Teatro Sala Umberto, Roma. Dal 19 Febbraio 2008. Una coppia di sposini è travolta, suo malgrado, da un pacco spedito per posta contenente il kit del bravo sadomaso. Peccato che la coppia abiti a due passi dal Vaticano… Si deve il successo di questa edizione ad una bravissima e travolgente Paola Quattrini.

 

 

 

Di Anthony Marriot & Alistair Foot  

Regia di Renato Giordano.

Scene e costumi di Aldo Buti

con: Gianfelice Imparato, Valerio Santoro, Loredana Giordano, Luigi Montini. E con la partecipazione di Paola Quattrini

 

Dal 19 Febbraio 2008

Teatro Sala Umberto, Roma

 

Torna nuovamente in scena “Niente sesso, siamo inglesi” felice commedia inglese già tradotta e firmata Garinei&Giovannini nelle edizioni del 1972 e del 1990, rispettivamente con Johnny Dorelli la prima e Gianfranco D’Angelo la seconda, a coprire il ruolo di Felice, mattatore sul palco.

In questa nuova edizione, in scena al Teatro Umberto, tradotta stavolta da M. L. Pacella e adattata da Gianfelice Imparato, per la regia di Renato Giordano, il ruolo dell’imbranato Felice va a Gianfelice Imparato. Ma ancora più che del bravissimo attore napoletano, si deve il successo di questa edizione ad una bravissima e travolgente Paola Quattrini.

Il successo della commedia, in questa versione più “italiana” rispetto ad un testo molto anglosassone come contenuti e che risentiva di una certa lentezza nella versione curata da Garinei&Giovannini, è da ricercarsi in una trama semplice e immediata, che vede una coppia di sposini travolta, loro malgrado, da un pacco spedito per posta contenente il kit del bravo sadomaso con accessori annessi. Peccato che la coppia abiti a due passi dal Vaticano e che Felice, frequentatore di casa, per disfarsene decida bene di abbandonare lo scatolo ingombrante di fronte ad una parata di guardie svizzere.

Il testo strizza l’occhio alla commedia dell’equivoco con situazioni esilaranti e colpi di scena ben assestati. Gli attori sono tutti bravissimi con una menzioni di rilievo a Luigi Montini (conosciuto soprattutto in tv), Gianfelice Imparato e la già citata Paola Quattrini.

Una menzione di rilievo senz’altro va alla bella ed imponente scenografia curata da Aldo Butti.

“Niente sesso, siamo inglesi” è una commedia bella e frizzante che deve il successo all’adattamento di Imparato, che regala una ventata di freschezza ad un testo che ne aveva bisogno, senza nulla togliere agli allestimenti precedenti di G&G. La regia di Giordano è basata su un ritmo molto alto, con movimenti veloce, entrate e uscite repentine, caratterizzazione di alcuni personaggi un po’ sopra le righe ma di amara ironia, come le due suore prima e le due “mignotte” dopo.

Una bella riedizioni senza dubbio, che speriamo raccolga i successi del pubblico come per le precedenti edizioni.

 

 

 

Recensione di: Mario Fazio

Grazie a: Violwww.gufetto.it

Sul web: www.salaumberto.com

Gay Panic - Teatro Belli (Roma)

Scritto da Mercoledì, 07 Maggio 2008

Teatro Belli, Roma. Dal 12 al 24 Febbraio 2008. Due soldati in una torre di guarda. Iraq, maggio 2004, base militare di Ad Dawr. E’ guerra. Uno è americano, l’altro è iracheno. Cosa può accadere tra questi due uomini? Il cibo che si scambiano prepara all’amore, un bacio appassionato. E’ il buio.

