Le sorelle Macaluso - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Sabato, 10 Maggio 2014 

Emma Dante, nata a Palermo nel 1967, e fondatrice della compagnia Sud Costa Occidentale, porta al Piccolo di Milano, dal 6 al 18 maggio, "Le sorelle Macaluso", storia di sette sorelle che rievocano, con la fisicità più che con la parola, la storia della loro famiglia o, più semplicemente, la vita che l’ha attraversata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE SORELLE MACALUSO
testo e regia Emma Dante
con Serena Barone, Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Italia Carroccio, Davide Celona, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi, Stephanie Taillandier
luci Cristian Zucaro
armature Gaetano Lo Monaco Celano
organizzazione Daniela Gusmano
produzione Teatro Stabile di Napoli, Théâtre National - Bruxelles, Festival d'Avignon, Folkteatern - Göteborg
in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale
progetto finanziato con il sostegno della Commissione europea
foto di scena Carmine Maringola

 

 

Un corpo femminile volteggia senza musica, sulla scena vuota e semibuia. Si libra per un attimo, poi cade a terra. Si rialza e ricomincia, prima con leggerezza, poi sempre con difficoltà maggiore, quasi che la forza di gravità vinca sul suo esile corpo. La scena si ripete. Il corpo resta a terra, morto. Dal fondo della scena scura, un piccolo plotone di figure femminili vestite di nero avanza, con passo sicuro, con una marcia quasi militare. Per un attimo indossano spade e scudi, unici oggetti presenti sulla scena disadorna. I corpi si fronteggiano. Poi depongono le armi. E quell’ entità di corpi che è sembrata un plotone prima, un funerale dopo, un combattimento poi, si spoglia degli abiti scuri e i corpi di sette sorelle si colorano di vesti multicolori. È solo allora che cominciano a fiorire i ricordi, così, con leggerezza, come una manciata di coriandoli buttati senza una direzione precisa, intrisi di suoni fonetici siculi che potrebbero risultare incomprensibili in terra lombarda, se non fosse per la fisicità esplicativa che li accompagna e che ricorda Pina Bausch.


Le sette sorelle narrano dell’ eccitazione della loro prima gita al mare, organizzata dal loro padre rimasto vedovo e sgomento davanti al vuoto e alle difficoltà che la vita gli ha lasciato.


Eccole sfilarsi le sottovesti e tuffarsi insieme nel grande mare. È un attimo: il profumo di salmastro, gli spruzzi, i colori dei costumi scompaiono. Torna l’ombra sul palco. Che avvolge vivi e morti perché, fra le sorelle in costume, una morirà forse per colpa di un’altra, la più insofferente, la più agitata, che per questo verrà spedita in collegio. Ed ora da grande, al funerale dell’altra, quella che amava danzare e librarsi nell’aria, ancora prova un astio e un rancore che vanno oltre la vita, che quasi sconfinano nel regno dei morti. Perché i morti sono ancora troppo presenti nelle vite delle sorelle che si ostinano a tenerli con sè; o forse una parte di loro è morta con i loro morti e quindi vive con loro.


Eccoli quindi tutti insieme sul palco, ombre nere della vita e della morte: le sorelle vive insieme alla sorella morta da piccola nella giornata al mare; alla madre, avvolta in un tenero amplesso che balla con il padre morto; al figlio di una, morto da piccolo su un campo da calcio sognando di diventare Maradona; alla sorella che amava danzare e non aveva potuto farlo perché la vita, come la forza di gravità, l’aveva risucchiata in un ruolo non scelto e che ora, da morta, può vestire del tutù tanto agognato.


Lavoro che ha un che di ancestrale e al contempo risente di sperimentazioni e nuovi linguaggi.
Le emozioni passano sordide sotto pelle, esplodono, si ricompongono in una sottile linea quasi onirica, al confine tra vita e morte.

 

 


Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: 848800304
Orario spettacoli: martedì e sabato ore 19.30, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30, domenica ore 16, lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 70 minuti senza intervallo

 


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

 

 

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