Dal 20 dicembre al 7 gennaio Francesco Saponaro dirige “Ragazze sole con qualche esperienza”, drammaturgia di Enzo Moscato che narra l’amore, la violenza, il sangue e la lussuria di due femminielli napoletani, Grand Hotel e Bolero Film, ambientando le vicende in uno squallido appartamento dei Quartieri Spagnoli, luogo di passaggio, di amori improvvisi pronti per essere usati e gettati via nell’attesa del prossimo cliente. Un testo verace, che unisce il tema dell’identità sessuale a quello della malavita, in un contesto napoletano che si fa crogiolo di vite, pensieri e condizioni umane diversissime tra loro.

Il fascino dei teatri “bomboniera” consiste nella partecipazione alla rappresentazione. E’ come sentirsi inglobati e risucchiati nella finzione, che allora appare quanto più viva e impressionante si possa immaginare. Quando poi si tratta di un vero e proprio thriller dalle tinte noir, ricco di elementi da racconto dell’orrore, come uscito dalla penna di un novello Poe, la mancanza della distanza tra spettatori e attori trasforma questi ultimi in veri assassini mentre chi assiste si sente calato nella parte della vittima. E il brivido corre ripido e rapido lungo la schiena, provare per credere. Appuntamento allo Spazio 18B con “Il quaderno perduto di Agatha Christie”.

Il regalo del Teatro Argentina per questo Natale è la riproposizione di uno dei maggiori successi della scorsa stagione, i “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini, adattati per la scena da Emanuele Trevi e diretti da Massimo Popolizio. Uno spettacolo corale, potente ed evocativo a cui hanno già assistito circa 15.000 spettatori, numero destinato ad aumentare in modo esponenziale.

Un autore molto letto, molto discusso ma poco rappresentato. Si potrebbe leggere così il ritratto di Oscar Wilde, l’autore de Il ritratto di Dorian Gray”, “Il fantasma di Canterville” e molti altri classici, che sembra trovare poco spazio al di fuori delle antologie scolastiche. Se come romanziere la sua fortuna è evidente, come drammaturgo risulta poco frequentato dai registi teatrali, almeno in Italia. Al Teatro Elfo Puccini di Milano il merito di aver riscoperto e valorizzato l’opera dell’autore inglese, dedicandogli addirittura una maratona teatrale nei primi giorni di dicembre con la messa in scena di ben tre opere: “Atti Osceni”, “Il fantasma di Canterville” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.

Dichiarati dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità, i Dervisci Rotanti del Galata Mevlevi Ensemble portano a Venezia un simbolo del misticismo orientale, risalente al tredicesimo secolo. Si sono esibiti il 19 dicembre all’interno della rassegna “Dal Vivo”, curata da Veneto Jazz e dal Teatro Stabile del Veneto.

“Il Club delle Vedove” è un'allegra commedia di Ivan Menchell, diretta e adattata da Silvio Giordani. Il tema è quello della solitudine dopo la morte del partner di una vita. Come affrontarla? Tornando a vivere, riaprendosi a sentimenti amorosi, o rinchiudendosi nel ricordo, mortificando lo slancio vitale che ogni tanto torna a sussultare?

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