Giorgio Gallione, apprezzato regista e drammaturgo, già direttore artistico del Teatro dell'Archivolto di Genova, ha portato in scena, nella prestigiosa cornice del Teatro Brancaccio, uno spettacolo importante, profondo, drammatico e scanzonato, com’è la vita umana; un viaggio nel secolo scorso, attraverso i fasti di ciò che appassiona ed accomuna moltissimi, ovvero il calcio, e le tragiche violazioni della dignità umana perpetrate dalla dittatura argentina e dal nostro sonno della ragione, tema che dovrebbe, invece, coinvolgere tutti noi, affinché tali orrori non si ripetano più.

Oltre 160 mila spettatori hanno applaudito il simbolo della purezza, la “Colomba”, sintesi di gioia e rinascita, con emozionanti standing ovation sulle note finali dello spettacolo. Un pubblico commosso e felice. E così ben 150 repliche in giro per l’Italia portano Alessandro Longobardi a proseguire il tour di “Aggiungi un posto a tavola” per il terzo anno consecutivo. La tournée viene inaugurata nel segno di una speciale collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova, in una nuova messa in scena che vede per la prima volta coinvolta l’orchestra sinfonica diretta dal Maestro Maurizio Abeni, che ne cura anche le orchestrazioni, ed il coro diretto dal Maestro Francesco Aliberti. Una tra le più amate commedie musicali italiane, di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, protagonisti insuperati di un’epoca leggendaria per il teatro italiano. Le musiche, composte da Armando Trovajoli, hanno incantato intere generazioni.

Enrico Maria Carraro Moda, dopo il successo ottenuto al festival “InDivenire 2019” con lo spettacolo “Il Vampa”, porta in scena, al Roma Fringe Festival, con la sua compagnia “I Nani Inani”, il suo nuovo testo “Il solito dramma familiare”. Sempre attento alle dinamiche umane ed alle loro insopprimibili perversioni, l’autore ci racconta gli “orrori” delle riunioni familiari, soprattutto in occasione di obbligate ricorrenze, quando la distopia di rapporti con persone ormai semisconosciute alimenta insofferenze, piccole vendette e frustrazioni.

Skianto - Teatro Niccolini (Firenze)

Scritto da Domenica, 19 Gennaio 2020

Dal 14 al 19 gennaio al Teatro Niccolini di Firenze è in scena “Skianto” di Filippo Timi, con Salvatore Langella: uno spettacolo-monologo, esuberante e debordante come l’istrione umbro, che racconta la sua favola grottesca, noir, aprendo allo sberleffo e alla trasgressione, non per deridere o per il gusto della provocazione tout court ma per raccontare la vita e i suoi dolori in modo salace. Timi non fa sconti, nemmeno a se stesso, portando in scena una grande energia e la propria autoironia, guardando il mondo però con uno sguardo tagliente, dissacrante senza dimenticare la tenerezza. Il mondo dei bambini è spesso al centro della sua attenzione, quelle bocche cucite dagli adulti a cui Filippo dà voce. Spettacolo pirotecnico che conferma la prodezza di Timi, non senza qualche compiacimento e insistenza di troppo che talora mette da parte i testi, che meritano sempre attenzione.

Dal 14 al 19 gennaio. Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. E ancora, Fred e Byron che sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle paure; l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri, mentre fuori la città saluta il nuovo anno, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti e violenze sessuali.

Scritta da Vahè Katchà, autore francese di origine armena, la commedia “La cena delle belve (Le repas des fauves)” - in scena al Teatro Carcano di Milano fino al 19 gennaio - nasce da un magnifico testo in cui ironia e dramma dialogano senza sosta. Uno dei maggiori successi delle ultime cinque stagioni parigine, vincitrice anche di tre Premi Molière per il miglior spettacolo, miglior adattamento e migliore regia, in Italia arriva diretta da Julien Sibre e Virginia Acqua e si avvale della traduzione e dell’adattamento di Vincenzo Cerami, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo di fama internazionale.

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