Dal 13 marzo al 1° aprile. Una coppia di intellettuali vede volatilizzarsi i propri risparmi e sta per perdere anche l’ultimo baluardo di sicurezza economica, rappresentato dalla casa di proprietà. In un Paese in crisi, dove persino chi appartiene ad una classe privilegiata può trovarsi, all’improvviso, in difficoltà, può succedere che si aprano, per uno scherzo del destino, nuove opportunità. Conoscenza dei meccanismi finanziari, fine analisi psicologica e dialoghi serrati sono gli atout di questa pièce, che non risparmia i colpi di scena e racconta come spesso, quando tutto sembra perduto, tutto possa cambiare.

Nell’ambito del Festival dell’impegno civile, al Teatro India di Roma va in scena lo spettacolo “Dieci storie proprio così - terzo atto”, una raccolta di voci, storie, testimonianze, coraggio contro la mafia, verso la dignità; si tratta della nuova tappa di un percorso narrativo che attraversa il Paese, sottolineando l’esistenza di un spina dorsale, sana, che nonostante le mille difficoltà, lo sostiene.

Sino a venerdì 30 marzo, Valentino Mannias porta in scena al Teatro della Cooperativa di Milano, “Giovanna detta anche Primavera”. Sono racconti, musica e suoni della Sardegna con un testo da lui scritto. In scena, oltre a Mannias, Luca Spanu e Giaime Mannias, attori, musicisti e cantori.

Quella compiuta con il ciclo "Diecipartite" da Giuseppe Manfridi (e da Daniele Lo Monaco, che con lui ha ideato questo progetto) è una scommessa, la più spregiudicata scommessa sul calcio che si potrebbe immaginare. Quella che non riguarda un semplice risultato, ma l'entità stessa dello sport del pallone. La scommessa di dimostrare che lo spettacolo più nazionalpopolare che si possa immaginare non sia solo materia di risse da ultras in curva, o al meglio da discussioni da bar, ma possa essere nobilitato a tal punto da finire sul palco di un teatro.

É tornato “Coniglio bianco/Coniglio rosso” al Teatro Filodrammatici di Milano, spettacolo dal format molto particolare. Un attore/attrice può esibirsi un'unica volta, non conosce il testo, legge il copione scritto da Nassim Soleimanpour, segue, improvvisando, le sue indicazioni, interagisce col pubblico. É una performance esperienziale, nel suo duplice significato: prende ogni volta forme diverse plasmate dalla sensibilità attoriale e suscita nel pubblico e nell'interprete sensazioni interiori diverse. Lunedì 26 marzo, sul palcoscenico, c' era Arianna Scommegna.

In una taverna improvvisamente apparsa nella Sala Treno Blu del Franco Parenti, accomodati a tavolini in legno a lume di candele già consumate, appare un uomo ben vestito, ma turbato in volto, vestito di bianco ma con l’anima nera, ancora vivo eppure ansimante. Quest’uomo è Svidragajlov, un “malato” frutto della mente di Dostoevskij, uno scommettitore, un affamato di vita che sfida la morte.

Pagina 4 di 269
TOP