Woyzeck - Festival delle Eccellenze nel Sociale (Roma)

Scritto da  Enrico Vulpiani Giovedì, 19 Dicembre 2013 

Si è tenuta a Roma, da venerdì 13 a domenica 15 dicembre, la prima edizione della rassegna “Fuori di Sé – Festival delle Eccellenze nel Sociale”, un originale festival multidisciplinare che intende promuovere tutte le forme di teatro, musica, danza, cinema ed in generale di spettacolo, utilizzate per combattere il disagio nei più diversi contesti (psichici, fisici, sociali), dalle carceri alle comunità, agli ospedali, alle dimensioni della disabilità, dell’emarginazione, del malessere. Il Festival rientra in un progetto di ricerca e promozione culturale sviluppato dall’IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale. L’iniziativa ha caratteristiche d’avanguardia, infatti per la prima volta un ospedale italiano, il San Camillo Forlanini di Roma, ospita un festival al proprio interno, proponendo gruppi ed artisti “diversi”, che propongono le loro esperienze in un ambito multidisciplinare.

 

 

 

 

Roberto Gandini e la Piccola Compagnia del Piero Gabrielli presentano
WOYZECK
di Georg Buchner
adattamento di Attilio Marangon
regia di Roberto Gandini
con Chiara Poletti, Ettore Savarese, Fabio Piperno, Fabrizio Lisi, Florin Pagnini, Gabriele Ortenzi, Gelsomina Pascucci, Ilaria Piemontese, Matteo Leporelli, Michele Falica, Sara Tosato, Simone Salucci
musica Roberto Gori
costumi Tiziano Iuno
scene Paolo Ferrari
assistente alla regia Luciano Pastori
coordinamento pedagogico Luigia Bertoletti
coordinamento specialistico Maria Irene Sarti
segreteria coordinamento pedagogico Giorgia Roccetti
coordinamento istituzionale Piero Gabrielli-Roma Capitale Stefania Galassi, Barbara Corsi, Matteo Cesaretti Salvi
Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Mariangela Caturano, Carla d’Antimi
Teatro di Roma - Settore Attività Culturali
Produzione Teatro di Roma

 


Il cartellone della tre giorni ha proposto esperienze di eccellenza, nei vari ambiti dello spettacolo, offerte da Compagnie artistiche formate anche da persone con disabilità, dal Teatro della Ribalta di Bolzano di Antonio Viganò, al Laboratorio Teatrale Piero Gabrielli di Roma, per la regia di Roberto Gandini; in scena, inoltre, le persone detenute della compagnia teatrale della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova, dirette da Maria Cinzia Zanellato; dopo gli spettacoli, i concerti di gruppi come l’Orchestra di Piazza Vittorio, ensemble musicale multietnico attivo in tutto il mondo da oltre dieci anni; i Ladri di Carrozzelle, gruppo rock formato esclusivamente da persone con disabilità; i Presi per Caso, band costituita da detenuti ed ex detenuti.


Nell’ambito del Festival, venerdì 13 dicembre, la Piccola Compagnia del “laboratorio Piero Gabrielli”, formata da attori con e senza disabilità, ha portato in scena lo spettacolo “Woyzeck”, un lavoro teatrale dello scrittore tedesco Georg Büchner, scritto tra il 1836 ed il 1837 e rimasto incompiuto a causa della morte dell'autore. Tra i numerosi adattamenti spiccano quello operistico di Alban Berg (Wozzeck), un film di Werner Herzog ed un musical di Robert Wilson e Tom Waits.

 

Si racconta la storia di Franz Woyzeck, un povero soldato semplice, che fatica ad arrivare a fine mese, si barcamena fra lavori precari e incomprensibili, facendo da cavia per uno scienziato cinico e prestandosi come barbiere per il suo capitano. Tutto quello che guadagna lo offre alla sua innamorata, Maria, madre di suo figlio. Il tarlo della gelosia, però, inizia a roderlo, forse anche a causa dell’enorme quantità di piselli che, unico cibo concessogli, è costretto ad ingurgitare. Si convince che Maria lo tradisca con il Tamburmaggiore, il quale, sembra le abbia regalato un paio di orecchini d’oro. Tale gelosia, anche alimentata da divertite ed invidiose maldicenze, si impossessa completamente di lui, un giorno li sorprende insieme al ballo, una spirale di follia, dunque, lo soggioga fino a fargli perdere il senso della realtà e una voce illusoria della sua fantasia lo costringe ad ucciderla, con un coltello. La sua povera mente verrà tormentata dal senso di colpa, come novello Raskol'nikov, ed il fantasma della sua amata lo perseguiterà, quando il tradimento di Maria, forse, non era nemmeno avvenuto. Il testo offre un'importante occasione di riflessione sulla violenza di cui sono vittime le donne, oggi come ieri.

 

La scenografia è decisamente intrigante, un blocco compatto di mobili, arroccati e dipinti in un bianco striato come fossero stati sporcati ed impolverati da lavori in corso, si rivelerà anima respirante e recitante, al pari degli attori. I cassetti diventano culle, le vetrinette si trasformano in negozi e gli armadi si dividono fra porte e torrette rialzate.

 

Le scelte registiche si rivelano interessanti nel rendere i due protagonisti divisi ognuno in tre anime, tre attori diversi, che riescono a lasciar vivere le diverse sfumature caratteriali del ruolo, contribuendo ognuno, con la propria unica interpretazione. I costumi, curati ed immaginifici, riescono a farci uscire dall’atrio del Forlanini e a condurci in un'altra vita. La dedizione, l’entusiasmo e la splendida energia che intercorre fra tutti gli attori danno l’opportunità agli eventi della storia di maturare in un crescendo che cattura lo spettatore, lasciandolo empatizzare, allo stesso modo, sia con Woyzeck, sia con Maria e lasciandolo godere degli spassosi caratteri stralunati, malinconici e meschini degli altri personaggi.

 

Un lavoro splendido, di Roberto Gandini che è riuscito ad armonizzare un'orchestra di anime così meravigliosamente differenti l’una dall’altra, e di ogni singolo attore che a modo suo ha saputo trasmettere quella voglia di raccontare una storia, di raccontare se stessi, di fare TEATRO, cioè di affermare la consapevolezza di essere umani, con la meraviglia e le difficoltà che ciò comporta. Nella presentazione dello spettacolo si afferma come la compagnia sia composta da persone con e senza disabilità, ma viene affermato il falso… io ho visto un gruppo di persone, tutte abilissime nel regalarmi emozioni e nel farmi brillare gli occhi.

 

A seguire il pregevole concerto multietnico dell’ormai sempre più apprezzata “Orchestra di Piazza Vittorio” che riesce a far coesistere strumenti, voci e sensibilità delle più diverse latitudini e longitudini terrestri. Come sempre, l’arte arriva all’eccellenza molto prima della politica (semmai quest’ultima ci farà mai la gradita sorpresa di provare a raggiungerla).

 

 

 

Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini - Piazza Carlo Forlanini 1, Roma
Per informazioni: 338/2006735
Ingresso gratuito per tutti gli eventi

 

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Alice Fadda, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.festivaleccellenzenelsociale.it - www.pierogabriellinellescuole.it - www.spettacolocontrodisagio.it

 

 

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