In questo 2019 che segna i cinquant'anni dall'eccidio per il quale fu condannato Charles Manson, e in cui la figura del serial killer più famoso d'America è stata riportata d'attualità dal film di Tarantino "C'era una volta a... Hollywood" e, tra gli altri, anche dalla serie di Netflix "Mindhunter", il suo caso finisce anche sul palco del Teatro Trastevere. "Chi è la bestia? Manson vs Bugliosi", scritto e diretto da Emanuele Bilotta, è in scena dal 26 novembre al 1 dicembre.

Lunedì 11 novembre, al Teatro Carcano di Milano, è andato in scena il primo appuntamento de “Il carattere degli italiani - Lezioni di Storia” a cura di Editori Laterza, un viaggio fatto di racconti attraverso l’analisi di alcuni dei personaggi più importanti che hanno contribuito a formare la cultura collettiva del nostro Paese, così com’è percepita da noi e da chi ci guarda dall’estero. Si parte con “Dante Alighieri. Una patria lontana”, spettacolo/lezione a cura di Chiara Mercuri, insegnante di Esegesi delle fonti medievali all’Istituto Teologico di Assisi, e autrice di diversi studi scientifici.

Dal 21 novembre all’8 dicembre. Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è “Ho perso il filo”. In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.

Con “Falstaff e il suo servo”, in scena al Piccolo Teatro Strehler, dal 19 novembre al 6 dicembre, Franco Branciaroli e Massimo De Francovich, diretti da Antonio Calenda, danno vita a una nuova, inedita coppia teatrale, che, tra dramma e commedia, evoca le avventure di Falstaff e le burle di cui è vittima. Una versione molto classica, senza scenografia, palcoscenico spoglio e costumi ricchi, con una regia che rende Shaskespeare più leggero, dimenticando il lato grottesco, la comicità drammatica di Falstaff per accentuarne la leggerezza. Il dramma del Bardo diventa una sorta di commedia settecentesca. De Francovich domina la scena, con discrezione e un’altezza alla quale bastano i mezzi toni.

"It's a world of pure immagination!", così recitava la celebre canzone cantata da Gene Wilder in “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, il film che rende omaggio al celebre libro di Roald Dahl che intere generazioni hanno amato; e proprio un fantastico mondo d'immaginazione e di colori è quello che vivrete con “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, il musical italiano che omaggia libro e film e che nasce sulla scia del musical che debuttò a Broadway nel 2013 con musiche di Marc Shaiman e libretto di David Craig e che in questa versione esclusivamente milanese vede la regia di Federico Bellone. Siamo il primo paese non anglosassone ad avere i diritti per portare in scena questo delizioso musical ma con la clausola che vieta di replicare la versione USA: non preoccupatevi, questa versione italiana è anche molto più spettacolare di quella di Broadway!

Dal 21 novembre all'8 dicembre. A grande richiesta, è proprio il caso di dirlo, visto che il debutto dell'anno passato fece registrare il tutto esaurito per quasi cinque settimane di repliche, il Teatro Stanze Segrete riporta in scena "Buscetta, Santo o Boss?".

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