Dal 10 al 28 gennaio. Vulcanica, ironica, versatile, Michela Andreozzi con talento e innata comicità, riporta in scena, in un monologo irresistibile, la storia universale di un amore andato in frantumi per colpa del tradimento di un uomo immaturo. Al Teatro della Cometa con “Maledetto Peter Pan” si ride di gusto, con ironia e intelligente leggerezza, riconoscendosi nei coloriti personaggi interpretati dalla protagonista e in emozioni e situazioni che, per una sera, da amare diventano comiche.

In scena al Piccolo Teatro Studio Melato fino al 20 gennaio, “Nachlass”, nuovo progetto del collettivo Rimini Protokoll. Una performance in cui l'assenza dei protagonisti rende l'installazione un'esperienza claustrofobica e totalizzante, per raccontarci il senso del lascito, dell'eredità attraverso la voce e gli oggetti dei grandi assenti.

Dal 10 al 21 gennaio. “E’ impossibile comprendere una figura del passato e tantomeno un genio se non si sia mai fatto un tentativo di comprendere se stessi”. Con le parole del celebre biografo Wolfgang Hildesheimer, Giuseppe Cederna torna a portare sui palcoscenici la storia del grande genio Wolfgang Amadeus Mozart, a trent’anni dalla sua interpretazione nell’87 con la regia di Mario Missiroli e la drammaturgia scritta da Peter Shaffer (che ispirò anche la celebre pellicola di Milos Forman).

"Dieci piccoli indiani" è forse il testo più famoso di Agatha Christie: da quando venne pubblicato nel 1939 (inizialmente con il controverso titolo di "Ten little niggers") ha venduto oltre 110 milioni di copie del romanzo, è stato rappresentato centinaia di volte sul palco (426 repliche solo a Broadway) e pure al cinema. Ma, nel modo in cui viene proposto in scena fino al prossimo 21 gennaio al Teatro Quirino di Roma da Gianluca Ramazzotti e Ricard Reguantnon si è mai visto prima.

Finalmente c’è una compagnia a dar voce all’allarmante disagio di una generazione intera di disperati disoccupati, indaffaratissimi ma mai pagati stagisti, eterni laureandi e instabili precari. Con precisione scientifica è stata battezzata proprio “Generazione Disagio” ed il suo primo spettacolo “Dopodiché stasera mi butto” ha spento all’ Off/Off Theatre le candeline delle prime cento repliche, sintomo di un brillante successo, della capacità di catturare il pubblico con la sua furiosa carica di sferzante ironia surreale, ma anche dell’essere riusciti a far vibrare più di qualche nervo scoperto della nostra problematica società. Ne sono autori, oltre che irrefrenabili protagonisti sul palcoscenico, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Andrea Panigatti e Luca Mammoli, con la regia di Riccardo Pippa, anche nelle vesti di co-autore. La produzione è a cura di Proxima Res e dopo aver collezionato riconoscimenti in giro per l’intera penisola (Roma Playfestival 1.0, nel 2015; Bando Teatro Off Artificio, nel 2015; Bando Le Città Visibili, nel 2015; Record Incassi Torino Fringe Festival nel 2014; Giovani Realtá del Teatro, nel 2013; Menzione Speciale per Scintille 2013; Menzione Speciale per Intransito 2013) questa sublimazione del disagio moderno conquista senza riserve anche Roma.

Miseria&Nobiltà - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da Giovedì, 04 Gennaio 2018

Ben centotrenta primavere hanno già salutato “Miseria e Nobiltà”, il capolavoro di Eduardo Scarpetta del 1887, che conobbe successivamente anche una seconda versione teatrale prodotta dal figlio Eduardo de Filippo nel 1953 e ben tre trasposizioni cinematografiche, tra cui quella celeberrima di Mario Mattoli del 1954 con Totò, Sophia Loren, Carlo Campanini e Carlo Croccolo. Cosa può raccontare ancora questa commedia funambolica, quintessenza dello spirito partenopeo più genuino, alle platee contemporanee senza ricalcare stilemi ormai ammantati di ragnatele? Basta chiederlo a Michele Sinisi che, con strabiliante creatività drammaturgica, un disegno registico dinamico, originale e scoppiettante, l’attento sostegno produttivo di Elsinor Centro di Produzione Teatrale ed una combriccola di attori di grande talento ed in mirabile sintonia, confeziona un vero gioiellino teatrale a testimonianza dell’intramontabile valore dei classici se riletti con modernità, intelligenza e una sottile ma irresistibile vena di follia.

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