 

 

 

 

 

 

Sycamore T Company presenta

GAY PANIC

 

scritto e diretto da

Riccardo de Torrebruna

 

con Andrea Gherpelli e Simone Spirito

allestimento scenico di Massimiliano Frumento

musiche di Aida Nadeem

 

Teatro Belli, Roma

Dal 12 al 24 Febbraio 2008

 

Due soldati in una torre di guarda. Iraq, maggio 2004, base militare di Ad Dawr. E’ guerra. Le famiglie sono lontane, nello spazio e nella cultura, perché i due soldati sono diversi. Uno è americano, Marlboro legata sul berretto, l’altro è iracheno, della rifondata Guardia Nazionale irachena, giovane, spaesato con i dolci di mamma fatti per il suo compleanno. Uno è forte, grosso, cresciuto a vitamine e burro di arachidi, l’altro è magro, pochi muscoli e tante tradizioni popolari sulle spalle. Uno è un conquistatore, l’altro un reietto, un traditore.

Cosa può accadere tra questi due uomini? Cosa li unisce, a parte il condividere un posto di guardia in una giornata caldissima, e a parte la paura?

Massimiliano Frumento mette in scena uno spaccato contemporaneo della realtà al fronte, di quella realtà che noi viviamo mediata dai telegiornali, dalla stampa estera che ogni tanto ci ricorda che laggiù esiste una guerra. Perché esiste, perché ne facciamo parte anche noi italiani. Forse sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Ciò che conta è che c’è una guerra, c’è gente che salta per aria imbottita di tritolo, ci sono culture che si scontrano e c’è sangue, tanto, che scorre.

Il sangue. Di qualunque nazionalità sia, è sempre rosso e può significare solo una cosa: morte.

Prendiamo posto in sala, un bel teatro romano, al centro di Roma, a Trastevere. Lo spettacolo in realtà è già iniziato, davanti a noi, sullo sfondo della scena, passano filmati sulle interviste ai marine e ai cittadini in Iraq. Ci siamo, stiamo entrando nella storia.

Due soldati, una trincea. Sempre due culture che si scontrano e ancora prima due uomini. Scambi di battute, risentimenti reciproci, recriminazioni. Ma tra i due accade altro, il cibo che si scambiano prepara all’amore, un bacio appassionato, il buio.

Il titolo, “Gay Panic”, è fuorviante: fa pensare ad una commedia di uomini in gonnelle. E’ un titolo non proprio azzeccato, pare essere stato messo per attirare mosche al miele. E fa un po’ rabbia perché lo spettacolo viaggia più su, molto più alto di una semplice commedia.

Frumento scrive un testo che può adattarsi a tante letture: quella più immediata del “panico gay” all’interno del maschissimo esercito americano, quella più intellettuale di due culture che si compenetrano e si scontrano, dove nessuna delle due ne esce viva.

“Cosa si sente ad avere un iracheno dentro?” chiede tra il malizioso e il profondo il giovane iracheno al disarmato marine. Non c’è un lieto fine nella storia tra i due, forse non può esserci un lieto fine in questa guerra che nessuno più capisce.

I due protagonisti in scena sono bravissimi, ma ancora di più i complimenti vanno ad una regia pulita e profonda che si sofferma sugli sguardi a discapito di una carnalità che poteva essere venduta meglio e più a buon mercato. Meglio così. “Gay Panic” è un bellissimo spettacolo che sa emozionare e che vanta tanti tasselli (musica, attori, testo, regia) tutti azzeccati.

 

Da non perdere.

 

 

 

 

Recensione di: Mario Fazio

Sul web: www.teatrobelli.it

 

Lemi Ponifasio

Dal 26 al 28 ottobre. In scena al Tetro Argentina, per il RomaEuropa Festival, “Birds with skymirrors” del coreografo samoano Lemi Ponifasio. Uno spettacolo di teatro-danza dai toni cupi e per niente rassicuranti che vede in scena danzatori provenienti da varie tradizioni, l’utilizzo disciplinato e utile del video e un singolare rapporto con la dimensione sonora rapportata allo spazio. Un viaggio di cui si percepisce tutto, anche il singolo minuto che passa sul quadrante del proprio orologio.

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