Macbeth - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Carlo Studer Mercoledì, 15 Gennaio 2014 

Dal 7 al 19 gennaio. Una pagina bianca su cui si imprime, come invocata da un oscuro sabba, una storia fatta di follia e mistero, d'amore e ambizione, di sangue che tutto macchia con l'inesorabile violenza del suo scorrere. La tragica storia di Macbeth assume nuova forma nel singolare allestimento di Marco Blanchi firmato Teatro Azione. Otto attori in scena, otto straordinari interpreti di una lavoro complesso, importante. E l'ardente, affascinate partecipazione di Isabella Del Bianco.

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Azione presenta
MACBETH
da William Shakespeare
con Simone Bobini, Alessandro Giova, Chiara Jommi Selleri, Caterina Mannello, Marika Murri, Matteo Quinzi, Rebecca Valenti, Angelica Visigalli
e con la partecipazione straordinaria di Isabella Del Bianco nel ruolo di Ecate (video-installazione)
adattamento e regia Marco Blanchi
si ringrazia la Compagnia Mauri Sturno per la gentile collaborazione
aiuto regia Lucia Di Laura
scene Marta Grasso
disegno luci Gianni Grasso
intervento video Ginevra Napoleoni
movimento scenico dei duelli Luca Ventura
grafica Kira Ialongo

 

 

Sono come rievocati da un rituale esoterico, sono come impressi, riscritti, su di un foglio bianco, i protagonisti di questa storia. Figure immaginarie che come d'incanto prendono corpo e anima e diventano materia, diventano parola, e attraverso loro, in loro, quella pagina bianca assume l'intricata, affollata forma di una storia remota, fatta d'amore e sangue, di magia e violenza, di poesia e dolore, storia da ricordare, da tramandare ai posteri come una leggenda terribile e ammaliante che dalle viscere del passato grida per reclamare e proclamare la sua verità. Perché quella di Macbeth è, forse, la vita di tutti noi; Macbeth è, e sempre sarà, forse, l'emblema del vivere di tutti noi.


E' la vicenda di un re e della sua consorte, ma, a differenza delle favole raccontateci da piccoli, questo re e questa regina non salgono al trono per la maestà del sangue che scorre loro nelle vene, ma per il sangue di cui, col furore cieco ed implacabile di un'ambizione senza fine, si macchiano. Ed anche quel sangue diventa sostanza, lo vediamo sulle mani di una Lady Macbeth logorata dal rimorso, lo vediamo scorrere intorno a lei senza tregua, a memoria tangibile del male di cui è stata spietata fautrice, e a cui, come in un circolo vizioso che mai trova fine, soccomberà assieme al regale sposo... E quel foglio immacolato continua a riempirsi di colori ed atmosfere, di sentimenti che si scontrano ed esplodono come la folgore o l'uragano, che potenti si effondono come l'olezzo di una pozione che ribolle nel calderone di streghe beffarde che tramano nell'ombra di una notte lontana e al contempo vicinissima. Perché tutto nasce dal loro racconto di ciò che è stato, sono loro, quelle creature demoniache il mezzo e il principio, il verbo e la carne di questa oscura leggenda.


Marco Blanchi ci regala un adattamento molto singolare del classico di Shakespeare in cui, come in un gioco di specchi, i personaggi sono proiettati uno nell'altro senza soluzione di continuità. Il palco è un caleidoscopio di voci e sensazioni che si fondono e si confondono sapientemente, trovando, di volta in volta, corpo ed anima negli otto, straordinari interpreti. Il lavoro di quegli attori, alcuni dei quali giovani neo-diplomati della scuola, è mirabile, sorprendente, per forza, intensità, importanza. E la scuola è Teatro Azione - l'importante scuola fondata trent'anni fa da Cristiano Cansi e Isabella Del Bianco - che con intelligenza e lungimiranza, ha prodotto questo allestimento in cui troviamo spalla a spalla insegnanti, attori con esperienza, nuove leve appena uscite dalla scuola stessa. Un esempio da seguire, in un panorama teatrale che va sempre più diventando sterile, asettico, vecchio.


Ed un ultimo applauso - quello più dolce per antonomasia - a lei, la già citata Isabella Del Bianco: in questo Macbeth la vediamo nei panni di Ecate, in un'apparizione che lascia il segno. Nell'arco di poche battute, questa signora del teatro, ci dona un momento di forza indicibile, una potenza che raramente ho visto compressa in un tempo così breve. E, quando ci troviamo di fronte al buio abisso che inghiotte Ecate, di fronte al vuoto che segue la Del Bianco, non possiamo fare a meno di restare soggiogati, per un tempo indefinito, da quell'apparizione, per secondi o minuti si resta intrappolati nelle spire di quelle parole, di quella voce, di quel volto che così tanto ci hanno dato, così profondamente ci hanno affascinati nel fugace tempo di poche battute. Perché Isabella Del Bianco è la Recitazione: sono intimamente, ardentemente intrecciate da sempre.

 

 

 

Teatro dell'Orologio (Sala Orfeo) - via de' Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 , domenica ore 17.30, lunedì riposo
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro (tessera 2 euro)



Articolo di: Carlo Studer
Grazie a: Ufficio stampa Francesco Caruso Litrico
Sul web: www.teatroazione.org - www.teatrorologio.it

 

 

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