Da giovedì 14 a domenica 17 dicembre il Teatro Carcano di Milano ha ospitato “Il Mercante di Venezia”, l’ultimo spettacolo di Tournée da Bar, una giovane e innovativa start up culturale che mira a portare i grandi classici del teatro in luoghi che teatri non sono. Lo scopo di questa iniziativa, che ha compiuto i sei anni d’età ed è ormai nota al pubblico meneghino, è allargare il bacino d’utenza dei teatri e creare un nuovo modello di diffusione culturale. Come spiega l’ideatore e project manager Davide Lorenzo Palla: “Noi crediamo che in questo periodo storico un rilancio culturale che possa ripartire dal basso sia di fondamentale importanza. Per questo abbiamo deciso di immaginare prima, e di realizzare poi, un teatro che ritrova le proprie radici e funzioni originarie in mezzo alla gente. Un teatro che si sposta al bar per riportare l’attenzione della comunità all’amore per l’arte e la cultura”.

Dal 14 dicembre al 6 gennaio. “Da oltre tre secoli non c’è Natale senza “Cantata dei Pastori”. Da oltre quarant’anni non c’è “Cantata dei Pastori” senza Peppe Barra”. Un grande classico che torna in scena a Natale, a Napoli, città rappresentativa di questo spettacolo. Nel dialetto partenopeo nascono infatti le vicende raccontate a Betlemme, di cui i due pastori Razzullo e Sarchiapone, interpretati da Peppe Barra e Rosalia Porcaro, sono i protagonisti.

Teatro nel teatro, contro il teatro, con un gioco circolare di rimandi per nulla banale. Un espediente che rende difficile recensire, vista la critica feroce ai critici e ai giornalisti avanzata dallo spettacolo di Rosario Lisma con Ugo Giacomazzi, lo stesso Lisma, Fabrizio Lombardo, Andrea Narsi e Gianni Quillico. Quattro attori mettono in scena una pièce sulle Brigate Rosse e un famoso critico teatrale, loro vera ossessione, non si presenta alla recita. Dialoghi frizzanti e ritmo sostenuto per il testo vincitore del Premio ETI 2009. Interpretazione scoppiettante e intreccio ben architettato con molti spunti di riflessione sul mondo della cultura. Qualche ripresa eccessiva, probabilmente non presente nella versione originaria, dilata il tempo dello spettacolo, a volte perdendo di incisività.

“White rabbit, red rabbit” è un esperimento teatrale e sociale dell’autore iraniano Nassim Soleimanpour. I conigli, bianchi e rossi, sono stato tradotti in 25 lingue e replicati più di mille volte in tutto il mondo. Ha avuto interpreti d’eccezione, tra cui Whoopi Goldberg e Ken Loach. Questa volta, al Teatro Vascello, è stato offerto il ruolo di cavia ad Antonio Catania che, forte della sua bravura ed esperienza, ha accettato con beata incoscienza la sfida.

“I mancati giorni” è una raccolta di monologhi scritti in età giovanile da Gianluca Riggi; raccontano un periodo preciso della vita di un uomo, le sue ansie, gli stati esistenziali d'angoscia alternati a stati di imbecillità, narrano gli eventi tragici della nostra storia europea e nazionale attraverso lo sguardo di un giovane che vive i suoi primi sentimenti d'amore e non sa restituirgli un nome. Il terrorismo, la guerra in Bosnia, Belgrado, Restore Hope. Sesso, sentimenti, amore e morte, sono i temi trattati in maniera quasi ossessiva dai protagonisti dei vari monologhi, legati tra di loro da una sottile linea tematica, dalla gioventù degli attori e dei personaggi narrati. Un esperimento teatrale realizzato con giovani attori, per studio, per cercare di recuperare dei testi scritti oltre venti anni fa, che sono tornati, incredibilmente, di una crudele e stupefacente attualità, nonostante i numerosi anni trascorsi, nonostante tutto. Al centro del lavoro c'è l'attore con il suo corpo e la sua presenza, la sua capacità di rapportarsi alla parola e renderla viva.

Dal 12 al 23 dicembre Ferdinando Bruni legge “Il Racconto di Natale” di Charles Dickens, una lettura commovente senza enfasi ma suggestiva, che permette di entrare dentro il racconto con la proiezione di disegni dello stesso Bruni di grande raffinatezza, nello stile delle illustrazioni d’antan dei libri. Una produzione Teatro dell’Elfo nella formula della mise en espace che consente la valorizzazione del testo poetico e graffiante ad un tempo, con il gusto noir della letteratura anglosassone ed un messaggio che si rivela di grande attualità. Godibilissimo.

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