“Il Club delle Vedove” è un'allegra commedia di Ivan Menchell, diretta e adattata da Silvio Giordani. Il tema è quello della solitudine dopo la morte del partner di una vita. Come affrontarla? Tornando a vivere, riaprendosi a sentimenti amorosi, o rinchiudendosi nel ricordo, mortificando lo slancio vitale che ogni tanto torna a sussultare?

Giuseppe Montesano riporta in scena lo spettacolo del 2007 ma in versione deluxe e rinnovata: “New Magic People Show”, andato in scena al Piccolo Teatro Studio Melato, fa riflettere, ridere e disperare al ritmo di un varietà di molteplici quadri. Dopo le repliche milanesi, l’appuntamento è ora al Piccolo Eliseo di Roma sino al 7 gennaio.

Il termine Malìa significa magia, incantesimo, fascino, seduzione. Massimo Ranieri ha coinvolto nel progetto "Malìa Napoletana", che ha inaugurato nel luglio scorso la kermesse di Umbria Jazz, cinque grandi musicisti: Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria). Il progetto è una sorprendente avventura musicale in un tempo magico delle canzoni napoletane, quando, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, quelle melodie già universali si riempirono improvvisamente di estate e di erotismo, di notti e di lune. Si vestirono di un fascino elegante e internazionale per merito dei tanti interpreti di quelle melodie. È l’inconfondibile Napoli “caprese” che diventò in un baleno attraente, seducente, prestigiosa e sexy come una stella del cinema. Una Napoli che cantava e incantava, che è diventata una immortale Malìa.

Saved - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da Lunedì, 18 Dicembre 2017

“Saved” del 1965 è una delle prime opere del drammaturgo inglese Edward Bond ma già reca ben riconoscibili i segni distintivi del suo universo teatrale altamente controverso, denso di cieca violenza e di una radicale condanna senza redenzione della società britannica. La pièce suscitò sin dal debutto un intenso clamore ed il dibattito innescato contribuì in maniera determinante all’abolizione della ferrea censura operata dal Lord Chamberlain. A cinquant’anni di distanza, nulla si è offuscato della sua carica dirompente, che la regia di Gianluca Merolli esalta con vigore e personalità, ben sostenuta da un ensemble di interpreti di brillante caratura all’interno del quale spiccano la sensibilità dello stesso Merolli nel plasmare a tutto tondo il personaggio del generoso e solido Len, la prova muscolare del ruvido Marco Rossetti, la livida disperazione iniettata da Manuela Kustermann nel ruolo di una madre giunta al capolinea della disperazione, e soprattutto la viscerale, potentissima Lucia Lavia magistralmente nei panni della protagonista Pam. Il risultato? Un lavoro teatrale di sorprendente maturità che attanaglia lo spettatore, scorticandone la coscienza ed emozionandolo in profondità.

Da giovedì 14 a domenica 17 dicembre il Teatro Carcano di Milano ha ospitato “Il Mercante di Venezia”, l’ultimo spettacolo di Tournée da Bar, una giovane e innovativa start up culturale che mira a portare i grandi classici del teatro in luoghi che teatri non sono. Lo scopo di questa iniziativa, che ha compiuto i sei anni d’età ed è ormai nota al pubblico meneghino, è allargare il bacino d’utenza dei teatri e creare un nuovo modello di diffusione culturale. Come spiega l’ideatore e project manager Davide Lorenzo Palla: “Noi crediamo che in questo periodo storico un rilancio culturale che possa ripartire dal basso sia di fondamentale importanza. Per questo abbiamo deciso di immaginare prima, e di realizzare poi, un teatro che ritrova le proprie radici e funzioni originarie in mezzo alla gente. Un teatro che si sposta al bar per riportare l’attenzione della comunità all’amore per l’arte e la cultura”.

Dal 14 dicembre al 6 gennaio. “Da oltre tre secoli non c’è Natale senza “Cantata dei Pastori”. Da oltre quarant’anni non c’è “Cantata dei Pastori” senza Peppe Barra”. Un grande classico che torna in scena a Natale, a Napoli, città rappresentativa di questo spettacolo. Nel dialetto partenopeo nascono infatti le vicende raccontate a Betlemme, di cui i due pastori Razzullo e Sarchiapone, interpretati da Peppe Barra e Rosalia Porcaro, sono i protagonisti.

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