Dall’11 al 27 gennaio. Orlando Cinque dirige e interpreta, al fianco di Arturo Muselli e Maria Pilar Pérez Aspa, il suo nuovo adattamento della pièce “Creditori” di Strindberg, da lui firmato assieme a Fiorenzo Madonna: una riflessione crudele sui rapporti umani e sulla capacità degli individui di mirare ai propri interessi sacrificando gli affetti e gli amori in dinamiche che svelano il lato perverso della cattiveria umana.

Petrolio - Teatro India (Roma)

Scritto da Sabato, 19 Gennaio 2019

Dal 9 al 13 gennaio, il Teatro India ha ospitato lo spettacolo “Petrolio”, scritto, diretto e interpretato da Ulderico Pesce: un racconto-denuncia della “lucania saudita”, il più grande giacimento petrolifero continentale, con un alto indice di mortalità e danni ambientali irreversibili.

Quasi una vita - Teatro India (Roma)

Scritto da Sabato, 19 Gennaio 2019

Dal 15 al 20 gennaio. Prendendo spunto dai ricordi di Giovanna Daddi e Dario Marconcini, coppia nella vita e in teatro, Roberto Bacci e Stefano Geraci scrivono e portano in scena al Teatro India “Quasi una vita”, un moderno biopic che ripercorre l'esistenza dei due coniugi, passata dentro e fuori dal palcoscenico.

Il Padre - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da Domenica, 13 Gennaio 2019

Alessandro Haber è, insieme a Lucrezia Lante della Rovere, al Teatro Manzoni di Milano dal 10 al 27 gennaio, in uno spettacolo toccante, per certi versi anche “disturbante”: “Il Padre”, di Florian Zeller. Il drammaturgo francese, classe 1979, tra i più rappresentati in Francia e all'estero, si confronta qui con la via del tramonto e con il dissolversi della mente di un padre anziano, malato di Alzheimer. Malgrado il tema, la drammaturgia è ironica, sempre avvolta da umanità e pudore, mai patetica. Il Padre fa parte di una trilogia, insieme a "La Madre" e "Il Figlio".

Poetico, comico, popolare e raffinato è il “gioco” teatrale che Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari portano in scena con “Amleto take away”, shakespeariano non solo e non tanto nella rivisitazione della vicenda del principe di Danimarca quanto nella poetica e nelle intenzioni. Nel loro Amleto pugliese e provinciale, colto ma di umili origini, c’è la riscoperta del senso del teatro come mezzo per smascherare i colpevoli e come megafono del senso di inadeguatezza dell’uomo contemporaneo.

“V'è una nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento”, scriveva Carmelo Bene in “Sono apparso alla Madonna”. E una atmosfera simile avvolge il “1985 - Un racconto di Natale” di Massimiliano Loizzi, andato in scena al Teatro della Cooperativa, risvegliando un sentimento di “saudade”, termine portoghese che non ha un esatto corrispondente nella lingua italiana e che indica una sorta di ricordo nostalgico, affettivo, di qualcosa di assente. Un sentimento che coniuga solitudine, nostalgia ma anche speranza e che fa da pilastro alla pièce. Gli ingredienti per un monologo suggestivo, nostalgico, emotivamente coinvolgente, dalla prosa lineare, con virate verso la satira e la comicità popolare ci sono tutti.

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