Giunge alla diciassettesima edizione il pluripremiato (e imitato) spettacolo "Supermagic", che ogni anno porta sul palco del Teatro Olimpico di Roma i migliori illusionisti e prestigiatori del mondo.

Dopo il successo della scorsa stagione, torna dal 27 al 29 gennaio al Teatro de' Servi, nell'ambito della Stagione Fuoriclasse dedicata alla drammaturgia contemporanea, "Il deserto dei tartari".

Una giovane donna appare in scena e, sforzandosi di non tradire la propria emozione, confessa a un giovane poliziotto di aver ucciso un uomo. Sembra la fine della nostra vicenda, e in un certo senso lo è. Ma ne è anche l’inizio. “L’onore perduto di Katharina Blum”, tratto dal romanzo di Heinrich Böll, con l’adattamento di Letizia Russo e la regia di Franco Però, è andato in scena al Teatro della Corte di Genova.

Torna sul palco dell’Argentina, dopo il grande successo ottenuto nella scorsa stagione, “Un nemico del popolo”, meritatamente insignito del premio UBU come miglior spettacolo e come miglior attrice per Maria Paiato. Una parabola di Henrik Ibsen, sempre troppo attuale, sull’insensibilità del potere, sulla prevaricazione dell’uomo sull’uomo, attraverso l’ipocrisia politica che, come un imbonitore da fiera di villaggio, raggira gli astanti, lasciandoli poveri e contenti. Un ottimo lavoro, sostenuto da interpreti d’eccezione.

Dal 21 gennaio al 2 febbraio. Lucia Calamaro affronta il tema delicato della “solitudine sociale” e lo fa attraverso la magistrale e sempre naturale interpretazione di Silvio Orlando. Qual è il confine tra una scelta di solitudine e l’accettazione amara di essere emarginati finanche da chi ci è più caro al mondo?

Dal 21 al 26 gennaio, è in scena al Teatro Manzoni di Milano uno spettacolo scritto da Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, con la regia di Giorgio Gallione: gli Oblivion presentano “La Bibbia riveduta e scorretta”, uno spettacolo frizzante, arguto, non provocatorio ad ogni costo, mai volgare; grande ritmo, citazioni colte in versione pop, molta ironia su cosa sia la modernità, su quanto conti la comunicazione, sull’imperio delle leggi di mercato e l’inevitabile confronto tra le generazioni, tra padre e figlio, qui in versione teologica in salsa rap con la diatriba tra Dio e Jesus C. Senza essere dissacrante, diverte sinceramente. Molto belle le voci.

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