Si intitola "Due addetti alle pulizie" il nuovo spettacolo scritto e diretto da Chiara Arrigoni. Ma dietro a questo titolo didascalico si nasconde in realtà un intento interessante quanto ambizioso: realizzare uno spin-off del celebre "Il Calapranzi" di Harold Pinter.

La stagione teatrale romana si risveglia all’insegna del buon umore, grazie al Roma Comic Off che, per il quarto anno consecutivo, travolge la capitale con una valanga di caleidoscopici colori. La rassegna, organizzata da Roberto D’Alessandro, conquista dieci teatri - De’ Servi, Agorà, Lo Spazio, Di Documenti, Marconi, Testaccio, Petrolini, Portaportese, Tordinona e Trastevere - con oltre cinquanta spettacoli e compagnie accorse da tutta Italia per partecipare a questa singolar tenzone a colpi di risate! Appuntamento dal 13 al 23 settembre, con un calendario ricchissimo di appuntamenti, tra cui anche l’imperdibile Satira Festival.

Chi di noi non conosce “Amleto”, l’opera celeberrima di William Shakespeare? Lo spettacolo, curato da Abraxa Teatro con progetto scenico originale e regia di Emilio Genazzini, prende le mosse proprio dalle vicende del Principe di Danimarca, fornendone però una personalissima reinterpretazione, che pone al centro i vari personaggi della storia e li fa rinascere dalle ceneri della loro morte. Proprio come la fenice risorge dalle sue ceneri per risplendere di una luce ancor più brillante, così anche i personaggi dell’opera shakespeariana, rivisitata da Genazzini, rifuggono al loro destino così tragicamente segnato. Attraverso un gioco che alterna la finzione con la realtà, gli attori ci conducono magicamente all’interno di un labirinto di emozioni diverse.

Riscritta dal regista ed autore portoghese Tiago Rodrigues e caratterizzata da un intenso dialogo interiore che coinvolge entrambi i protagonisti, ma che in fondo risulta essere sempre condiviso con l’altro e mai realmente introiettato, “António e Cleópatra” di Shakespeare è una tragedia d’amore che, in questa sua nuova incarnazione, si prefigge di osservare il mondo attraverso la sensibilità delle anime del condottiero e triumviro Marco Antonio e della regina egizia Cleopatra.

A Palazzo Venezia, lo scorso 24 luglio, è andata in scena, per la prima volta a Roma, una sapiente reinterpretazione della commedia di Molière “La scuola delle mogli”, diretta e interpretata da Arturo Cirillo, nell’ambito della rassegna “Il Giardino Ritrovato”.

Il Pianoforte, al centro della scena, è il protagonista assoluto suonato dal vivo da Guenda Goria che, in una progressiva rarefazione di tempo e spazio, racconta sin nel profondo la forza vitale di Clara, donna che ha tradotto in arte la sua intera esistenza in un momento preciso, il pomeriggio prima di un importante concerto che potrebbe cambiare le sorti della sua carriera; un pomeriggio sbagliato in tutto sembra far presagire il primo insuccesso della vita di Clara. L’accordatore che non arriva, il baule smarrito, le lettere che sopraggiungono ad annunciare l’ internamento del marito Robert Schumann in ospedale psichiatrico offrono l’ affresco di una donna che a trent’anni è già madre di otto figli e leggenda della musica mondiale.

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