Recuperare in dispensa le immortali vicende degli dei dell’Olimpo, con il loro piccante corredo di tempestosi tradimenti, baruffe con i mortali e nascite stravaganti. Lasciarle sobbollire al fuoco vivace della coinvolgente narrazione di Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana dalla penna particolarmente arguta e mordace. Insaporire con la speziata regia frutto del connubio perfettamente amalgamato tra lo stile contemporaneo di Massimiliano Civica e la creatività gustosamente popolare dei toscanissimi Sacchi di Sabbia. Servire il tutto ben caldo grazie al ritmo serrato di un quintetto di interpreti - Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano e Giulia Solano - dalla sapida vis comica. La prelibata pietanza risultante, ‘Dialoghi degli dei’, ha deliziato la platea romana di ‘Short Theatre 12 - Lo Stato Interiore’ con tutto il fascino, genuino e ad un tempo ricercato, di un teatro artigianale d’altri tempi.

Con un titolo che incuriosisce e provoca, “Il laboratorio della vagina”, scritto, diretto ed interpretato da Patrizia Schiavo, racconta le donne tra commedia e teatro civile. Un inno alla femminilità e alla sacralità del loro corpo che si tramuta in una decisa denuncia di abusi e violenze: le risate diventano orrore e attraverso l'ironia si arriva a temi ben più profondi. Liberatorio e divertente, terapeutico ed esplicito.

Il mito di Amore e Psiche viene rivisitato e attualizzato nel monologo scritto e diretto da Flavio Marigliani e interpretato da Valeria Nardella. Presentato nella seconda settimana del Roma Fringe Festival, lo spettacolo unisce toni grotteschi a trovate ironiche ma, nonostante la buona interpretazione e l'originalità dell'idea, non riesce a sfruttare pienamente l'occasione.

Le Erinni, figure mitologiche femminili inquietanti, tornano in questo spettacolo “Erinni o del rimorso” di ORTIKA - gruppo teatrale nomade, in chiave moderna con un’accezione psicanalitica e socialmente connotata sulle problematiche che riguardano il femminile e le donne in genere, offrendo anche una chiave contemporanea, come un esempio, di natura mediatico-televisiva e una sorta di teatro nel teatro. Apprezzabile la scenotecnica di Alice Colla dove l’elemento simbolico dell’acqua è centrale. La realizzazione è però un po’ confusa, forse ambiziosa, mettendo insieme tanti generi e stili, con salti di linguaggio.

“La musica dell’anima” racconta attraverso l’appassionata Pamela Villoresi la figura di Eleonora Duse fuori dagli aspetti del divismo e del lirismo sentimentale ai quali siamo abituati. Lo spettacolo è ben sostenuto dal testo di Maria Letizia Compatangelo, ben scritto, ben documentato, che restituisce una donna completa, un’eroina dell’interiorità come non la si immagina: impegnata per le donne, innovatrice, non vittima se non di se stessa e del suo disperato bisogno di sognare che l’ha portata agli amori difficili. La recitazione è didascalica anche nella rievocazione estetica, appassionata con la musica che prende un suo spazio come uno spettacolo nello spettacolo perché come dice alla fine “La musica è stata la mia vita, il futuro il mio destino”. E si sente tutta la sua sofferenza di essere nata troppo presto.

Per la prima volta al Todi Festival arriva una sezione di teatro off grazie all’idea voluta da Roberto Biselli, direttore del Teatro di Sacco di Perugia, di aprire al grande pubblico il teatro non tipico da abbonamento e cartellone, offrendo una guida con il dibattito nella mattina successiva, dopo aver approcciato a livello emozionale lo spettacolo. Il festival ha chiesto ai critici coinvolti - Andrea Porcheddu, Sergio Lo Gatto, Alessandro Toppi, Maddalena Giovannelli e Francesca Romana Lino - di scegliere uno spettacolo, senza paletti e criteri prefissati. Il primo assaggio lo scorso anno era stato proprio con uno spettacolo di drammaturgia contemporanea dello stesso Biselli che ha fatto presagire l’interesse del pubblico. Così il Teatro Nido dell’Aquila ha ospitato questa novità, con un programma di 8 giornate articolato in 7 spettacoli proposti e commentati da 5 critici teatrali, un osservatorio critico di formazione degli spettatori, un convegno sulle buone pratiche in materia di formazione, 4 masterclass per drammaturghi e artisti e 1 blog.

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