dire che in Italia mancano gli interpreti di musical. Errato. Ce ne sono e anche molto bravi come lo sono quelli di Priscilla. Se diretti bene su una storia che fila, con tutti gli elementi al loro posto, emergono e ne escono egregiamente. Come i tre protagonisti, Simone Leonardi che veste i non facili panni di Bernadette, la drag più anziana (in realtà Simone non ha ancora compiuto 30 anni), pungente, sensibile, materna che durante il viaggio attraverso il deserto australiano troverà l’amore. Mirko Ranù che interpreta Adam, drag (Felicia in arte) con il pallino di Madonna, giovane e ricco (acquisterà lui Priscilla), sfrontato, bellissimo, che dovrà fare i conti con i pregiudizi e le botte dei benpensanti. Antonello Angiolillo, Tick, forse il personaggio meno definito e un po’ sottotono rispetto agli altri due. L’etero (non si capisce se scopertosi gay o etero per errore), sul quale si snoda la vicenda. Viene contattato dalla ex compagna Marion (Alice Mistroni), proprietaria di un casinò ad Alice Springs, che gli rivela che il figlio di sei anni Benji chiede del padre. Lo esorta a percorrere gli oltre 2000 chilometri che separano la sua città da Sidney, dove i tre si esibiscono in locali gay con la scusa di un ingaggio nel suo stesso casinò. Tick (Mitzy il vero nome), chiama i due amici proponendogli questo ingaggio, nascondendo però la sua vera natura. Adam acquista un vecchio pullman che diventa la loro casa viaggiante e partono verso il deserto. Le avventure (e le disavventure) che incontreranno durante il percorso saranno molteplici riuscendo a trarre divertimento anche dalle situazioni meno felici, come quando, dopo aver trovato una scritta ingiuriosa sul loro autobus, lo coloreranno allegramente di fucsia. Arrivati alla meta Tick affronta emozionato e timoroso il bambino a cui in realtà non interessa cosa è effettivamente il padre, trovandolo anche bravo e per nulla imbarazzato dell’estroso abbigliamento indossato in scena. Toccante la scena finale in cui il Benji e Tick cantano insieme sul letto del bimbo “Always on my mind”.
Numerosi i momenti musicali, il cui filo conduttore è rappresentato da tre strepitose cantanti, le “Divas”, che come angeli appaiono quasi sempre sospese sulla scena. Ecco quindi la voce potente e la bellezza di Valentina Ferrari, la grinta di Loredana Fadda, l’allegria e la dolcezza di Elena Nieri che si cimentano con maestria e inglese perfetto (come tutti) in hit come “I will survive”, “Girls just want to have fun”, “Finally”, “Dont’ leave me this way”, “Hot Stuff”, “It’s Raining Men”; Bravissimi nel canto anche i tre protagonisti con una struggente “True Colors” e la sentimentale “We belong”. Tanti i momenti spettacolari dello show. E spettacolari non è solo un modo di dire. Da “A Fine Romance”, un puro stile hollywoodiano con tanto di scale, enormi copricapi piumati e una illuminata Torre Eiffel; o “Mac Arthur Park” con costumi che raffigurano grandissime torte; l’incredibile medley del finale al casinò dove i cambi di abito avvengono ad una rapidità tale da far invidia ad Arturo Brachetti… Poco importa se, proprio alla prima, Priscilla, il bus, ha fatto i capricci privandoci dell’effetto scenico più atteso, la grande decolté glitterata posta sul tetto che scivola verso la platea sull’aria verdiana “Follie! Delirio vano è questo! Sempre libero” dalla Traviata. Poco male perché tutto il resto ha funzionato alla perfezione. Ma questo è preoccupante. L’allestimento della versione italiana di Priscilla è stato curato direttamente dall’originale staff australiano che ha seguito minuziosamente il cast nella sua preparazione nel canto, nella danza e nella recitazione. La mano italiana qui è relativa. Per questo è preoccupante perché ora i produttori, gli autori e i registi italiani si dovranno confrontare nelle loro future proposte con questo gioiellino. L’unica perplessità è quanto risponderà il pubblico italiano abituato a spettacoli per famiglie o all’opera moderna. L’argomento, pur trattato con delicatezza e ironia, è pungente nel paese cattolico per eccellenza, dove i gay sono ancora mal accettati o per nulla accettati dalla chiesa e mal visti dai benpensanti.
Il lavoro che sta facendo la produzione italiana, il Mas, è ottimo nella promozione, pur mantenendo i prezzi dei biglietti molto alti, con l’ambizione di tenere lo spettacolo per l’intera stagione. Applaudiamo lo sforzo e il coraggio. Peccato per la sede, non propriamente comoda, che è il Ciak, trasformatosi per l’occasione in Priscilla Palace. Ma…si può soffrire anche un pochino se la proposta è valida, e “Priscilla, la Regina del Deserto” lo è. Priscilla Palace (Teatro Ciak Webank.it) - via Procaccini 4, Milano Orario spettacoli: da martedì a venerdì, ore 20.45 – sabato, ore 16.00 e 20.45 – domenica, ore 15.30 e 20.45 Biglietti: da 27 a 89 euro Articolo di: Margherita del Bigallo Foto di scena tratte dal profilo Facebook “Priscilla La Regina Del Deserto - Il Musical” Sul web: www.priscillailmusical.it |